Guardano da tutte le parti, ma mai verso i veri colpevoli: lo Stato e i suoi cittadini.

testasottolasabbia

Eccoci ancora una volta a parlare di morte, ed ancora una volta siamo costretti ad assistere alla caccia al colpevole invisibile; quello che non figura mai nell’elenco dei sospettati; quello che è sempre pronto ad allungare la mano per prelevare dalle tasche dei cittadini, e ritirarla quando c’è da sborsare o assumersi le dovute responsabilità. Un colpevole che tutti conoscono, ma che nessuno ha il coraggio di sfidare: lo Stato! Ma se è vero che lo Stato siamo noi, significa che “noi” siamo i soli colpevoli dell’andazzo delle cose e non possiamo continuare a nascondere la testa sotto la sabbia; non quando il prezzo da pagare diventa così alto.

Siamo talmente fuori da ogni logica, che non riusciamo nemmeno ad essere veritieri nel comunicare la portata di una magnitudo, quasi ad aver paura che la gente possa scoprire chissà quale orrendo segreto, ma che ha come conseguenze la continua decrescita del sentimento patriottico e lo svilimento della fiducia riposta verso le figure che dovrebbero rappresentarci e tutelarci. Si ha la netta sensazione di essere combattuti da se stessi, perché ti viene detto “quasi” apertamente che l’occhio destro non deve mai sapere cosa guarda l’occhio sinistro. Il solo fatto di provare a chiedere i dovuti chiarimenti, diventa un pretesto per essere attaccati da ogni parte da persone specializzate, così che i dubbi nati da scomode verità diventino facilmente fakes e l’imbroglio è nascosto.

I geologi gridano con rabbia e sdegno contro l’abusivismo, pur sapendo quanto sia traballante come scusante e dimenticando di figurare tra i colpevoli di quella mancata, ma necessaria prevenzione che non è mai stata fatta, e bisognerebbe chiedersi per quali motivi. Puntare il dito contro l’abusivismo, in un paese che è stato capace di silurare un sindaco pro-legalità, equivale a dare una risposta che sa di soluzione alla maniera di Ponzio Pilato, fin troppo facile e dalla triste conclusione: a pagare sarà il capro espiatorio. Come è vero che la natura non ha padroni, così l’uomo non dovrebbe addurre a scuse frivole da cabarettista. Ma sì, che importa? La gara di solidarietà dei 2 euro è già pronta a partire.

Stavolta è toccato alla gente di Ischia, ma i fatti di Amatrice, accaduti esattamente un anno fa, non ci hanno insegnato nulla! Sta di fatto che le macerie intrise del sangue dei nostri connazionali sono ancora al loro posto, quasi a ricordarci dell’inefficienza di questo popolo che è sempre pronto a schierarsi per abbracciare ogni sorta di causa; sempre pronto a muoversi nell’immediato con gare di solidarietà, purtroppo a breve termine, ma che ha poi dimenticato “troppo in fretta” la regola del dover prestare attenzione. Quando il gatto non c’è, i topi ballano! Ed infatti, a tutt’oggi quell’opera benefica è ancora lontana dall’essere compiuta e le macerie sono ancora macerie, eppure i fondi sono arrivati a carrettate, ma senza l’attenzione del gatto… puff… scomparsi nel nulla.

Non facciamo i finti tonti, noi italiani sappiamo bene di vivere in un territorio ad alto rischio sismico e siamo già a conoscenza dei problemi ad esso legati, ma è triste sapere che non siamo ancora stati capaci di sfruttare le tecnologie del XXI° secolo per trovare una soluzione ad hoc, soprattutto perché si odora aria di qualcosa di voluto.

Amici e concittadini italiani, dovremmo scendere tutti in piazza per ricordare alla classe politica che le promesse fatte andrebbero sempre mantenute, contrariamente dovremmo scontrarci con una realtà ineludibile ed etichettarci per ciò che siamo in realtà: dei grandi buffoni!

Smettiamola di cercare il colpevole in ogni angolo buio, poiché è più vicino di quanto si possa pensare: basterà guardarsi allo specchio!

Una prece per le vittime dell’indifferenza.

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2 pensieri su “Guardano da tutte le parti, ma mai verso i veri colpevoli: lo Stato e i suoi cittadini.

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