C’è un frutto rotondetto… W le castagne!

❝C’è un frutto rotondetto,
di farina ne ha un sacchetto,
se lo mangi non si lagna:
questo frutto è la castagna.

La castagna è proprio buona,
è lucente, un po’ birbona:
giù dal riccio schizza via:
se ti coglie, mamma mia!

La castagna in acqua cotta
prende il nome di ballotta;
arrostita e profumata
prende il nome di bruciata.

Se la macini è farina
dolce, fine, leggerina:
se la impasto cosa faccio?
Un fragrante castagnaccio!❞

Considerato come una preziosissima fonte di cibo per le popolazioni della montagna, un tempo il castagno veniva innestato e potato regolarmente dai proprietari della selva che li ospitava. Il terreno sul quale cresceva veniva concimato e ripulito da tutte le piante e le erbacce che avrebbero potuto danneggiarlo, e per farlo si utilizzavano dei semplicissimi attrezzi: il rastrello, la falce e la scopa di rami di betulla.

La raccolta dei succulenti frutti era un momento speciale, intriso di magia, poiché coinvolgeva tutta la famiglia e andava fatta rigorosamente a mano. Iniziava tra la fine di settembre e gli inizi di ottobre, e terminava a novembre inoltrato. Persino i bambini dovevano fare la loro parte, recandosi nelle selve al mattino con i loro piccoli panieri prima di andare a scuola, per poi tornarci dopo le quattro del pomeriggio, mentre gli adulti vi si recavano più volte al giorno.

castagno

Qualora gli alberi crescevano su terreni estremamente ripidi, allora la raccolta dei frutti avveniva con un metodo molto ingegnoso: piccoli fasci di legna venivano preparati in fondo alla selva per permettere alle castagne di raccogliersi e non rotolare nelle altrui proprietà, poiché se per puro caso si veniva colti con le mani nel sacco… ehm… a raccogliere castagne sulle selve altrui, si rischiava di essere allontanati con rimproveri e sassate (la legge lo consetiva). I ricci ancora chiusi si battevano con i rastrelli e i bastoni per favorirne la schiusa, mentre i frutti venivano riposti in ceste di vimini e successimente svuotati nelle gerle o tra le balle di juta.

Dopo l’undici di novembre, tutte le selve venivano aperte alle persone estranee e agli animali del bosco e si poteva procedere alla raccolta liberamente, quindi bastava munirsi di cesti o sacchi di tela e raccogliere castagne a piene mani, ma oggi la legge consente di raccogliere un quantitativo massimo di frutti, pari al peso di una bottiglia d’acqua da 1,5lt a persona.

autunno4

Che altro dire… buona raccolta a tutti e W le castagne!

10 pensieri su “C’è un frutto rotondetto… W le castagne!

    • Hai ragione, Marianna, sono deliziose e i commercianti disonesti se ne approfittano. Quest’anno, io e mia moglie vogliamo andare a coglierli direttamente nel bosco. Sarebbe la sua prima volta e non vedo l’ora di farle fare questa bellissima esperienza… e una lunga passeggiata 😉 Buon weekend a te, mia cara amica. ❤

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