Poche nascite nella quinta città italiana per ordine demografico… e si chiedono anche il perché.

Palermo è una città vecchia!
No, non sono io a dirlo, ma lo dice chi è pagato per diffondere notizie di carattere culturale e porre domande dalla risposta più che ovvia. Il fatto che ti fa rodere il deretano, è il fatto di nascondere la vera notizia al di sotto di una sottile riflessione, quasi a voler giocare nell’eterno gioco del “dico e non dico”, così da non fomentare gli animi o indurre nella già assidua sensazione che sia tutto perduto.

screenshot-www.palermotoday.it-2017-04-27-15-18-25

L’autore dell’articolo si diletta nell’introdurre un’argomentazione a sfondo cultural-infantile, includendo anche i commenti diretti del garante: “Se vogliamo fare di Palermo una città a vocazione turistica dobbiamo chiederci cosa stiamo facendo per formare i cittadini del domani – afferma Pasquale D’Andrea, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza del Comune di Palermo -. E’ impressionante sapere che molti bambini e bambine non sono mai andati in una libreria o visto un film al cinema”. Essendo la strada sicuramente in salita, il Garante suggerisce di cominciare a percorrerla subito. “Solo così facendo – conclude D’Andrea – si potrà evitare di restare indietro per sempre, rispetto al resto dell’Italia e dell’Europa”.

Poi molla i dati demografici di una Palermo che si conferma la quinta città d’Italia per dimensione demografica, dopo Roma, Milano, Napoli e Torino, e prima di Genova, ma nella quale si registra un minimo storico per quanto riguarda il numero delle nascite e un’aumento dei decessi: “Dal 2015 si sono registrati 6.213 nati nonostante l’aumento dell’1,3% rispetto all’anno precedente. Il numero dei decessi invece è cresciuto (+4,1%) rispetto all’anno precedente, attestandosi a 6.571 unità. La popolazione sta quindi invecchiando.”

Infine, l’autore ci introduce una mezza verità: “Anche se sono circa 20 mila le famiglie che vivono in povertà assoluta, le domande per il Sia, (il Sostegno per l’inclusione attiva del Governo che prevede l’erogazione di un beneficio economico alle famiglie in condizioni economiche disagiate) sono poco più di 10 mila, a fronte un’attesa di 18 mila. Il dato lascerebbe ipotizzare che le 8 mila famiglie, che ancora non hanno presentato domanda in parte potrebbero non esserne a conoscenza, oppure che molte fanno parte di quel sommerso e illegale fortemente presente in città.”

qui l’articolo in questione

Il fatto è che la realtà è molto ben diversa dalle statistiche propinate, tra l’altro fatte sempre ad cazzum, fuori tempo massimo e approssimative, poiché la povertà è dilagante e incessantemente in rialzo, così come la quantità di quei poveri cristi che cercano di tirare la carretta come meglio possono, incluso lo scrivente che si trova a spasso ed è registrato presso uno dei tanti centri per l’impiego dal lontano 2008, ma senza che nessuno si sia mai interessato o dato risposta in tutti questi lunghissimi anni. Ovviamente, allo Stato (ivi compresi i vari comuni) non interessa il sapere se tu puoi vivere, ma si ricorda di te soltanto nel momento di richiederti tasse, gabelle e pizzi, quindi non vedo come potrebbero sapere le reali condizioni di ogni anima. È chiaro che la realtà superi la fantasia degli sfornatori di statistiche fantascientifiche, ed è proprio per questo che giocano sempre al ribasso quando si tratta di denunciare, ma giocano al rialzo quando si tratta di elogiare. La verità potrebbe non essere un buon affare, o addirittura essere scomoda.

Perché nascono pochi bambini?
Perché non tutti i bambini vanno a scuola?
Semplicemente perché non ci sono le condizioni per farli crescere nella dignità. Mettereste al mondo una creatura, quando non siete nemmeno in grado di provvedere a voi stessi? Figurati il dover mandare a scuola i tuoi figli, quando si è consci del fatto che ci vorranno soldi che tu non hai.

A questo punto si può creare una statistica molto più semplice da descrivere, poiché reale:

vitareale

Palermo non è una città vecchia, è una città senza un futuro concreto… la cosa è diversa!

– Senza lavoro non ci sono soldi ed è facile buttarsi nell’illegalità (si chiama sopravvivenza);
– Senza soldi non si può parlare di matrimonio o di figli;
– Senza figli non ci può essere alcun futuro.

Certo, lo sappiamo bene che non mancano i furbastri o quelli che piangono miseria per tentare di nascondere il loro benessere agli occhi del fisco (Stato). Come non mancano gli ostentatori di quel finto benessere che i facili finanziamenti gli consentono di mostrare al popolino, e se poi devi mangiare cipolla per ripagare i prestiti, ebbene sono fatti tuoi! L’importante è apparire!

piangemiseria

Signori miei. Possiamo teorizzare quanto vogliamo, ma la realtà è questa!

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