4 Settembre – Santa Rosalia e l’acchianata della speranza.

Del Festino dedicato a Santa Rosalia, la patrona protettrice di Palermo che viene festeggiato il 15 luglio, ne ho parlato abbondantemente in precedenti post (Vedi Rosalia è Palermo e Palermo è Rosalia. 393° Festino di Santa Rosalia. 10 – 15 Luglio 2017 Palermo.U fistinu ri Santa Rusulia – poesia in vernacolo.U Fistinu di Santa Rosalia – Viva Palermo e Santa Rosalia ) ma oggi vi parlerò dell’acchianata sul Monte Pellegrino (la salita) che si verifica nella notte tra il 3 e il 4 settembre, giorno della festa liturgica, nonché dell’Onomastico della Santa e di tutte le donne palermitane che ne portano il nome. Una festa che è ormai un’affermata tradizione religiosa ricca di folclore, di manifestazioni di fede e, soprattutto, di amore. Quest’anno si festeggia il 394esimo Anniversario del ritrovamento della spoglie di Santa Rosalia, ma anche dopo tutti questi anni la città di Palermo non manca di osservare questo caro appuntamento che si protrarrà per tutto il mese di settembre.

Nella notte tra il 3 e il 4 settembre, una buona parte dei cittadini palermitani si muovono in modo composto per raggiungere la vetta del Monte Pellegrino. Si tratta di un vero e proprio fiume umano armato di candele, di speranze e di preghiere. Alcuni si prostrano alla Santa affrontando la salita a piedi scalzi, lungo un percorso arduo e reso difficoltoso dalla presenza di ciottoli scivolosi, spesso a causa dalla cera sciolta delle candele, mentre altri affrontano in ginocchio la lunga scalinata che conduce al santuario, ma tutti portano nel cuore le loro richieste di una grazia (un posto di lavoro, una gravidanza, la buona salute) o affrontano il percorso per ringraziarla di una grazia già ottenuta e, spesso, lasciare un ex-voto (oggetti d’oro e argento raffiguranti le parti del corpo malate su cui la santa ha operato il miracolo) da appendere sulla sua effige o sulle pareti rocciose del santuario a testimonianza della sua intercessione. Una volta compiuto il primo passo, le motivazioni personali e un’energia invisibile faranno compagnia al devoto e lo spingeranno con dolcezza verso la vetta del Monte Pellegrino, dove un tripudio di candele l’accoglierà festoso per rinfrancarlo di ogni fatica: tutta la stanchezza svanirà di colpo e lascerà il posto a una rinnovata purezza spirituale.

Come ho già detto, questo è un appuntamento molto caro ai palermitani. Unisce fede, tradizione e folclore, e porta ogni anno migliaia di fedeli a percorrere a piedi le falde del Monte Pellegrino fino al Santuario. Ma Santa Rosalia non guarda con amore solo i palermitani, poiché il suo sguardo si posa volentieri su ogni anima che vorrà dedicarle anche un piccolo momento della propria esistenza. Poco importa se farà uso dei mezzi di trasporto per poterla raggiungere in questi giorni a lei dedicati, perché LEI è sempre pronta a darsi da fare per operare il miracolo tanto atteso.

4 pensieri su “4 Settembre – Santa Rosalia e l’acchianata della speranza.

    • Qualcuno dissentirà, è ovvio. La gente ha bisogno di aggrapparsi a qualcosa, di credere! Nessuno ha il diritto di togliergli l’illusione o la fede, specialmente quando quel credo non lede nessun’altro e può portargli una sorta di giovamento psicologico. Questo è un caso ben diverso da altre tipologie di credenze pericolose, alla fine si finisce con feste di quartiere e mangiate di pane e panelle 😉 Ciao Vittò 🙂

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      • Sicuro.
        Il problema nasce quando, in nome della fede, ci si macchia di azioni deplorevoli, evitando di assumersi responsabilità dirette; intanto si può sempre comprare l’indulgenza e chiedere perdono con una preghiera.

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      • Certo! Il perdono è sempre garantito, basta il pentimento anche dopo un massacro. Alla fine chi giace non può raccontare il dopo. Il giorno in cui anche queste credenze popolari finiranno nel dimenticatoio, e parlo di credenze che conducono all’allegria e alla speranza (anche se vana), l’essere umano non avrà altro pensiero che scannarsi l’uno con l’altro. Non tutti sono pronti ad accettare la cruda realtà, sfuggono, ti evitano, e molti preferiscono abbracciare la speranza che ci sia davvero una luce in fondo al tunnel. Un tunnel sempre più lungo e falso.

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