La tentazione del Paese dei Balocchi.

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Lucignolo e Pinocchio – Immagine dal web

Romeo, soprannominato “Lucignolo” per via del fisico asciutto e allampanato, tale e quale come il lucignolo nuovo di un lumino da notte, sta aspettando la mezzanotte per essere portato nel più bel paese del mondo che si chiama il Paese dei Balocchi – a suo dire una vera cuccagna – e invita Pinocchio a fare altrettanto.

«Lì non vi sono scuole, lì non vi sono maestri, lì non vi sono libri. In quel paese benedetto non si studia mai. Il giovedì non si fa scuola, e ogni settimana è composta di sei giovedì e di una domenica.» (Carlo Collodi, op. cit., p. 228 Romanzo Pinocchio)

Pinocchio, che non sapeva resistere alle tentazioni, nonostante avesse desistito più volte dall’accettare l’invito a seguirlo, quando giunse il carro che trasportava altri ragazzi, guidato dall’Omino di burro e trainato da dodici pariglie di asini che indossavano scarpe a foggia di stivaletto, si lasciò persuadere dall’amico e partì anche lui. Passati cinque mesi di continui divertimenti, un bel mattino i due amici si risvegliarono con una brutta sorpresa: erano stati trasformati in asini. In tali fattezze, i due furono poi venduti nella piazza del mercato e presero strade diverse. Passato molto altro tempo, dal giorno in cui Lucignolo venne acquistato da un contadino affinché rimpiazzasse il mulo morto il giorno prima, i due amici si incontrarono nuovamente nella stalla dell’ortolano Giangio.
Pinocchio sentì che l’animale aveva qualcosa di familiare, ma non riuscendo a riconoscerlo gli chiese il suo nome: l’asino gli rivelò la sua vera identità appena prima di morire per la fame e per il troppo lavoro.

L’opera di Collodi non dovrebbe essere vista come una favola, bensì come uno spaccato della realtà e un’invito a sfuggire alle trappole di questo mondo. La morale conclusiva dell’opera dovrebbe condurre l’uomo verso la ricerca della saggezza, della disciplina e al miglioramento personale, e dovrebbe farci rendere conto che siamo tanti burattini senza fili che si lasciano tentare dall’idea di poter vivere in un mondo meraviglioso, privo di dolore e di affanni. Un Paese dei Balocchi nel quale è possibile rinchiudersi per far finta che tutto va per il verso giusto, ma che altro non è che un’infima tentazione che corrode l’anima e nasconde amare conseguenze: ignoranza e schiavitù.

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Il gatto e la volpe – immagine dal web

Molto spesso, magari per colpa della nostra natura, ci lasciamo tentare dall’illusione di poter percorrere strade che conducono al facile successo, oppure crediamo ciecamente nelle ipotetiche meraviglie decantate da uomini scaltri, che non hanno altro fine se non quello di sfruttarci per il loro arricchimento personale, malgrado sappiamo bene che il risveglio non avrà il dolce sapore del miele, che ci ritroveremo chiusi in una gabbia, e che saremo lasciati in balia di un destino che ci è stato già confezionato ad arte.

Dovremmo imparare ad ascoltare tutto e tutti, ma a seguire solo il nostro istinto naturale, specialmente quando si tratta di dover scegliere il giusto percorso da imboccare. Ci hanno fatto dono del libero arbitrio, ebbene, facciamone uso!

 

Le immagini a corredo dell’articolo, provengono dal web e appartengono ai rispettivi proprietari.

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