Grenfell Tower: un inferno evitabile.

La Grenfell Tower in Latimer Road, White City – West London, brucia nella notte di mercoledì 14 giugno 2017. Costruita tra gli anni 70-74 e alta 27 piani, la Grenfell tower è parte di un complesso di torri ospitanti centinaia di vite inconsapevoli d’essere appese al filo dell’irresponsabilità umana. Centinaia di vittime di una trappola senza vie di fuga; un inferno annunciato che sarebbe stato evitabile con l’utilizzo delle recenti tecnologie e un po’ di sale in zucca.

Dany Cotton (commissario della Brigata dei Vigili del Fuoco di Londra): “C’erano molte vittime! Si tratta di un’incidente senza precedenti. Non ho mai visto nulla di simile in 29 anni di carriera.”

Sembra che l’incendio abbia preso vita nei piani bassi e abbia avvolto l’intero edificio nel giro di soli 15 minuti senza lasciare scampo a quei poveracci che stavano dormendo sonni tranquilli. Più di 600 residenti hanno cercato disperatamente di fuggire dalle fiamme, risvegliati dalle urla, dall’odore della plastica bruciante e dalle chiamate telefoniche dei vicini, ma l’allarme antincendio, uno strumento che avrebbe potuto fare la differenza e che non ha fatto il suo dovere, ha condannato molti di loro a una morte evitabile e che porta a una serie di domande sulle reali capacità dell’essere umano di provvedere alla sicurezza del prossimo.

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Grazie all’irresponsabilità umana, oggi anche l’Inghilterra ha le sue torri da ricordare e anche queste sono vittime della leggerezza umana. Non voglio nemmeno pensare che si sia trattato di qualcosa di diverso dalla pura fatalità; qualcosa di diverso da un errore o nato da un’incoscente lavoro di ristrutturazione, compiuto lo scorso anno e costato la bellezza di 10 milioni di sterline, servito a rivestire di uno strano materiale plastico l’intero edificio. Qualcosa che riporta alla mente simili accadimenti avvennuti in quel di Dubai.

“Molti dei residenti intrappolati nella parte alta dell’enorme torre, sono stati sentiti urlare per chiedere aiuto, e mentre alcuni si aggrappavano fuori dalle finestre, altri legavano insieme le lenzuola nel tentativo di raggiungere il suolo, ma tanti altri si gettavano nel vuoto per salvare i propri figli. Quei pochi rimasti lucidi, cercavano di illuminare la propria posizione con telefonini e torce nella speranza d’essere visti dai mezzi di soccorso.”

Questi palazzoni, così come i grattacieli di centinaia di piani, sono strutture che possono sbalordirci per la loro magnificenza costruttiva, ma sappiamo fin troppo bene che si tratta di trappole senza via di fuga. A nulla sarebbe servita una scala antincendio esterna, non quando il loro percorso è invaso da fiamme infernali capaci di fondere qualunque metallo, ma un impianto di estinzione efficiente, un po’ di prevenzione e un buon sistema d’allarme avrebbero potuto fare la differenza. Peccato che a pagare le spese di certe scelte scellerate siano sempre i più piccoli, e tra questi ci sono quei cittadini che continuano a fidarsi ciecamente e con gratitudine nelle capacità dell’essere umano in campo di altruismo, ma anche quegli uomini straordinari e coraggiosi che affrontano ogni pericolo a testa bassa.

Uomo… quando imparerai dai tuoi stessi errori?

Fonte Immagini
http://www.dailymail.co.uk/news/article-4601902/Huge-inferno-West-London-tower-block.html

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15 pensieri su “Grenfell Tower: un inferno evitabile.

      • Beh, sappiamo che i giornali fanno il loro sporco lavoro, ma per conoscere i drammi quotidiani basta dare uno sguardo in giro per le nostre città. Facciamo tutti un po’ finta di stare bene, che non sia il caso di abbattersi e ci obblighiamo a credere che potrebbe andare peggio, ma quanto peggio dovrà essere per renderci conto di avere già l’acqua alla gola? Non sono un pessimista, ma la mia natura mi impone di essere realista e la mia realtà è tanto grigia, pur sapendo che lo stato delle cose può cambiare se lo si vuole davvero. Buona giornata 🙂

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      • Il problema è che noi non conosciamo tutto, certe cose non ce le spiegano per vari motivi, poi però se si studia o si approfondiscono certi argomenti allora ci si accorge che di meglio non si poteva fare. Esempio: ho finito di frequentare un anno fa un master di economia sanitaria all’università di Roma, e le cose che ho imparato non pensavo neanche che potessero esistere e allora capisco solo dopo, i movimenti e le decisioni prese dallo stato in ambito sanitario. Noi siamo molto bravi a lamentarci ma se solo andiamo fuori dalla nostra Italia ci rendiamo conto che da noi si sta meglio, anche se qualche angolo potrebbe essere smussato. 😉

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    • Si potrebbero dire tante cose, forse troppe, ma sono così sdegnato da certi accadimenti che preferisco tacere per rispetto di quelle povere anime. La rabbia è tanta, amica mia, ma la leggerezza di alcuni commenti che leggo sui vari social è disarmante. l’argomento richiede tante risposte che qualcuno dovrà pur dare, ma sappiamo che certe cose saranno tenute riservate. Rimane solo un grande senso d’impotenza e un grande dolore per tragedie certamente evitabili. Ti abbraccio.

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