Ludmila Terreno: il simbolo della resistenza.

ludmilla

La piccola Ludmila Terreno ha appena due anni. Vive nel piccolo paesino argentino Bernardo de Irigoyen, ma da più di un mese lotta fra la vita e la morte a causa di un progresso che non guarda nulla oltre il denaro.

Ricoverata per trenta giorni nel mese di Novembre, Ludmila ha cominciato a perdere peso, ad essere affetta da attacchi di vomito paurosi e a disidratarsi lentamente. Giunta all’ospedale pediatrico di Santa Fe, alla piccola è stata diagnosticata la presenza di glifosato nel sangue, così come nel corpo dei tanti abitanti del luogo, e la colpa sembrerebbe imputabile alla vicina presenza di un deposito di pesticidi della ditta Pagliaricci, dentro al quale è riposto uno dei prodotti più nocivi per la nostra salute: il RoundUp. Che il RoundUp contenga il Glifosato, questo lo sanno anche i sassi, ma la certezza che il suo utilizzo nocivo (per ogni essere di questo pianeta) non interessi minimamente agli Stati che beneficiano delle mazzette elargite dalle aziende Big del settore (leggi Monsanto), è qualcosa che lascia l’amaro in bocca. Non si può lasciar perire il proprio popolo nella menzogna e nell’indifferenza generale.

depositoglifosato

Roberto Schiozzi, vicino e fondatore del Centro Ecologico del Paranà di Coronda: “la famiglia della bambina mi ha chiesto una mano per avviare un’azione legale e cercare protezione. Non ci ho pensato un attimo e mi sono messo a disposizione non è possibile che per dimostrare che ci stanno uccidendo dobbiamo prima morire! Sono due anni che questo paesino è cambiato, oggi gli interessi economici decidono il suo destino. Fa male vedere come ci avvelenano ogni giorno sotto gli occhi delle autorità politiche, credo che la vita abbia perso valore. Per fortuna abbiamo avuto una risposta positiva da parte del giudice, che si è messo subito all’opera. Per prima cosa hanno provveduto alla raccolta di prove mediche e di campioni di terreno infetto, speriamo che nei prossimi giorni arrivino notizie positive. Il deposito della Pagliaricci deve chiudere, c’è un quartiere confinante ad alto rischio, come tutti noi, è una pazzia che questa gente lavi le macchine per spruzzare i pesticidi qui. Questo problema non si risolve con delle multe, ma con dei divieti e dei controlli seri”.

Tutti gli abitanti di Bernardo de Irigoyen, vorrebbero poter tornare a vivere nella loro terra natia, ma è chiaro che vorrebbero farlo senza essere avvelenati, ed è un diritto che uno Stato attento al fabbisogno del proprio popolo non dovrebbe negargli.

Forza, piccolina ❤

Tratto da Entreriosya

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7 pensieri su “Ludmila Terreno: il simbolo della resistenza.

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