Il vinile: il ritorno di un caro vecchio amico.

Ci sono cose che rimangono inalterate al passare del tempo, e una di queste è la passione per la musica da camera. Ma la “vera musica” non è quella robetta elettronica priva di anima che viene sputata da plastica e processori, bensì quella che un tempo recava il simbolo “la voce del padrone”. Una voce graffiante, ipnotizzante, soave, capace di regalare momenti di puro relax e piacevole compagnia. Questo è in fondo il vinile, il ritorno di un caro vecchio amico.

 

Che il vinile non sarebbe mai morto, ne ero certo! Tanto che ne conservo ancora molte copie di vario genere musicale, ma anche parecchi 78 giri da collezione che farebbero una bellissima figura, nel loro girare su un vecchio grammofono. Fortunatamente, non ho mai pensato di cedere alla tentazione di abbandonarli all’oblio e ieri, dopo aver letto l’articolo apparso sul Guardian, mi sono congratulato con me stesso per non averlo fatto.

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La notizia- Dopo quasi 30 anni la Sony Music torna a produrre vinili in proprio, aprirà una fabbrica in Giappone nel marzo 2018. La multinazionale aveva smesso la produzione casalinga del supporto nel 1989 dopo l’avvento dei cd. La decisione è stata presa per tenere il passo alla crescente richiesta di vinili. Secondo i dati della Bpi, l’industria di settore inglese, nel 2016 le vendite di vinili hanno raggiunto i livelli di prima del 1991. Nel 2017 diverse nuove aziende che producono vinili sono nate negli Stati Uniti, da Detroit a Miami. Stessa storia in Europa, dove la maggior parte delle aziende che stampano vinili per major ed etichette indipendenti sono nella Repubblica Ceca e in Olanda. Le fabbriche europee riescono a produrre 100mila pezzi al giorno, una cifra che non soddisfa più le richieste.
Evviva!

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A chi cercasse di rimettere le mani su un giradischi, anche se non proprio vintage, gli basterà dare uno sguardo nel web, ad esempio Amazon, e potrà trovare ottimi prodotti a prezzi economici.

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Che sia musica… ancora una volta!

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10 pensieri su “Il vinile: il ritorno di un caro vecchio amico.

  1. Da buon dj ho conservato moltissimi LP, molti del genere dance anni 70/80, altri invece pop o rock, Genesis, Pink Floyd, Deep Purple, Jethro Tull, Animals, Eagle e tanti altri, ma……al posto del grammofono ho conservato un bel piatto Thorens a cinghia, era molto utile in discoteca perché permetteva di accelerare o diminuire i giri del disco con la sola pressione di un dito, eh si, il vinile è parte della mia/vostra storia.
    Ciao Fabio…

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    • Nico, amico mio, ogni tanto arriva una bella notizia. Mi fa piacere conoscere il tuo lato artistico, che finora sconoscevo, e sono certo che quei momenti passati sui piatti non potranno mai essere dimenticati. Fortunatamente ritorneranno più pimpanti, anche se i primi lp avranno gli occhi a mandorla 😉
      Buon weekend

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      • ..in effetti ho scritto un articolo tempo fa in cui in modo impersonale, ho parlato di quel giovane ragazzo che fece un provino per divenatre speakers in una radio privata, era gli inizi della liberazione dell’etere, quindi ’76/77, poi quel ragazzo fu chiamato a fare il dj in discoteca, tutto questo mentre frequentava ancora le superiori, poi scelse filosofia e quello fu l’inizio delle contestazioni nelle piazze, quanta strada e quanti casini combinò la sua irrequietezza, ma questa è un’altra storia… 😀

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