Il copia e incolla dei giornalai da quattro soldi. Ma in che mani siamo?

Che la professione del giornalista fosse ormai morta, lo sapevamo da un pezzo! Non passa giorno che, il rimpianto per quelle penne intrepide, coscienziose e serie, non si faccia sentire come un sonoro urlo per il dilaniante dolore di aver perso un mezzo d’informazione importante. Un tempo si pendeva dalle loro mani per conoscere la verità, e difficilmente ci si poteva aspettare che ciò che era impresso su carta, fosse una menzogna. E men che meno ti aspettavi che tali informazioni potessero essere approssimative, errate, copiate senza alcun criterio e senza l’attenta pratica professionale della verifica. Ieri ho letto una notizia che ha fatto il giro sui maggiori quotidiani online, e mi mordevo le mani per via dell’incapacità di questa gente che non fa altro che copiare cazzate incontrollate, e lo fa anche male.

La notizia in questione era la seguente: “È morto Masaya Makamura, padre del videogioco Pac-man”.

Chi ha vissuto quei floridi anni, e praticato le sale da gioco con i relativi videogames del momento, non può non sapere che il vero padre di Pac-man è un tal signor Tohru Iwatani, per altro apparso come se stesso nel film “Pixels” di Adam Sandler. Nulla a che vedere con il Masaya sopracitato (tra l’altro si chiama Nakamura), il quale non era altri che il fondatore della Namco (anche questo hanno citato in modo errato scrivendo Nemco), azienda che ha investito sul lavoro di Iwatani e ne ha prodotto il gioco. Ecco, errori del genere te li puoi aspettare (e magari giustificare) da piccole realtà mediatiche, e non di certo da parte di note testate giornalistiche di livello Nazionale. Ma il fatto che ti fa rodere di più gli zebedei, è il veder passare la notizia di testata in testata, semplicemente copiata di un buon 95% inclusi gli errori, e nessuno che verifichi la notizia. Certo, direte voi! Perché mai dovrebbero perdere tempo a verificare le notizie, quando esiste il facile metodo copia e incolla che gli permette di intascarsi i quattrini per un lavoro fatto ad cazzum, che tanto nessuno andrà ad obiettare. Vi rendete conto in che mani siamo? Pensate a quante notizie ci propinano nello stesso e identico metodo approssimativo, e avrete una chiara immagine di quel che è oggi il giornalismo italiano.

Visto che è possibile che qualcuno difenda a spada tratta questi mercanti di fumo, ho preferito allegare le foto delle testate riportanti la notizia errata. Buona giornata e spegnete le tv.

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9 pensieri su “Il copia e incolla dei giornalai da quattro soldi. Ma in che mani siamo?

  1. Io non li difendo, anzi: non li seguo proprio.
    Ogni tanto visito il quotidiano online della mia zona, più che altro per la cronaca locale, ma la decadenza del settore è giunta anche lì.

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  2. Non si capisce più niente nelle notizie! Se sono vere, false, copiate, ecc…Poi ci sono quelle notizie che mettono per allarmare, per angosciarci, per metterci in dubbio, per metterci paura, insicurezza, tristezza ecc….Anch’io non guardo la tv, solo bei documentari sulla natura e se c’è qualche bel film! Le notizie le cerco su internet…ma prima di constatare la veridicità controllo e faccio ricerche….Un giornalista che mi piaceva tanto era il grande Tiziano Terzani ho letto suoi libri e mi piace la sua spiritualità! Poi…i veri giornalisti…quelli che scrivono cose vere tenute all’oscuro…si sa che fine fanno! Viviamo nell’inganno globale…..:( Ciaooo Fabio buona serata 🙂

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  3. Ho vissuto un piccolo esempio proprio poco tempo fa. Purtroppo dove abito è bruciato uno yacht e sono morte delle persone. Una tragedia orribile. Il mio fidanzato lavora in porto quindi lo frequentiamo spesso e io non ho mai visto tanto turismo come in quei giorni. Ad un certo punto abbiamo letto sul giornale nome e cognome più ruolo più datore di lavoro del mio fidanzato come se lo avessero conosciuto e tutte queste righe sprecate per scrivere che di tanto in tanto si salutava con quelle che poi sono state le vittime. Peccato che il mio fidanzato non ha mai parlato con nessun giornalista e proprio in quei giorni si è guardato bene dall’andare a curiosare in quel luogo di morte e tristezza. Questi si sono permessi di mettere tutti i suoi dati senza autorizzazione e senza nessun motivo per farlo anche passare come uno di quelli che non hanno un minimo di tatto e buon senso. Questi sono i giornalisti di oggi che sono indignati contro chi scrive al loro posto e ha più seguito di loro che ormai non hanno un minimo di credibilità. Che pessimo esempio! Laura

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