Partito il countdown ufficiale per la salvezza dell’umanità.

Saremo per loro i nuovi Aztechi, i nuovi Maya, i nuovi Egizi, con la differenza che quelli hanno lasciato al mondo idee e costruzioni e bellezze delle quali si ha piacere di parlarne. Per quanto riguarda l’essere umano del 2000, meglio che cali un sipario sulla sua indifferenza e si riparta da zero. Ce la siamo cercata!

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Siamo ciò che mangiamo!

Se ne parlava da tempo anche nei canali non ufficiali, e nel 2017 la notizia aveva fatto parecchio scandalo, portando le aziende avicole alla distruzione di intere produzioni di uova. Tuttavia, le cose non sono affatto cambiate, anzi, il poco interessamento da parte delle autorità preposte al controllo di ciò che viene introdotto sulle nostre tavole, ha cominciato ad evidenziare problemi che, fino ad oggi, non si sono voluti notare. Ma i risultati della ricerca parlano chiaro: siamo tutti contaminati fin sui capelli.

Combattiamo per non dover più combattere! Ma sarà vero?

Ci sentiamo spesso dire che bisogna combattere per non dover più combattere! Ma nonostante si parli di piani di pace, ci ritroviamo a sentir parlare di giochi di guerra e vedere armate che si preparano allo scontro, proprio come se dovessimo affrontare quel conflitto a breve e in condizioni atmosferiche/ambientali ostili.

Il clima sta davvero cambiando in maniera irreversibile?
Dobbiamo davvero temere l’inizio di una guerra per la sopravvivenza territoriale?
Sarà davvero solo un gioco?

17 anni di domande senza risposte.

La storia è storia e non può essere cancellata, così come non si possono cancellare le opere malvagie dettate dal dio denaro, soprattutto quando sono architettate per mascherare le necessità dei pochi ai danni dei molti. Una guerra porta denaro a chi vive di questo pane, e poco importa che per giustificare la necessità di cucinare quel pane, bisognerà fare i conti con le numerose perdite umane: sono effetti collaterali.