Importatori di miseria

Non c’è alcun dubbio! Abbiamo fatto il patto col diavolo!
L’unica e sottile perplessità, riguarda il premio che ci toccherà per cotanto malaffare. Abbiamo davvero barattato il nostro, fatemi battezzare il termine, PLG (Potenziale Lavorativo Giovanile) con l’assurda importazione di miseria e ignoranza? Giovani e meno giovani che si son fatti il mazzo, studiando e sfondandosi le balle secondo le regole della civiltà europea, costretti a emigrare per trovare un misero posto di commesso di fast food (quando gli va bene), in cambio di gente che di cultura non ha nemmeno le basi per poter abbinare camicia e pantalone, anche perché glieli diamo noi stessi già alla moda, e che non gradisce l’opera misericordiosa dell’accoglienza di cui stanno usufruendo, ma s’incazza pure, e solo perché qualcuno gli ha montato la testa con la falsa idea del tutto ti è dovuto. Li vedi spesso passeggiare senza fare un cazzo, usufruendo di ogni servizio pagato coi sacrifici degli idioti ospitanti, altre volte li trovi in posti di tutto rispetto, quelli che sarebbero toccati per diritto di nascita e per meritocrazia a quei coglioni che hanno dissipato i propri anni dietro i libri scolastici. Anziché essere confinati all’interno dei centri d’accoglienza, nell’attesa di essere registrati e preparati al passo successivo, li trovi presenti in ogni via cittadina in veste di parcheggiatori abusivi (col benestare della mala locale) o all’interno di ogni singolo supermercato in veste di aiutante quasi obbligatorio, alcuni, per altro, ci vivono proprio, e lo scrivo con la certezza delle prove! Peccato che la stessa accoglienza buonista non si manifesti per quei cittadini caduti in disgrazia, per quei miserabili sono riservati solo calci in culo e parole poco confortanti. Brucia, vedere una vecchietta del luogo chiedere l’elemosina a mano tesa e vederla snobbata o cacciata in malo modo, mentre, un po’ più in là, l’invasore si riempie le tasche facendo la faccia della pietà, anche se la giovane età gli consente le forze di spaccarsi la schiena come ogni povero Cristo che cerca di mandare avanti la propria famiglia. Cosa stiamo facendo? È davvero questa la ventata di progresso a cui ci hanno predestinato? Dobbiamo realmente lasciare il passo all’invasore? Quando ci dissero: “Ci sarà molta gente che fuggirà dalla guerra”, hanno dimenticato di dirci, che quelli in fuga saremmo stati noi!

emigrazione

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20 pensieri su “Importatori di miseria

  1. Concordo in tutto! Sapessi quanti miei studenti vedo, diplomati e laureati, fare dei lavori di merda sottopagati oppure costretti ad emigrare all’estero per non morire di fame! Esportiamo cervelli e cultura per importare degrado e delinquenza! Questo è un suicidio etnico e culturale!

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  2. A chi lo dici Fabio….anch’io me ne andrei via….ma prima spero lo faccia mio figlio che è laureato ma fa un lavoro stressante con una paga bassa e turni allucinanti e un riposo solo…lavora a Linate ai gates! Vado a nanna….stanchissima e anche stressata stasera…ho scritto un post! 😉 Ciaooo dolce notte 🙂

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  3. Io ho studiato tanto (studio ancora anche se sotto altri criteri e non solo nel mio settore, la Ristorazione) e ho sempre lavorato con ottimi risultati e ottime paghe (nessuno mi regala nulla eh). All’estero è anche peggio che da noi…sfruttamento peggiore e stesso identico sistema. Ho viaggiato tanto, dunque conosco 😀

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  4. Pingback: l’evaporazione del senso e gli importatori di miseria | l'eta' della innocenza

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