Brasile – La più grande epidemia di febbre gialla che sta uccidendo esseri umani e scimmie.

Durante l’ultimo decennio, la zona centrale del Brasile è stata martoriata dalla più grande epidemia di febbre gialla mai vista fino ad oggi. Sono almeno 137 le persone infettate e già decedute, ma il Ministero della Sanità brasiliana ha dichiarato che il numero dei casi confermati è salito a 424, con grande aumento dei casi umani. Questi vanno ad aggiungersi ai precedenti 933 casi segnalati, nonché ai 112 decessi sospetti e già sotto stretta osservazione. Ma non è soltanto l’uomo ad essere minacciato da questa epidemia, poiché numerose sono le morti sospette all’interno della popolazione dei primati, situazione che ha fatto drizzare le orecchie ai direttori del Centro europeo per la prevenzione e controllo delle malattie, dato che tale focolaio, iniziato a gennaio, ha fatto registrare ben 1.500 nuovi casi.

Quello che già si sapeva:
Minas Gerais: casi segnalati 325 – persone decedute 111
Espirito Santo: casi confermati 93
San Paolo: casi confermati 4 – persone già decedute 8

Intanto, a Rio de Janeiro si parla di stato d’allerta, tanto che si sta procedendo con una campagna di vaccinazione di massa in via del tutto precauzionale, a seguito del primo decesso confermato mercoledì. I viaggiatori sono stati invitati a vaccinarsi nei 10 giorni precedenti al viaggio.

febbre gialla brasile

“La malattia è trasmessa dalle zanzare”, ha detto ECDC Giovedi, e i sintomi includono febbre, dolori muscolari, mal di schiena, mal di testa, brividi, perdita di appetito e nausea o vomito. Sintomi che tendono a scomparire nel raggio di 3 o 4 giorni, sempre che non si tratti di casi gravi, ma la febbre altra può ripresentarsi anche post ripresa.

“Il paziente sviluppa rapidamente ittero e si lamenta di dolori addominali con vomito. Il sanguinamento può verificarsi dalla bocca, dal naso, dagli occhi o dallo stomaco, con il conseguente deterioramento delle funzioni renali. Non esiste ancora un vaccino che possa salvare le scimmie, le quali stanno morendo in massa nelle zone più colpite dal focolaio, ovvero Espírito Santo e Minas Gerais. Circa l’80 al 90 per cento delle scimmie urlatrici marroni sono infette o già morte”, dice Sergio Mendes, Università Federale di Espírito Santo. “Si tratta di una vera e propria catastrofe! Anche se questi focolai avvengono periodicamente, questo è senza dubbio il peggiore che abbia mai visto!”

fonte web

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