30 centesimi di differenza sociale.

Chi consuma abitualmente il caffè al bar, sa bene che il costo di questo piccolo tonificante sia mediamente di 1 euro. Da tempo si parla di ritoccarne il prezzo, ormai definito poco consono alla qualità e professionalità del servizio, e non al passo con le spese di gestione (acqua, caffè, elettricità), e di portarlo ad una media di € 1,50 a tazzina. La stessa cosa accadde tempo fa e anche allora ci hanno propinato le stesse scusanti, ma seppure il prezzo sia stato triplicato, la stessa cosa non può dirsi per la qualità o professionalità che accompagnano la tazzina, tra l’altro sempre più ristretta in ogni senso. Parlano di professionalità, ma spesso veniamo serviti da perfetti baristi occasionali, d’altra parte non è più come un tempo e a fare il caffè ci pensano le diavolerie moderne. Vai a spiegare quanto sia importante la giusta temperatura operativa della macchina da espresso (tra 85 e 92 gradi), oppure che la stagione può gravare sulla macinatura dei grani, che può essere più o meno fine a seconda dell’umidità, o che sono necessari 25kg di pressione per la preparazione di un caffè che non sia annacquato nè bruciato. C’è un bottone… fa tutto lei.

Al prezzo di 2000 vecchie lire, ci ammassiamo davanti al bancone per sorbire un concentrato di ricordi e fare un travaso di bile per l’esiguo quantitativo di liquido nero pagato a peso d’oro. Ma noi siamo fortunati! A detta degli esperti del settore, l’Italia è un  paese che fa pagare poco, se confrontato con altre realtà mondiali… e sticazzi! Sta di fatto che il settore è in un momento delicato, poiché la vecchia moka è sempre più utilizzata e apprezzata rispetto alla moderna tecnologia dello scialo economico. Facciamoci due conti con questa slide di altroconsumo:

screenshot-www.altroconsumo.it-2017-05-16-02-20-45

Se poi si considera che 1 kg di caffè in grani (o macinato) costi mediamente 7 euro (a meno di non voler cercare quello cagato dai sorci e venduto a peso d’oro) e che puoi farci 166 caffè con la macchina per espresso di casa (circa 6-7 gr dose), ti rendi conto che il costo è davvero misero e scopri la convenienza della tecnologia a domicilio.

Ma quando ti trovi a passare davanti ad un bar, poco importano i conticini perché un caffè lo prendi sempre volentieri, meglio se in compagnia, e paghi quel che devi senza porti quesiti mentali sulla convenienza… a meno che non ti accorgi che il prezzo non è uguale per tutti.

30cent

So bene che le forze armate beneficiano di una certa scontistica, ma che ci azzeccano gli spazzini? Per quale motivo lui deve pagare 0,70 centesimi, mentre io, che sono subito dietro di lui e sono disoccupato, devo sborsare 1 euro tondo tondo? Ora, lasciamo stare che fossero le 2:00 della notte e lasciamo anche da parte la tipologia e/o la realtà lavorativa di ogni singolo individuo, per avere una parità di servizio/costo bisogna essere amici o indossare una divisa? A che gioco stiamo giocando? Ci deve essere differenza sociale anche in un cazzo di caffè?
Se ti lamenti che non ce la fai e alzi i prezzi per tirare a campare, tale comportamento non è affatto coerente. Non lo capisci? E allora arrangiati! Che moka sia e buonanotte al secchio!

come-fare-il-caffe-con-la-moka

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