Ci si può innamorare di una storia e del personaggio in essa narrato? Certo che sì!

Posso dire che, nel corso dei miei modesti quarantatre anni, ho avuto il piacere di appassionarmi a molte storie lette, ai molti personaggi incontrati tra le pagine e, a volte, mi sono spinto anche oltre il manoscritto per godere delle relative versioni videoludiche, fino ad arrivare a scrivere storie tutte mie. Tra le tante storie, due mi stanno particolarmente a cuore: Assassin’s Creed, indimenticabile la storia di Ezio Auditore da Firenze, e The Witcher con la storia del personaggio Geralt di Rivia. In questo post parlerò proprio di quest’ultimo, le cui avventure mi hanno appassionato… e non poco.

geralt

Geralt di Rivia (in polacco Geralt z Rivii), chiamato anche Gwynbleidd (Lupo Bianco) nella lingua antica delle Driadi e soprannominato “Il Carnefice di Blaviken”, è lo strigo (“wiedźmin” in polacco, “witcher” in inglese e nei videogiochi in italiano) protagonista dell’omonima saga ambientata nell’universo immaginario fantasy creato dallo scrittore polacco Andrzej Sapkowski.

Piccola nota sull’autore.
Prima di diventare scrittore, Andrzej Sapkowski ha studiato economia e ha lavorato come rappresentante alla vendita per una società straniera. Sin da giovane si appassiona alla letteratura fantasy, specie ad autori quali J. R. R. Tolkien, Ursula Le Guin, Roger Zelazny, Michael Moorcock, Jack Vance, Stephen R. Donaldson e Marion Zimmer Bradley. Quando la celebre rivista fantascientifica polacca Fantastyka organizza un concorso letterario, decide di partecipare scrivendo nell’inverno 1985 il racconto Wiedźmin (Lo strigo). Il racconto ottiene l’attenzione inaspettata dei lettori polacchi, e spinto dalle loro richieste Sapkowski decide di continuare a scrivere sullo strigo Geralt e di imbracciare la carriera di scrittore.

libri

The Witcher – Biografia di Geralt.

Geralt è figlio della maga Visenna e del guerriero Korin. Poco dopo la sua nascita fu portato dalla madre a Kaer Morhen (in Lingua Antica Caer a’Muirehen, significante “Antica Fortezza Marina”), l’antica fortezza in cui i giovani strighi subivano le trasformazioni e gli allenamenti del maestro Vesemir sotto la Scuola del Lupo. Il nome “di Rivia” è stato scelto da Geralt stesso, nonostante egli non provenisse da questa terra. Il mastro strigo Vesemir faceva scegliere a tutti i giovani allievi un soprannome al fine di essere ricordati, e agli inizi Geralt scelse “Geralt Roger Eric du Haute-Bellegarde”; tale nome fu però disapprovato da Vesemir, poiché ridicolo e presuntuoso. Il nome gli viene riconosciuto ufficialmente, insieme al titolo di cavaliere, dalla regina di Lyria e Rivia Meve quando salva lei e le sue truppe durante una battaglia contro dei soldati di Nilfgaard, nominandolo “Geralt di Rivia” ignorando il fatto che lo strigo aveva già scelto, casualmente, quel nome per conto suo molti anni prima. Dopo aver completato la sua formazione da strigo, a Geralt viene consegnato uno speciale medaglione magico d’argento raffigurante il simbolo della scuola che l’ha addestrato (in questo caso un lupo), con la particolare capacità di vibrare in presenza di mostri o di magia. Egli inizia quindi a viaggiare per il mondo in sella al suo cavallo Rutilia (non uno in particolare, poiché Geralt chiama così ogni suo cavallo) come cacciatore di mostri. Nei suoi viaggi stringerà numerose amicizie e rapporti, tra i quali quello con la maga Yennefer, a cui si legherà sentimentalmente per tutta la durata dei romanzi, e con Ciri, ragazza dai poteri soprannaturali donatigli dal Sangue Antico che scorre in lei. Proprio tutta la storia della saga letteraria, a partire da Il sangue degli elfi, si baserà sulla ricerca e la protezione di Ciri dalla caccia spietata attuata ai suoi danni da varie parti.

Caratteristiche del personaggio.

Geralt di Rivia è uno strigo, cioè un individuo dotato di poteri magici, che vaga per il mondo lavorando come mercenario. Nella sua professione si avvale spesso delle sue abilità magiche; Geralt è inoltre un probo spadaccino.

Un uomo dalla personalità complessa: gli anni passati nell’addestramento da strigo, lo hanno reso molto stoico: molto raramente da egli trapela un’emozione ed è spesso restio ad integrarsi in una società. Ciononostante, Geralt riesce a stringere poche ma solide amicizie e talvolta persino, seppur travagliate, relazioni amorose.

Appare come un uomo alto e snello, di età indecifrabile. Essendo uno strigo, il suo aspetto ha subito delle mutazioni molto radicali e inumane: la sua pelle è biancastra, i suoi occhi sono gialli, molto simili a quelli di un felino, e i suoi lunghi, lisci capelli sono bianchi, così come la sua barba, fattore che conferisce a Geralt l’epiteto di “Lupo Bianco”.

Caratteristica interessante di Geralt, e degli strighi in generale, è la posizione di neutralità. Il mondo in cui vivono è soggetto a continui conflitti: guerre, miseria e ingiustizia imperversano e perdurano, ma nonostante tutto, uno strigo cerca sempre di non prendere posizioni politiche.

The Witcher – La vita da strigo.
Nell’universo fantastico di Geralt di Rivia, la figura di strigo è molto controversa: da un lato, il suo mestiere di cacciatore di mostri ha come fine il rompere maledizioni e il difendere gli uomini dalle creature pericolose; dall’altro, essendo lui un mutante, si ritrova ad essere temuto e disprezzato dalle stesse persone che deve proteggere. Egli viene quindi considerato un “non umano” alla stregua di elfi, nani, driadi, gnomi e mezzuomini, anch’essi vittime di discriminazioni e persecuzioni, costretti a vivere in ghetti o confinati sulle montagne. Non è raro che Geralt debba rifiutare lavori contrari al suo personalissimo codice di strigo, come ad esempio assassinare uomini o uccidere creature intelligenti e innocue o in via di estinzione come i draghi, mentre altre volte sono gli stessi uomini a declinare il suo intervento. Dopo aver subito numerose mutazioni durante la Prova delle Erbe e aver affrontato i cosiddetti Cambiamenti, gli strighi ottengono capacità fisiche e mentali sovrumane quali riflessi migliorati, rapidità e velocità superiori alla norma, metabolismo accelerato per guarire dalle ferite, invecchiamento rallentato (tanto da poter vivere per secoli interi); subiscono inoltre alterazioni fisionomiche, come il colore degli occhi, della pelle o dei capelli (nel caso di Geralt, occhi gialli, capelli e barba bianchi). Un effetto collaterale dovuto alla mutazione in strigo è la sterilità. Acquisiscono, anche tramite il duro addestramento, l’incapacità di mostrare emozioni (possono sentire: rabbia, tristezza, gioia, ma non potranno mai esprimerle con le espressioni, inclusa la capacità di piangere). Solo pochi giovani riescono a sopravvivere a queste prove, poiché prevedono una completa mutazione genetica difficile da controllare. Vengono duramente addestrati al combattimento ad armi bianche e gli viene insegnato l’utilizzo dei “segni”, semplici magie di base come “igni” (evocazione di fiamme dalle mani), “aard” (debole raffica telecinetica), “axii” (capace di influenzare per breve tempo la mente della persona o dell’animale a cui viene lanciato), “quen” e il segno dell’eliotropo (entrambi scudi magici di media resistenza dall’effetto immediato).

La saga
La serie è composta da due raccolte di racconti (tre, se si considera la raccolta fuori stampa omonima della saga) e sei romanzi, e narra le avventure di Geralt di Rivia, uno degli ultimi strighi (umani modificati geneticamente per cacciare mostri) della sua epoca. Le vicende della saga sono ambientate lungo la costa occidentale di un continente immaginario del quale non viene mai esplicitato il nome. Mentre i territori meridionali sono dominati dall’Impero di Nilfgaard, i territori settentrionali sono suddivisi in una moltitudine di regni e principati spesso in lotta tra di loro. La popolazione dei regni è eterogenea in quanto agli umani si affiancano le cosiddette Razze Antiche, costituite da elfi, nani e gnomi. Un tempo essi erano le popolazioni autoctone del continente, ma quando gli umani sbarcarono lungo le coste furono via via cacciati dalle loro terre e costretti a decidere se vivere come cittadini di seconda classe tra gli umani o vivere di stenti nelle zone selvagge e nelle riserve. Oltre agli umani e alla razze antiche, nel Continente albergano una grande varietà di creature e mostri più o meno aggressivi che, specie nella fase iniziale della colonizzazione, minacciavano le esistenze degli uomini. Al fine di proteggere i coloni, nacque un’organizzazione di guerrieri conosciuti in seguito come strighi; essi, grazie a particolari pratiche segrete che includevano l’utilizzo di speciali funghi, erbe mutagene e pozioni, divennero capaci di affrontare alla pari i mostri che infestavano il mondo. Secoli dopo, i mostri divennero rari e più schivi e il lavoro per gli strighi cominciò a scarseggiare, segnando il tramonto dell’ordine. Fonte wikipedia

Lasciatemi porgere il mio personale omaggio al personaggio e al suo creatore, attraverso immagini e filmati (presi dal web) che testimoniano il lavoro grafico degli autori e degli appassionati della saga. Agli amanti del genere consiglio vivamente la lettura ed anche l’avventura videoludica. Alla prossima, e non dimenticatevi del mio The Arthur Chronicles.

Le immagini appartengono ai rispettivi proprietari.

Tutti i trailer

Il dietro le quinte – creazione delle musiche in game

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