Siamo figli della Carrà!

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Diciamocela tutta! Il Natale è quella ricorrenza che ci rende tutti un po’ più ipocriti del solito. Molti vivono per 350 giorni nel pieno spirito dell’individualità, ma poi, in quei brevissimi 15 giorni l’anno, si ricordano che esistono anche gli altri e mettono in scena la loro parte più nascosta, sbandierando la sola verità indiscutibile che ci accomuna un po’ tutti: siamo figli della Carrà! Improvvisamente, siamo colti dallo spirito della fratellanza, dal desiderio di stringerci in un caloroso abbraccio cancella ricordi, e chi se ne frega se nei precedenti 300 giorni ci siamo mandati ripetutamente a quel paese, senza nemmeno degnarci di sprecare una sola telefonata per informarci se siamo ancora in vita. I parenti-serpenti si ricordano del proprio albero genealogico, spesso dimenticato, e si dilungano in falsi abbracci virtuali e parole del tipo “dobbiamo vederci”, ma poi si riuniscono tra loro tenendoti lontano, mentre gli pseudo-amici sbucano dalle loro tane cercando di cancellare tutta la merda regalataci nel corso dell’anno, grazie alle loro bocche colme di invidia e cattiveria, ma che in quei momenti distribuiscono finti auguri e false promesse di redenzione. Perché continuare a prenderci per il culo? Perché, in quei cazzo di 15 giorni, dobbiamo fingerci tante Carrà e cominciare a distribuire “Auguri!” come se proclamassimo con risibile entusiasmo: “il parente/amico che non caghi da anni, è quì!”, per poi tornare a dimenticarci della loro esistenza? Credo che la cosa faccia sorgere il sorriso anche in te che stai leggendo queste parole, perché in fondo non raccontano altro che la verità! Ma noi siamo esseri umani, siamo piccole entità che credono nelle illusioni, nella magia, nell’idea di un futuro di fratellanza. È in questi momenti che diamo il meglio della nostra vera essenza, e tanto ci basta per andare avanti. Siamo disposti a mentire spudoratamente per sentirci parte della comunità, siamo anche disposti ad abbracciare il rivale e mostrare il nostro sorriso più riuscito, purché possiamo mostrarci natalizi agli occhi degli altri e non si possa parlare male di noi, ma poi, una volta svoltato l’angolo, possiamo sfogarci con un bel “vaffanculo, chi cazzo ti conosce”! Buona giornata anche a voi 😛

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5 pensieri su “Siamo figli della Carrà!

    • Ma certo, siamo il frutto di un seme ben radicato. Però, si potrebbe sempre scegliere di essere onesti quantomeno con se stessi, ma sappimo che l’apparire è più importante. Sia mai che gli altri ci tolgano l’amicizia o, peggio ancora, i like nelle pagine facebook 😉 Ciao Lella.

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  1. L’ipocrisia non finirà mai di esistere caro Fabio e tu in questo post dici il vero. Ma se mi permetti anch’io vorrei rispondere a Marzia. Il Natale, perché abolirlo? Mai fare di tutta l’erba un fascio. E’ la festa più bella che abbiamo e se ci sono tanti ipocriti che si riempiono la bocca di belle false parole, ce ne sono altrettanti che profondamente credono in buone parole da offrire agli altri. Io mi sento di appartenere alla seconda categoria. Quindi abbracciandovi entrambi vi auguro ancora col cuore : buone feste. Isabella

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