Sono cose che capitano, ma ti obbligano al riposo forzato.

Buongiorno, ragazzi. Febbraio ha fatto il suo ingresso in modo un po’ rumoroso, almeno per me, ragion per cui non sono stato molto presente e ancora meno lo sarò per tutto il corso di questa settimana. Anche se ci crediamo indistruttibili, gli anni si accumulano e il nostro corpo non è più reattivo come un tempo, quindi, di tanto in tanto può capitare un piccolo intoppo di natura fisica che va oltre l’insorgenza dell’influenza legata al periodo freddo. Vuoi per colpa della vita frenetica che conduciamo con i numerosi impegni e i relativi affanni, o per il semplice motivo di non riuscire a vivere con regolarità i momenti più gratificanti della giornata, come può esserlo una serena ed equilibrata alimentazione, alla fine potremmo trovarci in condizioni fisiche traballanti e inattese: pensi che sia un semplice strappo alla schiena, e invece è qualcosa di ben diverso e di fastidiosamente più importante.

mal-di-reni-schiena

Condivido con voi questa mia traumatica esperienza, riprendendo ciò che scrissi sul profilo facebook agli amici che hanno accompagnato la mia giornataccia ospedaliera e che mi hanno fatto sentire la loro presenza e tutto il loro affetto: li ringrazio di

Cosa è successo?
Da una settimana lamentavo dolori al basso ventre e sul fianco sinistro (zona rene-milza) con improvvisi balzi di temperatura serali e pressione arteriosa ballerina. Mi son detto che poteva essere legato all’influenza, quindi ho cercato di tamponare con l’utilizzo di fans tipo moment, ma alla lunga l’utilizzo smodato di farmaci per automedicamento si è trasformato nella necessità di presentarsi domenica in ospedale per accertamenti, quanto meno per cercare di lenire i dolori ormai insopportabili: non riuscivo nemmeno ad allacciarmi le scarpe, senza sobbalzare dal dolore. Faccio presente di aver già sofferto di pancreatite acuta nel marzo 2017 e di aver fatto una terapia lunga 350 giorni: pensavo che si trattasse di una ricaduta, nonostante fossi stato particolarmente attento a evitare tutto quello che avrebbe potuto nuocere alla mia salute, forse esagerando.

Comunque, vi anticipo di aver varcato la porta dell’ospedale domenica 3 febbraio alle 14:00, per uscirne intorno alle 00:35, dopo una luuunga attesa, svariati esami e visite approfondite.

Andiamo con ordine.

Alle 14:14 faccio ingresso al triage per la pre-visita e mi ritrovo al cospetto di due infermieri schizofrenici, i quali mi hanno subito appioppato il codice verde limitandosi semplicemente a prendermi la pressione arteriosa, ma senza rendersi davvero conto delle mie reali e precarie condizioni, nemmeno dietro il mio suggerimento di visionare i pregressi e il relativo ricovero di due giorni al quale mi avevano già sottoposto nel 2017.
Risultato: non solo non hanno fatto una piega, ma si stavano anche incazzando!
Dopo ben cinque ore di attesa su sedie infernali e tanta voglia di andare a casa per sopravvenuto scoglionamento, è arrivato il momento della visita in sala medica, misteriosamente in codice giallo per aggravamento delle condizioni, ma in realtà sono stato accolto nella stanza adibita al codice rosso, dove hanno effettuato i relativi prelievi, i dolorosissimi tastamenti dell’addome e del fianco sinistro, e somministrato del paracetamolo via endovena. Nel giro di trenta minuti sono stato inviato nei vari reparti per effettuare una radiografia, un’ecografia e infine un consulto con il reparto malattie infettive: finalmente si erano accorti che qualcosa non andava per il verso giusto.

Fortunatamente, lasciatemelo dire, gli esami risultarono quasi puliti: nessun problema a fegato, pancreas, milza e reni, ma presentavo un po’ di sabbietta nel rene destro e un “lieve” aumento dei globuli bianchi, sintomo che ci fosse comunque in corso un’infezione che ha causato l’aumento di temperatura e i relativi dolori al fianco, ma per fortuna non c’èra una ricaduta nell’odiosa pancreatite, né la presenza di calcoli in zona reni. Infine, la consultazione con il virologo ha chiarito la situazione e siamo giunti alla conclusione che l’infezione era dovuta in gra parte alla scarsa idratazione e allo scarso apporto di cibo (mangio e bevo pochino). In seguito al rilascio per miglioramento delle condizioni, avvenuto come detto intorno alle 00:35, adesso dovrò fare una settimana di terapia a base di antibiotici, paracetamolo e prodigarmi nell’urinocultura (scusate, cerco di essere franco per chi potrebbe accusare gli stessi problemi) sperando che tutto torni nella norma e che il fianco smetta di darmi il tormento: cosa che sta facendo anche adesso e per il quale mi trovo costretto a fare una piccola sosta forzata da ogni impegno.

Ci tengo a precisare che ho creato questo post esclusivamente come promemoria per chi dovesse trovarsi nelle mie stesse condizioni e sta ancora pensando a cosa deve fare: Non perdete tempo e agite! Ma l’ho creato anche per ringraziare pubblicamente tutti gli amici che si sono preoccupati per me e che mi hanno tenuto virtualmente compagnia in questa piccola disavventura.

Buon proseguimento e arrivederci alla prossima 🙂

Immagine cover dal web

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