Amalgama dentale in mercurio: rischi, dubbi e regole.

Spesso ci siamo chiesti quali siano i rischi derivanti dall’uso e dal consumo di prodotti contenenti mercurio, ma nonostante le avvisaglie e il progressivo allontanamento di utensili e alimenti che lo contengono e che utilizzavamo quotidianamente, come le lampadine, le creme cosmetiche, i termometri, le pitture e vari generi alimentari, le risposte inerenti ai danni provocati dall’amalgama dentale si sono fatte spesso attendere. Inutile sottolineare che gli esiti sono stati sempre molto discordanti (a seconda degli interessi e degli interessati alla questione), ma è ormai risaputo che l’amalgama dentale contenga tra i 120 e i 570 mg di mercurio, che i suoi vapori possono essere assorbiti dall’organismo nel corso dell’intera vita e che viene liberato con il passare del tempo, grazie anche agli effetti della salivazione, dell’acidità gastrica e della temperatura del cibo e delle bevande che introduciamo nella bocca.

regolamentomercurio

Detto questo, dovete sapere che da alcuni giorni è entrato in vigore, sul territorio europeo, il divieto di utilizzare otturazioni in amalgama nei bambini sotto i quindici anni e nelle donne in stato di gravidanza o in allattamento. Tutto questo è previsto dal Regolamento UE 2017/852, contenente regole piuttosto severe nei confronti dell’industria, il quale fa parte di una campagna atta a limitare l’uso e il rilascio di mercurio nell’ambiente.

A partire dal 1° luglio 2019, ogni Stato membro dovrà dar vita a un piano nazionale per la generale riduzione dell’amalgama.

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Ricordiamo quali sono i principali rischi per la salute:

  • Il mercurio si accumula nel cervello, vi permane per diversi anni, facilitando l’insorgenza di problemi neuro-degenerativi progressivi (Alzheimer e Parkinson);
  • Il mercurio ha la capacità di attraversare la barriera placentare e arrivare al sistema nervoso centrale del feto durante la gravidanza;
  • Il mercurio riesce a provocare danni anche nel tratto gastrointestinale, nella cavità orale, nei polmoni, nella ghiandola tiroidea e in quella pituitaria.

Uno studio pubblicato nel 2016, a firma di Peter D’angelo, dimostra che la quota di metallo che assorbiamo, cresce in conseguenza del numero di carie curate con queste amalgama. Tale studio è stato poi interpretato da Enrico Gherlone, primario di Odontoiatria all’ospedale San Raffaele di Milano, il quale, basandosi sul biomonitoraggio condotto su una popolazione di 14.703 soggetti, ha esaminato l’associazione tra il numero di otturazioni in amalgama e la concentrazione totale di mercurio nel sangue (THg), concentrazione di mercurio inorganico (IHG), concentrazione di metil mercurio (MeHg) (la forma più pericolosa) e concentrazione di mercurio urinario. I soggetti sono stati poi suddivisi in tre gruppi distinti, in base al numero di otturazioni in amalgama:

  • Nessuna;
  • Da 1 a 8;
  • Più di 8.

Il risultato: la concentrazione di mercurio è risultata proporzionalmente aumentata al crescere del numero di otturazioni, soprattutto in presenza di più di 8 otturazioni. Quindi, a conti fatti, il mercurio presente nell’amalgama non è inerte, ma nonostante ci fossero già pochi dubbi, la vera novità è che gli studi hanno confermato un progressivo accumulo nel nostro organismo e nel sangue a seconda della quantità di amalgama utilizzata per curare le nostre carie.

Ovviamente (superfluo anche dirlo) nonostante le conferme della ricerca, in una nota rilasciata all’Andi da parte dell’Associazione nazionale dentisti italiani, si legge: “Studi scientifici molto accreditati hanno dimostrato che i pazienti portatori di numerosi restauri in amalgama non presentano un tasso di mercurio più elevato, né nel sangue né nelle urine, rispetto ai pazienti che non hanno restauri in amalgama”. Una tesi che finora è stata definita inattacabile, ma che rischia di essere seriamente rimessa in discussione, se solo qualcuno si degnasse di marcare delle soglie di sicurezza e la smettesse di asserire che potrebbe trattarsi di fenomeni “esclusivamente” soggettivi.

Anche se ogni persona ha una diversa tolleranza e/o sensibilità, questo non vuol dire che l’amalgama in mercurio non sia portatrice di guai. Come sempre, però, il consiglio è quello di attendere una presa di coscienza definitiva ed evitare di lasciarsi condizionare dalla paura, anche se c’è poco da star tranquilli, visto che anche la stessa Fda (Food and Drug Administration) ha prima escluso l’esistenza di prove inoppugnabili, per poi ammettere che tali conclusioni sono basate su riferimenti poco precisi.

fonti
https://ilsalvagente.it/2018/07/03/amalgama-dentale-vietata-nei-bambini-e-nelle-donne-incinta/38185/

http://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/inquinamento_mercurio/regolamento_ue_17_05_2017_852.pdf

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