Ferite emotive che si riaprono.

Tu ci provi a lasciarti il passato alle spalle, ma certe volte accade qualcosa che te lo rende impossibile; qualcosa che riapre vecchie ferite non guarite del tutto. Nella storia che sto per condividere con voi, non c’è uno specifico colpevole. Si tratta di accadimenti che, purtroppo, sapevo si sarebbero potuti presentare da un momento all’altro, quindi non potevo far altro che aspettarli al varco. Intanto, però, le ferite hanno continuato a sanguinare giorno dopo giorno, in attesa del momento in cui mi sarebbe stato possibile medicarle in via definitiva.

feritemotive
Sono passati poco più di sette anni, dal giorno in cui dovetti dire addio a mio padre, scomparso all’età di sessantadue anni per il male del secolo; un male che, come spesso accade di questi tempi, l’ha strappato alla mia famiglia nel giro di pochi mesi dalla scoperta, prendendoselo un pezzo dopo l’altro con famelica avidità. Durante la sua breve convalescenza, guardavo quell’uomo che, seppure fosse sempre stato forte, veniva consumato lentamente nel fisico, e intanto mi preparavo ad affrontare ciò che sarebbe successo da lì a poco, cercando sempre di mantenere viva in lui la speranza, ed evitando che potesse scorgere nei miei occhi lo sconforto di un finale drammaticamente scontato. Quando venne quel giorno, io non riuscì a versare nemmeno una lacrima: la rabbia che provai verso me stesso e il mio essere stato incapace d’aiutarlo prevalse su tutto il resto, sentimenti inclusi. Ma da quel momento in poi, e nonostante siano passati sette anni, non c’è stato un solo giorno che non abbia rivissuto mentalmente tutto quel calvario; nessuna tregua, soprattutto la notte. I flashback mi hanno tenuto compagnia come fedeli amici, presentandosi con prepotenza ogni qualvolta chiudevo gli occhi per cercare almeno di riposare, visto che di riuscire a dormire non se ne parlava proprio. Nel frattempo, però, c’era anche un pensiero fisso che mi tormentava, diventando via via sempre più pesante, e riguardava la certezza di essere costretto a fare i conti con una sorta di deja-vue, e tutto per via del fatto che quel pover’uomo fosse stato sepolto nell’ultimo dei sei posti disponibili della tomba di famiglia, e che presto o tardi avremmo dovuto affrontare un’estumulazione forzata. Ebbene, quel giorno è stato proprio ieri; ed è stato un lungo giorno di ossa e bare che ha costretto i presenti, intervenuti per i rispettivi defunti, a un rapido ritorno al passato che ha riaperto le ferite emotive: nessuno vorrebbe veder seppellire i propri cari, pensate come ci si possa sentire nel vederli seppellire due volte. Ho accarezzato quel feretro impolverato, ma anche questa volta non ci sono state lacrime; soltanto rammarico! Adesso, che anche questo momento drammatico è stato affrontato e siamo certi che il suo corpo potrà riposare in pace per mooolto tempo, spero che anch’io possa riuscire a trovare la mia piccola fetta di serenità e, finalmente, lasciare che le ferite si rimarginino, anche se non potranno mai farlo del tutto.

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9 pensieri su “Ferite emotive che si riaprono.

  1. Trovo che sia un’assurda barbarie questa pratica del, passami il termine, “far posto”. Barbarie per chi assiste e… alla faccia del riposo eterno! Mi spiace moltissimo per il tuo dolore, e immagino che dovrai versare parecchio balsamo sulle tue ferite riaperte. Un abbraccio Filippo

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