Non puoi ucciderli tutti – Grazie a voi si comincia bene.

Consentitemi un po’ di sano e doveroso spam, lo faccio raramente e spero mi perdonerete l’ardire 😀 Ringrazio tutti quelli che stanno approfittando dell’occasione per conoscere il mondo di Trevor McCallister. #Nonpuoiucciderlitutti sta scalando le classifiche alla velocità della luce e si trova alla posizione 24 dei thriller/gialli, ma vi ricordo che la promo grautita è valida fino al 28 gennaio, quindi, approfittatene anche voi Leggete bene, ho scritto proprio A GRATIS 😉
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Per ringraziarvi ulteriormente, e spingere altri lettori ad approfittare dell’occasione, vi faccio omaggio del capitolo 2. Buona lettura e grazie ancora.

CAPITOLO 2

La banchina si riempì in breve tempo di uomini in divisa, ognuno affaccendato a mantenere l’ordine tra i numerosi vagabondi che, di tanto in tanto, andavano in escandescenza da abuso di alcol. Il Capitano Tunder si muoveva velocemente da un punto all’altro della banchina, in attesa che il coroner terminasse la sua opera e gli desse i primi ragguagli sulla situazione. Era un uomo alto pressappoco un metro e ottanta, dalla corporatura atletica e il viso segnato dal tempo. Nonostante l’età prossima al pensionamento, non aveva un solo capello bianco ed erano del tutto naturali. I suoi modi burberi l’avevano reso temibile e rispettato dall’intero corpo di polizia, tanto da vantare amicizie altolocate nei circoli della politica che conta. Se le era guadagnate con il duro lavoro svolto nel corso degli anni e, adesso, bastava solo udire la sua voce in lontananza, perché tutti scattassero prontamente sull’attenti.

Quella mattina era piuttosto nervoso per l’accaduto e il fatto di dover attendere il responso del coroner non lo rallegrava affatto: era un uomo abituato all’azione e aveva molta fretta di sapere con chi avesse a che fare.

A un tratto, una macchina di servizio giunse sul posto, borbottò rumorosamente per alcuni istanti, infine si spense.

«Solo adesso ti fai vivo?» urlò il capitano Tunder, allargando le braccia e richiamando l’attenzione dei presenti.

Un uomo dalla corporatura robusta uscì da quell’auto, lo guardò e subito gli mostrò un sorriso ironico. Poi chiuse la portiera cigolante e cercò di tirarsi su i pantaloni della divisa che gli andava un po’ stretta, infine si mosse in direzione del capitano e in breve gli fu ad un palmo dal naso.

«Monroe, ti ho detto centinaia di volte di far sistemare quell’auto. Sono stanco di sentire le tue scuse, ogni volta che ti presenti in ritardo. Tra l’altro, è inammissibile che un tutore della legge se ne vada in giro con una vettura di servizio che rischia di lasciarlo a piedi ogni cento metri» il tono del capitano Tunder era piuttosto adirato. Non era la prima volta che lo riprendeva pubblicamente, e il fatto di essere costretto a ripetersi non lo rallegrava.

«Non si agiti capo, potrebbe farle male al cuore» rispose l’uomo sorridendo.

«Credi di essere spiritoso? Questa non è la giornata adatta per fare dello spirito e ti assicuro che questa sarà l’ultima volta che lascio correre! Cazzo, Virgil, sei un tenente! Sei sempre stato un esempio per tutti i tuoi colleghi e mi fa incazzare doverti riprendere come se fossi un novellino.»

Monroe abbassò lo sguardo sbuffando, ma non se l’era presa più di tanto. Lui e Nick erano amici di vecchia data e spesso si riunivano con le rispettive famiglie in occasione delle feste o per passare insieme una giornata da dedicare all’assoluto relax, sollazzandosi con costolette cotte sul barbecue, fusti di birra da trangugiare con la disinvoltura di chi viene investito da un fiume in piena, o guardando una partita di baseball trasmessa alla tv. A guardarli vicini, si poteva notare che erano della stessa statura ma, diversamente da Nick, Virgil dimostrava in pieno la sua età. I suo capelli erano quasi totalmente bianchi e il viso era paffuto e con un accenno di barba incolta dalle sfumature color cenere. Ciò nonostante, aveva una forza da far invidia ai tutti quei colleghi che erano molto più giovani di lui, i quali, seppure avessero fatto numerosi tentativi, non erano ancora riusciti a tirarlo giù dal meritato trono del miglior agente del dipartimento.

«Di chi si tratta?» gli chiese Monroe, mentre si avvicinavano alla scena del delitto.

«Non lo sappiamo ancora, ma credo che sarà più difficile degli altri casi» rispose Tunder.

«Perché mi dici questo? Cosa…» non riuscì a terminare la frase, poiché la visione di quel corpo martoriato gli diede la risposta che cercava.

«Porca puttana, non riuscirò mai ad abituarmi a tutto questo!» voltò lo sguardo per un istante. Poi, mentre tornava con gli occhi sul cadavere, disse «E con lui siamo arrivati a tre morti in poco più di un mese. Questo però è diverso dai precedenti. Non ha le mani! Mi chiedo quale animale ha potuto fare una cosa del genere.»

«Chiunque sia quell’animale, si sta divertendo molto, ma la cosa che mi fa più incazzare, è che tu non sei stato ancora capace di darmi un solo fottuto indizio che ci possa far avvicinare all’autore di questi omicidi.»

«Vacci piano Nick! Io sto facendo del mio meglio!»

«Allora non stai facendo abbastanza! Nessuno conosce questa città meglio di te! Conosci la gente, conosci le strade, conosci ogni angolo merdoso di questa città, eppure non riesci a cavare un ragno dal buco. Neanche un solo sospettato che possa portarci sulla giusta strada ma, intanto, la gente di Cleveland vuole delle risposte ed anche lo stesso Sindaco le vuole, ma io non sono in grado di dargliele e questo mi avvilisce. Comincio a credere che tu non sia più in grado di occuparti del caso o, almeno, non da solo. Forse è giunto il momento che anche tu abbia un compagno, magari un giovane collega che possa spingerti a fare meglio.»

«Adesso mi stai offendendo! Io ho sempre lavorato da solo, questo lo sai bene. Dico, non vorrai davvero togliermi il caso o farmi fare da balia ad uno dei tuoi pivellini?» si tolse il cappello e si avvicinò al Nick per poterlo guardare dritto negli occhi.

«Di questo ne riparleremo più tardi. Al momento devo pensare a come mantenere l’ordine in questa città, prima che scoppi il panico tra la gente.»

In quel momento, il coroner fece cenno a entrambi di avvicinarsi: cosa che fecero immediatamente, mettendo da parte quella piccola questione.

«Martin, dimmi qualcosa di utile. Questa storia comincia a darmi sui nervi!» esordì Tunder, mentre si strofinava nervosamente le mani, producendo un suono fastidioso.

«L’unica cosa che posso dirti con certezza, è che il metodo utilizzato è lo stesso visto nei precedenti casi, con un’unica differenza. Stavolta c’è stato più accanimento nei confronti della vittima, come se volesse sottoporla a una severa punizione» mentre parlava, continuava a indicare i segni di quella evidente tortura presenti sul corpo della vittima.

«Forse l’assassino conosceva quest’uomo, oppure qualcosa deve averlo infastidito a tal punto da perdere del tutto il controllo delle sue azioni» continuò.

«Vuoi dire che l’assassino non voleva arrivare a tanto? Come fai a esserne così certo?» chiese Monroe.

«Molte delle ferite sono state inferte post mortem! Significa che l’uomo era già morto quando sono state prodotte, quindi, credo che l’assassino fosse in un tale stato di confusione mentale che non gli consentiva di fermare la sua furia omicida. In ogni caso posso dirvi che l’asportazione netta degli organi genitali, mi fa pensare che si possa trattare della stessa persona dei precedenti omicidi. C’è però la novità rappresentata dall’assenza delle mani e spero per voi che non sia così, ma questo potrebbe far pensare che possa trattarsi di un emulatore. Ma, ovviamente, toccherà a voi confermarlo. Per quanto mi riguarda sono solo delle ipotesi personali, ma per il momento questo è tutto.» raccolse i ferri del mestiere e li ripose nella sua valigetta personale, insieme ai vari campioni da analizzare.

«Per conoscere il resto, dovrete aspettare che il corpo venga trasferito all’obitorio e che io abbia completato tutte le analisi. Qui non ho più nulla da fare. Nick, ti aspetterò al laboratorio per parlarti di altri dettagli» Donnely salutò i presenti e si apprestò ad abbandonare la scena del crimine.

Tunder si guardava intorno, come se stesse cercando qualcosa. Fece alcuni passi avvicinandosi al bordo della banchina e chiuse gli occhi per alcuni istanti: era silenziosamente assorto ad ascoltare i suoni provenienti dal fiume. Ad un tratto, il suono della campana posta sulla cima della boa acustica, che serviva ad avvertire i naviganti della bassa profondità del fiume, emise un tintinnio quasi piacevole e fu subito accompagnato dalla flebile sirena di un piroscafo di passaggio che annunciava il diradarsi della nebbia. Le prime luci dell’alba fecero capolino sul Cuyahoga, come un sipario che si apriva sulla scena e, finalmente, il volto grigio di quella città ancora assopita, faceva la sua comparsa.

«Non preoccuparti, lo prenderemo presto!» gli disse Virgil, mettendogli una mano sulla spalla.

L’uomo si voltò per guardarlo dritto negli occhi, gli accennò un piccolo sorriso e gli rispose: «Dobbiamo!» poi tornò a fissare il fiume ancora un istante, infine si mosse in direzione dell’auto e, nel frattempo, continuava a parlargli.

«Assicurati che tutto sia tornato alla normalità e dì agli uomini che presto faremo un briefing sulla situazione. Tutti dovranno dare il massimo o rischiamo di ritrovarci contro l’intera città. Parla anche con l’agente Potts e fatti dire tutto quello che c’è da sapere, compresi i nomi dei testimoni. Io non ho avuto il tempo di farlo, né la voglia.»

Monroe annuì e lo accompagnò con lo sguardo fino a vederlo salire sull’auto di servizio. Poi si affrettò a raggiungere gli agenti ancora di guardia, per dare loro le direttive appena ricevute dal capitano, infine si fermò a parlare con Potts che lo ragguagliò sull’accaduto: ascoltò tutto quello che aveva da dirgli e poi lo invitò a tornare al dipartimento per presentare un regolare rapporto di servizio. Fatto tutto, anche lui tornò alla sua auto e si allontanò dalla scena, mentre la città cominciava rumorosamente a svegliarsi.

 

Clicca qui se vuoi leggere il capitolo 1

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8 pensieri su “Non puoi ucciderli tutti – Grazie a voi si comincia bene.

  1. Grazie dell’info è importante condividere queste cose…. personalmente lo vedo positivo x chi scrive e non spam continuo come fanno alcuni. Bravo Fabio. Tanto potresti metterlo a pie di pagina di ogni post… così che chi non lo vede qui lo vede in un’altro tuo post. Non credi?

    Liked by 1 persona

  2. L’ha ribloggato su Please Another Make up by lellaj1005e ha commentato:
    Gratis su Amazon fino al 28 gennaio!
    Perchè non approfittare di questa opportunità? Qui condividiamo passioni e piaceri… e qual’è il piacere più grande, dopo il cibo per me e i trucchi, se non la lettura? girovagando su la nostra piattaforma ho conosciuto Filippo Fabio Autore di “Non puoi ucciderli tutti” e voi… proprio voi… lettori e autori che vi seguo e mi seguite… non siete curiosi di sapere cosa si cela dietro questo si forte titolo? io si!
    Allora corriamo a scaricare subito il testo… e seguite il reblog per andare direttamente al link interessato.
    Buona lettura

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