Delocalizzare per guadagnare: 6500 imprese via dall’Italia, ma…

Mentre il Presidente Trump minaccia pesanti dazi contro tutte le aziende che dopo aver mangiato e vissuto con i contributi statali decidono di delocalizzare le produzioni, in Italia succede che le aziende vengono lasciate libere di produrre all’estero, licenziare migliaia di dipendenti nostrani e continuare a mantenere il diritto di fare il bello e il cattivo tempo sul mercato italiano.

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Delocalizzare: Trasferire impianti o strutture industriali in un luogo diverso da quello d’origine, per convenienza economica.

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Sono oltre 6500, le imprese che hanno delocalizzato dal 2012 al gennaio del corrente anno. Tali aziende hanno portato all’estero un fatturato di oltre i 217 Miliardi di euro e impiegato circa 835.000 operai stranieri, facendo il gesto del manico ai lavoratori italiani e al governo dormiente. Queste sono alcune delle aziende che hanno delocalizzato le proprie produzioni all’estero, dopo aver ricevuto contributi monetari, nuove idee e sangue nostrano, ma che continuano a mantenere il mercato italiano senza alcun ostacolo da parte del Governo, troppo impegnato a salvare le banche:

Dainese – Tunisia – 500 addetti stranieri – zero italiani;
Geox – Cina, Vietnam e Brasile – 30.000 addetti stranieri, solo 2.000 italiani;
Bialetti – Cina – nessun operaio italiano;
Omsa – Serbia – cassa integrazione per 320 lavoratori italiani;
Rossignol – Romania – 108 esuberi a Montebelluna;
Ducati Energia – India e Croazia;
Benetton – Croazia – gestiscono anche le autostrade italiane;
Calzedonia – Bulgaria;
Stefanel – Croazia;
Telecom Italia – call center in Albania, Romania, Turchia, Tunisia – 600 lavoratori stranieri – 9000 esuberi in Italia;
Wind – call center in Romania e Albania – 300 lavoratori stranieri;
Vodafone – call center in Romania – 300 lavoratori stranieri;
Sky Italia – call center in Albania;
Magneti Marelli – Serbia;
Bianchi e Atala – Turchia e Asia;
Kavo Promedi (poltrone) – Stabilimento di Genova chiuso e macchinari portati in Polonia nottetempo;
Almaviva – 2500 impiegati italiani licenziati e un biglietto per la Romania;
Vesuvius (acciaieria) – Repubblica Ceca – chiude in Sardegna e in Abruzzo licenziando 190 dipendenti rifiutandosi di cedere i macchinari e vietando ad altri di continuare la produzione sul suolo italiano.

Nel frattempo lo Stato italiano continua a salvare le banche, mentre i suoi figli muoiono di fame.

VERGOGNA!

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Un pensiero su “Delocalizzare per guadagnare: 6500 imprese via dall’Italia, ma…

  1. E purtroppo questo non succede solo in Italia. Come ben sai io non vivo lì, ma lo stesso problema ormai lo abbiamo anche qui da noi. Sempre più imprese lasciano sul territorio svizzero solo il nome e un ufficio di rappresentanza, ma trasferiscono le produzioni all’est dove la manodopera è molto più a buon mercato e i loro introiti possono moltiplicarsi a dismisura. Chi resta, pur preferendo la qualità del prodotto interno, è comunque alla fine costretto ad accontentarsi di quel che il mercato gli offre. Prodotti con marchio svizzero ma di produzione chissà dove. È per tutti un grosso schifo!!!

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