Sequestrati lotti di Parmigiano Reggiano e Grana Padano… di nuovo!

Quasi fosse un appuntamento gestito da un orologio svizzero, a distanza di soli due anni, la Nuova Castelli S.p.A., produttrice di formaggi stagionati ben noti in tutto il mondo, ricade nel buco nero dell’adulterazione alimentare.

Possiamo dirlo ad alta voce: “In questo Paese, il più pulito ha la rogna!

grana

Era il 26 marzo del 2015, quando il suddetto produttore veniva accusato di “Frode e Contraffazione” di formaggi con caratteristiche difformi da quanto previsto dal disciplinare di produzione. A quel tempo, una quindicina fra caseifici e magazzini di stoccaggio sia di Parmigiano Reggiano che di Grana Padano, vennero messi a soqquadro e migliaia di forme vennero ritrovate senza i normali requisiti per essere vendute. Difetti strutturali, difformità nelle croste, fessurazioni e la presenza non prevista del conservante Lisozima (presente in numerose secrezioni animali e umane come le lacrime (fanno eccezione quelle dei bovini) e nella saliva. Prolunga il periodo di conservazione degli alimenti proteggendoli dal deterioramento provocato da microrganismi.), macchiarono d’infamia due dei prodotti di maggior prestigio del nostro paese.

I colpevoli di tale reato, e cioè la Nuova Castelli spa di Reggio Emilia, la Casearia Tricolore e la Casearia Gentile di Mantova, vennero indagati e accusati, ma non si può dire che abbiano imparato la lezione. Tra l’altro,  il presidente del Consorzio di Tutela del formaggio Parmigiano-Reggiano, Giuseppe Alai, non sembro essere sorpreso dalla scoperta di adulterazione: «Dal nostro Consorzio di tutela partono mediamente ogni anno una cinquantina di segnalazioni ai Nac per situazioni simili e non escludo che la segnalazione possa essere partita proprio da noi. Il confezionamento deve avvenire nella zona di produzione e non diversamente, e questo in base al disciplinare in vigore dall’agosto del 2011 che dopo otto anni di gestazione nell’Ue prevede questa precisa norma.» Quindi era più che risaputo, ma il consumatore è sempre l’ultimo a conoscere le verità che l’assente sistema di controllo conosce da tempo. Oltre al danno la beffa!

Ad ogni modo, è notizia di ieri (22 marzo 2017) che il sopracitato produttore sia ricaduto nel perseguibile atto dell’adulterazione alimentare, stavolta tramite sostanze cancerogene come aflatossine e antibiotici, e inserendo la soda nella panna. Nuovi sequestri e nuovi indagati, stavolta ben 27, accusate dal sostituto procuratore Maria Rita Pantani di associazione a delinquere, frode nell’esercizio del commercio, contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine dei prodotti, commercio di sostanze alimentari nocive ed emissione di fatture per operazioni parzialmente o totalmente inesistenti. Un giro di contraffazioni ben cementato in questo paese, ma che non sembra suscitare nessuna reazione scomposta da parte dei consumatori, i quali, pur di risparmiare qualche soldino, accecati da ipotetici sconti continuano allegramente ad acquistare i prodotti nocivi di cui sopra. Il sospetto è che, questa, non sarà l’ultima volta che parleremo di caseifici e prodotti fuori norma, e che continueremo a morire mangiando merda spacciata per prodotto pregiato. VERGOGNA!

Poi si chiedono il perché la gente volga lo sguardo sui prodotti stranieri.
Mi auguro che i malfattori vengano, finalmente, arrestati e cibati con le stesse porcherie che ci sommistrano da tempo.

Fonti
Articolo del 22 marzo 2017
Articolo del 26 marzo 2015

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6 pensieri su “Sequestrati lotti di Parmigiano Reggiano e Grana Padano… di nuovo!

  1. c’è troppa alterazione e manipolazione insensata dei prodotti edibili,bibite comprese, ma possibile che non si decida di fare controlli a tappeto sulle produzioni e non si applichino pene severe a chi per lucro specula sulla salute della gente? Ciò che ingurgitiamo ha un’enorme importanza sulla nostra salute per chiudere gli occhi, o forse conviene all’inps che schiattiamo tutti con morte lenta dei nostri organi prima di raggiungere l’età pensionabile?

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