Da che pulpito viene la predica.

Sarà che siamo al primo di luglio e il caldo si fa sentire sempre di più, ma oggi ho proprio voglia di fare una piccola considerazione sull’attuale identità di questo strano paese. Lo farò nonostante sia conscio di tirarmi dietro tante antipatie e ingiurie, ma non si può sempre sorvolare su tutto e lasciare calpestare il proprio essere per amor di pace.
Storicamente, la gente del Nord ha sempre utilizzato il dispregiativo “Terroni” per definire la gente del Sud, mentre questi rispondevano con un accalorato “Polentone”. All’interno delle stesse regioni, vuoi per cultura, per mentalità o per questioni legate allo sport, si sono sempre fatte distinzioni che hanno portano anche a scontri sanguinari (vedi romanisti-laziali, palermitani-catanesi, messinesi-calabresi, ecc.). Al giorno d’oggi, nessuno riesce a sopportare il proprio vicino, l’altrui pensiero, l’ideologia, la sessualità, la religione, ecc. Però, se mi azzardo a dire di essere in disaccordo con questa sorta di obbligata promiscuità o con la folle idea che l’Africa debba trasferirsi in toto dietro la porta di casa mia, o che non digerisco la necessità di sventolare l’omosessualità con tanta euforia, spesso fuori luogo e infangando l’altrui punto di vista, venite a etichettare me come razzista? Come disse qualcuno: da quale pulpito viene la predica.
A parte il fatto di essere fiero di difendere la mia razza e la mia eterosessualità, lasciatemi dire che esiste una certa differenza tra lo scrivente e una gran parte della gente che vegeta abitualmente nelle piattaforme sociali: io non nascondo la mia faccia dietro la falsa immagine del buono a tutti i costi, se qualcosa non mi garba lo dico apertamente. Non ho mai cambiato parere per abbracciare quel che mi conviene, come fossi una bandiera che sventola solo a favor di vento, né lo cambierò per ottenere dei like. Non ho intenzione di svendere la mia anima per far piacere a coloro che si battono fintamente per il diritto di tutti, ma che poi, a schermo spento, la pensano anche peggio di me, solo che non hanno il coraggio di uscire allo scoperto e non mettono nero su bianco, perché preferiscono convivere con la loro spudorata vigliaccheria e circondarsi di simili. Non ho paura di essere etichettato malamente dall’esaltato di turno, come quello che crede di potersi elevare sopra gli altri e vantare diritti speciali che non possiede o non si è mai guadagnato, o come colui che pretende di essere accettato da tutti per la sua diversità fisica, sessuale o mentale, ma non accetta, né rispetta l’altrui pensiero: chi non è con lui è semplicemente una merda e andrebbe soppresso. E il razzista sarei io?
Una volta tanto, bisognerebbe essere onesti e sinceri, quanto meno con se stessi per questioni di dignità.
Una gran parte dei cittadini di questo paese, non sono veramente propensi ad accettare le imposizioni delle nuove correnti di pensiero, che vanno molto al di là della semplice idea di comunità, ma tacciono per paura di eventuali ritorsioni che potrebbero metterli in ginocchio anche sotto l’aspetto lavorativo, sociale ed economico… ditemi che non è così!
A mio parere, bisognerebbe sfruttare le piattaforme sociali per le potenzialità che realmente offrono. Non solo per disseminare saluti e gattini nell’intero web, ma anche per condividere quei pensieri dettati dalle regole del buon senso e, perché no, mettere un freno a certe situazioni che rischiano di farci cadere nel ridicolo o nell’esagerazione. Se vi farete un giro nelle varie piattaforme, troverete tanti post che meriterebbero davvero attenzione, ma la gente li snobba per non bruciarsi le mani o perdere amicizie virtuali, mentre, al contrario, ci sono tante cagate che riescono ad attirare la simpatia delle masse, e tra queste ci troverete tette e culi di vario genere.
Ovviamente, non è assolutamente mia intenzione obbligarvi ad abbracciare questa considerazione personale e, come sempre, siete liberi di dire la vostra. Saluti.

tollerante-di-sinistra

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9 pensieri su “Da che pulpito viene la predica.

  1. E’ da un pezzo che lo dico, una persona intelligente e obiettiva non può pensare che l’Africa si possa trasferire in Italia, prima di tutto perché non ci sta, secondo perché non ci sono le condizioni nè per noi nè per loro, quindi piantamola di fare i buonisti per forza, non si possono accogliere tutti!

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  2. è giusto ragionar con la propria testa al di là delle simpatie/antipatie seminate …e bisogna esser realisti con una situazione che ci è scappata di mano tempo fa. Gli aiuti si possono dare quando c’è la possibilità materiale di fondi, strutture e ordine.Ma quando viene a mancare anche uno solo di questi requisiti,meglio rivedere le posizioni, anche per un quieto vivere che si va logorando sempre più.Non si tratta di razzismo ma di buon senso per tutti.

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