Potrebbe sfamare l’intero mondo per decenni.

È un frutto che potrebbe impressionare per le insolite dimensioni tonde e allungate, dal diametro medio di 10 centimetri e per la corazza puntellata della sua scorza verde chiaro. Eppure, una volta raccolto per la consumazione il suo bianco interno sprigiona un’aroma molto simile a quello del pane appena sfornato, o della patata, che assale le narici e invita il palato ad approfittare di questo dono della natura. Il frutto  dell’Artocarpus altilis, meglio noto come l’albero del pane, è un alimento nutriente molto ricco di carboidrati e povero di grassi che cresce spontaneamente in alcune aree tropicali dell’Asia e dell’Oceania, e pare che conterrebbe da solo più potassio di 10 banane.

jackfruits

È stato alla base dell’alimentazione degli abitanti della Polinesia e delle Hawaii, così come delle Samoa e dei Caraibi, ma si pensa che possa rappresentare il punto di svolta per il futuro sostentamento dell’intero pianeta, poiché l’Ulu (il frutto) è ritenuto un “Superfood” per le straordinarie proprietà benefiche e le sostanze nutritive. L’albero del pane è stato molto sfruttato in ogni sua parte nel corso dei secoli, ma quasi esclusivamente dal popolo hawaiano. Il legno del suo tronco è stato utilizzato per costruire canoe, tamburi e poi tavole da surf, ma è stato anche fondamentale per la costruzione di case e mobili. Con la parte interna della corteccia si costruivano utensili, ciotole e guaine protettive, mentre i germogli e la linfa biancastra venivano utilizzati come una medicina per la bocca e la gola, oppure come colla e gomma da masticare. Ma tutto questo passa facilmente in secondo piano, poiché nel tempo il frutto è stato osservato, gustato e utilizzato per la creazione di oltre 200 tipi di piatti innovativi e prelibati, come antipasti, zuppe, insalate e dessert.

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Secondo il National Tropical Botanical Garden, ma anche a parere di Organizzazioni come Global Breadfruit e Breadfruit Institute, l’albero del pane potrebbe benissimo sfamare l’80% della popolazione mondiale che vive in regime di povertà, soprattutto quelle che vivono in regioni tropicali o subtropicali, dove l’ambiente sarebbe perfetto per la sua coltivazione e garantirebbero raccolti per decenni, senza dimenticare l’importante e vantaggioso apporto che tali coltivazioni potrebbero garantire nelle vesti di nuovi polmoni della Terra. Si potrebbero piantare centinaia di piante per risolvere il problema della fame nel mondo, ed evitare ulteriori disboscamenti per le coltivazioni intensive di altri generi alimentari meno naturali (mi riferisco agli OGM). Fortunatamente non tutti stanno a guardare, visto che ad Haiti è stata già avviata l’operazione “Albero del pane” che sta sfamando qualcosa come 1000 bambini al giorno, e tutto questo grazie all’operato di Trees That Feed Foundation.

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Un solo albero potrebbe sfamare una famiglia di 4 persone per oltre 50 anni.

La salvezza e il sostentamento futuro dell’intero mondo potrebbe essere già alla nostra portata, ma bisognerebbe riuscire a convincere i padroni di questo pianeta a rinunciare al facile denaro garantito dal mantenimento del regime di povertà di alcuni popoli.

 

Tra le fonti e le immagini

Global Breadfruit – http://globalbreadfruit.com/
Breadfruit Institute
Trees That Feed Foundation
National Tropical Botanical Garden – https://ntbg.org/breadfruit/food/recipes
Travancore-heritage

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5 pensieri su “Potrebbe sfamare l’intero mondo per decenni.

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