Se lo sono chiesto in tanti: è stata davvero una corsa alla solidarietà, o un miserabile inganno pro Pil?

Nella corsa agli aiuti solidali, gli italiani riescono sempre a stupire il mondo. Tutte le volte che se ne presenta la necessità, l’invio di cibo, di abiti, di accessori e di prodotti di vario genere è incessante, tanto da spingere alcuni loschi figuri (autonomamente nominatosi controllori e gestori) a diramare l’invito di non spedire più nulla… a parte il denaro. Già, quello non si rifiuta mai, anzi, se ne chiede sempre in notevole quantità e senza alcuna vera ragione. Ed è proprio il denaro a diventare oggetto di ogni sorta di raccolta, facendo finire in ultimo posto ciò che è davvero importante per chi ha perso tutto, poiché un tozzo di pane e una coperta possono dare conforto alle vittime di un evento catastrofico, il denaro, invece, porta conforto a chi ha ideato le varie truffette a sfondo umanitario. Non tutti sanno che organizzare un evento ha il suo costo, e meno ancora che questo viene dedotto dalla raccolta di fondi destinati alla solidarietà, compreso il compenso per le performance di chi sale sul palcoscenico a stuzzicare l’anima (e il portafoglio) dello spettatore. Per non parlare dell’invito a servirsi di sms e numeri Iban collegati a servizi bancari (con tanto di commissione… già, non se la sono azzerata), che si traducono in un dimezzamento (e anche oltre) della quantità di denaro spettante alle vittime. Stendiamo un velo pietoso sulla promozione AMATRICIANA, messa in piedi dai furbetti per fare cassa e approfittare della gente per riempire i propri locali e le proprie tasche. Volevi fare davvero un gesto di solidarietà? Andavi sul posto a tue spese e cucinavi per quei disgraziati “a gratis” tutta l’amatriciana che te pareva.

A che servono, e a chi vanno davvero questi soldi raccolti?
Non credo che servano per i mezzi e il personale impiegato in campo, poiché il personale “Specializzato” è già stipendiato dallo Stato, e i mezzi necessari ad eventuali scavi e trasporto sono già a disposizione delle forze armate. Per non parlare delle varie associazioni fintamente onlus che nascono come i funghi ad ogni occasione del genere, e alle quali si accede solo per raccomandazione dell’altissimo creatore, ma fa anche punteggio essere di famiglia. Non credo nemmeno che servano per il cibo, poiché hanno chiesto alla gente di non inviare più nulla, adducendo la scusa d’essere oberati dall’italica generosità. Sarete d’accordo con lo scrivente, che ci siano un paio di cosette che lasciano perplessità mica da ridere.

1) Perché vietare ai volontari di unirsi ai soccorsi, e così precludersi la possibilità di salvare più vite nella metà del tempo necessario?
2) Perché molte scatole contenenti abiti, coperte, e parte del cibo raccolto, sono state trovate disseminate sulle strade che portano sui luoghi colpiti dal sisma? Chi ne è stato l’artefice?
3) Perché non posso consegnare personalmente ciò che ho raccolto, eliminando l’intermediario furbacchione?
4) Perché, nonostante l’ingente somma raccolta, le persone vivono ancora nelle tendopoli a crepare di freddo?
5) Perché non ci fate vedere l’avvenuta consegna del denaro raccolto, mentre questo finisce tra le mani di quelle persone a cui era destinato?
6) Come mai, subito dopo la raccolta di fondi monetari pro solidarietà, il Pil è stato dichiarato in crescita? Dove sono finiti i soldi raccolti? Forse nelle casse dello Stato?

Queste stesse perplessità, dovremmo maturarle anche durante le ormai classiche raccolte solidali che ci attendono al varco ogni santo weekend nei vari supermercati, e chiederci se finisca tra le mani di chi ne ha davvero bisogno, oppure in vendita tra i banchi di altri negozi di alimentari. Dubitare è ormai dovuto, oltre che necessario, motivo per il quale alla massiccia raccolta tramite associazione fantoccio, preferisco la raccolta spicciola tra amici e la consegna a brevi mani, e spero che anche altri la pensino così e facciano in questo modo. Attenzione, di persone serie, oneste e volenterose, ce ne sono a migliaia e si fanno in quattro per vero spirito di solidarietà, ma l’Italia non si smentisce nemmeno davanti alle tragedie, poiché una tragedia porta tanti soldini, mentre un paio di funerali costano poco.

Un pensiero va agli amici dimenticati di Arquata del Tronto, Accumoli, Amatrice, e le restanti zone colpite dal terremoto. Non mollate! La parte sana di questa Italia è con voi.

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