C’era una volta l’erborista.

L’essere umano ha da sempre studiato la natura e fatto scoperte interessanti sugli effetti dei suoi doni, trovando spesso rimedi naturali contro uno svariato numero di malattie, ma trovando anche dei preziosi alleati per la cura e il benessere del corpo, nella preparazione di cosmetici, di liquori e integratori. Secoli e secoli di curiosa alleanza, che hanno visto l’uomo attraversare il medioevo e affacciarsi all’epoca moderna con più sicurezza e conoscenza. Negli ultimi 90 anni, l’erborista moderno è riuscito a ritagliarsi un piccolo ma importante segmento nella sfera della medicina, ovviamente tenendo banco con i rimedi naturali, e per far questo ha dovuto studiare sodo e abbassare la testa a ciò che l’accademia gli richiedeva anche a suon di soldini, conseguendo infine le Lauree in Scienze e Tecniche Erboristiche.

erbe

ERBORISTA è colui che si occupa delle piante officinali, medicinali, aromatiche, piante alimurgiche e cosmetiche, della loro coltivazione, riconoscimento, raccolta, produzione conservazione, elaborazione e commercio a scopi terapeutici (fitoterapia), cosmetici o nutritivi (integratori e nutraceutici). Sebbene non sia necessario un titolo di studio affine per la vendita dei preparati erboristici, soltanto l’erborista laureato può preparare miscele e droghe vegetali, a patto che i preparati non siano considerati medicinali.

Oggi, improvvisamente, tanti anni di studio e di sacrifici economici, potrebbero essere vergognosamente cancellati con un colpo di spugna da parte della presidenza del Consiglio dei ministri, provocando sgomento nell’ambiente e mettendo fine alla legge del 1931 sulla “Disciplina della coltivazione, raccolta e commercio delle piante officinali”; detto in termini pratici, si tratta della fine della figura professionale dell’erborista. Si tratta ancora di una bozza, per altro presentata subito dopo Natale, ma che rischia di mettere ko un intero settore, che conta circa 6000 imprese, e far diventare le Lauree carta straccia e aprendo le porte alla poca qualità.

Federazione erboristi italiani: “Anni di studio per conseguire le Lauree in Scienze e Tecniche Erboristiche e tanti soldi buttati al vento. Il governo deve rimediare. Eliminando l’erborista la strada sarà quella della totale despecializzazione del settore erboristico italiano anche a livello delle attività commerciali di erboristeria, provocando l’ingresso di soggetti assolutamente non qualificati con gravi ripercussioni commerciali e soprattutto per la sicurezza dei consumatori”.

Questo potrebbe essere l’ennesimo pasticcio legislativo di un governo (c’è ancora?) che continua a mietere vittime a tutto spiano.

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10 pensieri su “C’era una volta l’erborista.

  1. A me piace andare nelle erboristerie, quelle serie, quelle che effettivamente sono erboristerie a tutti gli effetti. Mi piace curarmi (nei limiti di raffreddore, tosse ecc) con prodotti naturali. Purtroppo le case farmaceutiche schiacceranno questa “tradizione” a favore della chimica

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