I pesci hanno abboccato!

pesceabbocca

In questo paese, come in tanti altri, si sta facendo sempre più largo quella malsana idea che tutto stia filando per il verso giusto. Chi piange miseria se ne va in giro con un suv nuovo fiammante, i centri commerciali sono stracolmi di acquirenti sorridenti e pronti a spendere cifre triplicate per ciò che un tempo li avrebbe fatti inorridire e fuggire. Eppure, nonostante aleggi nell’aria quel senso di appagatezza e di falsa sicurezza finanziaria, le condizioni economiche del popolo italiano sono a dir poco catastrofiche. Diciamocelo; i pesci hanno abboccato all’amo. Quello che stiamo vivendo da alcuni anni, fa parte di un congegnoso piano di pompaggio e sgonfiaggio attuato da quelle poche banche che governano il ciclo economico dell’intero pianeta, e sono proprio loro che tengono tra le mani l’invisibile canna da pesca. Un piano che, come in passato, prevede tre solide fasi di sicuro successo, ovviamente intendo successo per le stesse banche, ma che porterà a duri risvegli tra quei cittadini che si credono economicamente tranquilli.

Fase 1 – “Boom economico”
Metti in circolazione molto denaro, abbassa i tassi di interesse e concedi molti prestiti. L’afflusso di denaro genera grandi attività economiche, si crea più lavoro, e spendendo sempre più denaro aumenta la domanda. Per tutta risposta, le aziende incrementano il parco umano e le proprie risorse attingendo a fondi sempre più cospicui per aumentare le produzioni. Cresce la fiducia del consumatore che si lascia ammaliare dalla possibilità di acquistare una nuova casa, una nuova auto, fare viaggi, ecc.

Fase 2 – Avvolgere la lenza
Le banche cominciano ad alzare i tassi di interesse per rientrare dei capitali. Si contraggono meno mutui, i criteri per la concessione dei prestiti diventano più rigorosi, e una parte del reddito cittadino non rientra più nel circolo del denaro per l’acquisto di beni, ma viene versato interamente alle banche che tesorizzano. C’è improvvisamente meno denaro in circolazione e, di conseguenza, vengono acquistati meno prodotti che cominciano a lievitare di prezzo. I profitti delle aziende decrescono, e queste cominciano a decimare i posti di lavoro, arrivando anche a ritirarsi dall’attività. Così facendo, la gente perde il lavoro e non ha più la capacità di ripagare i prestiti ottenuti per acquistare la casa o l’auto… e perde tutto.

Fase 3 – Ritirare l’amo
Mentre le aziende e le singole persone finiscono con le chiappe per terra, le banche entrano in possesso della vera ricchezza: immobili, terreni, risorse portate a garanzia dei prestiti… in poche parole le proprietà individuali, la vita stessa. Così, quei pochi diventano padroni della ricchezza dei molti, e tutto per dei numeri elettronici, per del denaro che non esiste. (Se tutti andassero nelle banche a ritirare il proprio denaro, ci si accorgerebbe che quella quantità di denaro non è mai stata stampata o coniata)

Siamo vittime di un’azione che può essere facilmente vista come un furto in piena regola, ma la gente è contenta! Non è minimamente interessata a ciò che sta accadendo, almeno finché non sarà colpita personalmente da questo piano diabolico, e solo allora partirà a spada tratta per tentare di recuperare il maltolto, ma si scontrerà contro chi non è ancora stato colpito, che si gode la sua finta bella vita e che di loro non gliene frega una cippalippa… una guerra tra poveri che non porterà ad alcun vincitore, sicuramente non tra quest’ultimi. Guardatevi intorno e chiedetevi in quale fase stiamo vivendo. Poi, serenamente, chiedetevi se abbiamo davvero bisogno di tutti questi giocattoli e in cosa stiamo sbagliando. Abbiamo abbandonato l’interesse per le cose essenziali, quelle che ci consentono di vivere, per abbracciare l’idea di una ricchezza che non esiste… e tutto per nutrire il nostro ego smisurato. Abbiamo lasciato che l’elite diventasse padrona dell’istruzione, dell’energia, dell’alimentazione, della salute, di ogni singolo aspetto delle nostre vite. Tutti aspetti governati dalla finanza, poiché tutto ha oggi un prezzo e tutti hanno bisogno di denaro, e chi governa l’origine del denaro governa tutti noi!

Svegliatevi dal sonno eterno, perché loro non dormono (chi dorme non piglia pesci) e sanno che i pesci hanno già abboccato.

Stampare nuovo denaro ne decresce il valore e, nel nostro caso, ne aumenta gli interessi per essere ripagato, ma i prestiti richiesti dai singoli cittadini dovranno essere comunque ripagati, e questo significa meno denaro nelle tasche dei debitori di belle speranze, quelli che si credevano economicamente tranquilli. Un tempo si cedeva denaro in cambio di oro, ma quell’oro ha valore solo perché siamo noi stessi a darglielo, e quel valore può cambiare a causa della quantità o a piacimento del maggior possessore, inutile dire chi sia quest’ultimo. Nel nostro caso, quell’oro si è trasformato in numeri elettronici. Seppure le banche siano causa di fallimenti, di disastri economici e di suicidi, queste non ne pagheranno mai le conseguenze, anzi, troveranno sempre un governo che sarà pronto a salvarle dal fallimento, cosa diversa per il cittadino, essendo questo un pesce troppo piccolo e sicuramente sacrificabile.
Sapevatelo!

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8 pensieri su “I pesci hanno abboccato!

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