Consigli e statistiche che sanno di presa per il c…!

In un articolo del 6 ottobre 2015, il Today ci descrive un’indagine della Coldiretti/Ixe’, presentata ad Expo, al Convegno “Spreco alimentare: dalle parole ai fatti – Le ipotesi di legge per l’Italia e tutti i numeri dello spreco”, al quale ha anche partecipato il segretario dei giovani della Coldiretti Carmelo Troccoli, durante il quale è emerso che ogni persona in media ha buttato ben 76 kg di cibo durante l’anno, ma sei italiani su dieci hanno diminuito o annullato gli sprechi alimentari, attraverso una strategia ben definita:
1) il ritorno in cucina degli avanzi e una maggiore attenzione alla data di scadenza;
2) la richiesta della doggy bag al ristorante;
3) la spesa a chilometri zero, ovvero dal produttore al consumatore.

Secondo questi signori, pagati profumatamente per sentenziare e sparare cifre ad cazzum, la situazione è preoccupante e occorre trovare soluzioni dentro e fuori le mura domestiche, affinchè il cibo non venga sprecato o gettato nella pattumiera. Sempre la Coldiretti ci invita ad intervenire sull’educazione alimentare, facendo attenzione alle scadenze, oltre al dare più valore agli avanzi, inventandoci il modo più opportuno per riutilizzarli.

“Questo metodo aiuta a non far sparire le tradizioni culinarie del passato.” dicono loro. Come se fossimo NOI i colpevoli diretti del declino della cultura italiana e non LORO con la globalizzazione ad oltranza.

Inoltre veniamo invitati ad acquistare i prodotti direttamente nelle fattorie o (attenzione alla o ) presso i mercati “Campagna Amica” (grazie per il consiglio disinteressato), facendo nostra la filosofia del km zero per contenere gli sprechi e ottenere maggiore freschezza.

Per finire, la Coldiretti ci dice che la tendenza a ridurre gli sprechi cresce anche fuori dalle mura domestiche, con un italiano su tre (il 33 per cento) che, quando esce dal “ristorante”, non ha problemi a portarsi a casa gli avanzi con la cosiddetta “doggy bag”, anche se tra questi, solo il 10 per cento lo fa regolarmente, mentre il 23 per cento solo qualche volta.
Qui l’articolo del Today pubblicato il 6 ottobre 2015, dal titolo: “Dalla doggy bag al km zero, così gli italiani tagliano gli sprechi alimentari”.

statistiche false
Insomma, un metodo come un altro per sfottere chi si vede già costretto a tirare la cinghia, ma vorrei chiarire al Today che gli italiani non hanno deciso di tagliare gli “sprechi”, ci sono stati costretti!
Carissima Coldiretti. A parte l’inutilità delle statistiche riportate (in quanto poco veritiere e fuori dai tempi attuali), le assicuro che la maggior parte dei cittadini di questo martoriato stato (chiamiamoli “Tartassati”), qualora riuscissero ad entrare in un ristorante (il che significa che possono permetterselo), difficilmente lascerebbero qualcosa sul piatto.

Il vostro invito a fornirsi direttamente dal fattore, è piuttosto tardivo!

Gran parte dei Tartassati si sono già adoperati come meglio credono, incluso il crearsi un piccolo orticello, frugare tra i resti del mercato rionale per far fronte alle risicate possibilità economiche o, ancor più tristamente, bussare alla porta di qualche comunità assistenziale.

Che dire poi sul suggerimento dato sugli avanzi?
Mi chiedo se chi ci invita a queste prassi già consolidate (non c’è bisogno che ce lo diciate voi), mangi giornalmente al ristorante o la sera si riscaldi la minestra avanzata la sera precedente. Si perché, a meno che non siamo diventati tutti ciechi, quelli che vivono nello sfarzo come VOI, sono proprio quelli che fanno spregio della parola povertà.

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Questi articoli hanno il chiaro sapore della presa per il culo (come le irreali statistiche sulla soglia di povertà o l’occupazione) e ci fanno capire che le cose non andranno a migliorare, anzi, ci invitano a dover pensare al peggio, abituandoci giornalmente ad accogliere tempi ancora più severi. Tutti noi (per noi intendo i cittadini comuni, il borsellino dello stato) conserviamo ciò che possiamo consumare in più tempo, ma vorremmo ben sperare che le cose possano tornare ad essere come erano almeno vent’anni fa. Quando le famiglie potevano permettersi di uscire la sera per consumare allegramente una banalissima pizza, senza dover pensare di doverla conservare, perché il giorno dopo non ci sarebbe stato nulla nella dispensa da poter mangiare. L’Italia dei “Poveri ma Belli”.
Il mio non è un ivito a gettare il cibo, pensiero molto lontano dal mio modo di vivere, è soltanto una puntualizzazione sul fatto che una gran parte dei media nazionali, hanno smesso di fare giornalismo investigativo per abbracciare facili guadagni da parte dei loro padroni, che li spingono a pubblicare articoli che sanno di lavaggio del cervello.
Stiamo affondando, ma non preoccupatevi! Almeno finché non lo pubblicheranno apertamente. (Cosa che non avverrà mai!)

Come sempre, sentitevi liberi di commentare.

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2 pensieri su “Consigli e statistiche che sanno di presa per il c…!

  1. Finalmente qualcuno che la pensa come me! Mi fai anche venire in mente un intervento di Salvini in una trasmissione proprio verso i manifestanti e i membri della Coldiretti,che sono un’associazione di sinistra:lui diceva cose sensate per aiutare e sostenere l’agricoltura,facendo notare dove si poteva migliorare,e loro non sapevano cosa rispondere perché….era Salvini! Che figura che hanno fatto!!!! Inoltre,ci tengo a sottolinearlo,gli avanzi della cucina,che si di ristorante o di cada,non vanno affatto bene per i cani!!!!! C’é sale,salse varie e condimenti,tutte cose che nuocciono gravemente alla salute dei nostri amici.Cani e gatti non sono le pattumiere degli umani!!;! Chi non finisce ció che ha nel piatto se lo riscaldi il giorno dopo! Infatti a casa mia,e vedo anche di altri,non si butta mai niente.E gli animali hanno cibo sano e non condito preparato apposta per loro!

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    • Credo che a pensarla in questo modo siano in tanti, ma rimangono silenti per paura (incomprensibile) di peggiorare la propria situazione. Non dico nulla sull’intervento di Salvini, poiché non è un personaggio che mi rappresenta in alcun modo (per lui i siciliani sono terroni e i terroni non dimenticano) e credo che parli esclusivamente per fini politici, ma ognuno ha le proprie idee e come tali vanno rispettate (spero che non me ne vorrai). Per quanto riguarda la Coldiretti, come anche l’Istat e le altre organizzazioni governative, non possiamo aspettarci nulla di diverso che il millantare situazioni incredibilmente false per convincere la gente che tutto vada bene. Anche noi tendiamo a riciclare il cibo, ma lo abbiamo sempre fatto, anche quando si stava meglio. Sentirsi dire quello che dobbiamo fare, come fosse qualcosa di miracoloso o per favorire la ripresa di questo stato, mi fa senza dubbio ribrezzo, ma le braccia mi cadono ancor di più quando la gente ci crede. 😉 Buona serata Indiana

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