Dovremmo meditare e… agire!

Continuando sul filone del malaffare, e correndo il rischio di diventare noioso, spesso mi chiedo come sia possibile che, in certi paesi diversi dal nostro, la gente riesca a vivere con un supplemento di dignità e benessere, da poter essere oggetto di invidia collettiva. Il nostro non è un brutto Paese, ma è il sistema italia che ti spinge a cercare sovente la toilette e vomitare anche l’anima. Facciamo parte di un sistema fallato e corrotto, che difficilmente saremo in grado di cambiare effettuando un vero e proprio reset, a meno di non accettare quell’inevitabile conclusione che non potremmo farlo se prima non ci sbarazziamo di quelle facce da poltrona che ci sorbiamo da decenni. E solo a pensare che gli italiani possano “finalmente” decidere che sia giunta l’ora di cambiare… mi vengono i sudori freddi. Sarebbe una sorta di sogno misto a incubi demoniaci.

Come ben sappiamo, l’Italia vanta una sorta di record nel settore TASSE. Siamo tassati in tutti gli aspetti della nostra vita e fin dal momento della nascita. Ci siamo così abituati ad essere tassati, a volte anche in duplice forma (vedi gli stipendi: tassano i datori, poi tassano anche i lavoratori sullo stesso gruzzolo già tassato all’origine), che ormai non ci accorgiamo nemmeno di essere giunti alla spaventosa soglia del 70% (anche se ci dicono che non sia così). In questo modo è impossibile pensare di poter mettere da parte qualcosa che non c’è, quindi, ti arrendi all’idea di non poter fare altro che cercare di sopravvivere, a patto di superare indenni il 13 maggio (a quanto dicono i soliti complottisti, sarà l’inizio di un conflitto spaventoso…. mah! Staremo a vedere).

Poi, guardandoti intorno nella speranza di riuscire a cambiare la tua vita, ti scontri con realtà molto diverse dalla tua, spesso raccontate da chi li vive in prima persona, ovviamente a loro modo, e scopri che si può vivere in paesi dove la tassazione non supera il 26%. Certo, questo non significa che siano tutte rose e fiori, ma se ti dicono che un giovane laureato verrà subito indirizzato verso il lavoro della vita (quello per il quale ha studiato), e che questo guadagnerà da subito i suoi 4000 – 5000 dollari mensili, dai quali va decurtato il peso delle tasse e l’eventuale assicurazione sanitaria (sempre che non venga offerta dal datore di lavoro), allora è chiaro che ti vien voglia di guardarti allo specchio e sputarti in faccia da solo. Non parlo di cifre sparate per far sensazione, parlo di cifre raccontate da italiani residenti negli Stati Uniti, precisamente in Texas e in Florida, uno dei quali è un ex poliziotto nostrano (il suo nick è “Claudio il Texano” e lo potrete trovare sul suo canale youtube https://www.youtube.com/user/bigmuscle1972), mentre l’altro è il giovane fotografo e web designer Mirko Bonnet, alias “Mirkojax” (questo è il suo canale youtube  https://www.youtube.com/user/mirkojax), ma ce ne sono tantissimi.

Saranno loro stessi a raccontarvi come si vive in quel territorio, attraverso i loro video sfornati di pancia e senza filtro, nei quali ci mostrano il bello e il brutto della vita a stelle e strisce, chiarendo che non è sempre facile, ma ci assicurano che essendo ancora vigente l’antico e dimenticato metro di valutazione (quello che da noi si chiamava meritocrazia) tutto sarà possibile, a patto di metterci impegno e serietà. Inutile dire che ci sono parecchie testimonianze da ogni parte del globo, ma queste due sono interessanti per la loro franchezza e semplicità di espressione (niente sboroni, solo realtà).

Basti pensare, che il solo costo del carburante americano è di gran lunga inferiore ai nostri ormai prossimi 2 euro/litro, tanto che puoi riempire il serbatoio con meno di 40 euro. Non ci credete? Allora guardate la seguente immagine:

screenshot-www.youtube.com-2017-04-28-01-15-22

41 dollari per 19 galloni di benzina – tradotto: sono circa 39 euro per 72 litri.
0,50 centesimi di euro/litro, contro 1,8 euro e rotti delle colonnine italiane (Vergognoso)
A conti fatti, si tratta di un esborso di circa 90 euro in più, mica nespole. Pensate a come potreste investire o spendere quel denaro risparmiato, come minimo una visita settimanale in un ristorante o un viaggetto per rilassarsi con la famiglia, oppure coronare il sogno di una vita economica serena.

Cambiare si può, ma bisogna volerlo davvero.
La cosa di cui si ha davvero bisogno, è il coraggio necessario per lasciarsi indietro le proprie radici, le amicizie, la famiglia e quel buco nero chiamato vita, oltre che abbandonare l’idea di un futuro che, attualmente, in Italia non ci potrà essere, non per chi non appartiene alla cricca. Sia chiaro che non sarebbe una fuga, ma sopravvivenza, ed io ci sto seriamente pensando.

Un invito personale: chi è ancora in tempo, agisca!

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