Agricoltura biologica: ma finora cosa abbiamo mangiato?

Se oggi parlano di agricoltura biologica come se fosse qualcosa di innovativo, allora significa che finora abbiamo mangiato merda? Sembra proprio di si!

ogm

In realtà, il termine biologico è alquanto errato, poiché la natura non ha mai cambiato il suo processo produttivo, fornendo al seme tutto ciò che gli serve per trasformarsi in pianta. Tuttavia, è vero che l’uomo ha implementato tale processo con mezzi innaturali, facendo uso di prodotti chimici e meccanici che ne hanno alterato le caratteristiche biologiche. Ecco, dunque, che il termine biologico prende un senso, ma un tempo “il biologico” era la normalità e non un’eccezione, quindi significa che finora abbiamo mangiato di tutto, fuorché roba genuina.

biologico_report

Nel mese di ottobre c.a., la trasmissione Report, condotta da Milena Gabanelli, ha puntato il dito proprio sul tema “Bio-illogico”, durante una puntata che ha fatto scalpore… ma non troppo! Seppure ci veniva svelata la truffa del falso grano bio, consentendoci di avere un chiaro quadro della situazione nazionale ed europea, quella partita di cereali (circa 11 tonnellate) è stata comunque trasformata in ingredienti, commerciata allegramente, cucinata e consumata dagli ignari acquirenti. Bisogna dire che la nostra cara Europa non è nuova a queste adulterazioni, e non posso non nominare la stessa Italia, visto che ha già ospitato (a sua insaputa) coltivazioni di mais Mon810 (OGM) in Friuli Venezia Giulia, poi vietate per ben 12 mesi (vedi articolo di riferimento), ma il danno era ormai fatto, poiché il Glifosato non viene digerito facilmente dal terreno. Ad ogni modo, in Europa è possibile consumare e produrre 19 prodotti geneticamente modificati, tra i quali: mais, soia, cotone, barbabietola da zucchero, papaya, zucchine e pomodori, ma anche molti mangimi di destinazione animale che, ovviamente, si trasformano in cibo OGM che noi consumiamo con disinvoltura. L’associazione Assalzoo, nel 2014 riferì che in Italia venivano già prodotti 14 milioni di tonnellate di mangimi all’anno, e che questi erano composti da diversi cereali che per l’87% erano rappresentati da miscele ottenute con materia prima ogm importata dall’estero (vedi articolo di riferimento).

Italy Rice GMO freea2_ogm

Al tempo dello scandalo del Friuli, l’Italia si era dichiarata estranea all’uso di prodotti modificati, ma io vorrei poter capire come posso riconoscere un chicco di mais OGM rispetto ad uno genuino, dato che non nasce con il marchio di fabbrica impresso sul pericarpo, e quindi mi sovviene la certezza di non poter fare nient’altro che fidarmi delle ciance che ci propinano e sperare per il meglio. Certo, come viene spiegato in molti articoli che intasano il web, di fattori e coltivatori onesti ce ne sono tanti, ma la rabbia rimane ugualmente ed è giustificata dalla certezza che di tutta questa innovazione non ne avevamo davvero bisogno, visto che una gran parte del coltivato non si ferma in Italia per riempire le nostre case di genuino benessere, ma prende le strade europee che portano più denaro, in cambio del sudiciume che ci ritroviamo sulle tavole.

ogm-suzuky

Molti asseriscono che tanta gente si sia ormai stufata di tutta questa follia, e che oggi ha cominciato a prestare attenzione a ciò che acquista, ma io rispondo con un secco “No! Non è vero!”. La gente continua ad acquistare con tranquillità e senza mai guardare la provenienza del prodotto, ma prestando attenzione solo alla parola “Offerta” che si erge in bella vista tra gli scaffali, e chissenè se quel pacco di pasta è fatto con del grano prodotto tra le dune del Sahara grazie al piscio di cammello, l’importante è risparmiare denaro per sopravvivere o per poi comprare l’Iphone, ma se non mi credete fatevi un giro per i supermercati e vedrete con i vostri occhi. La sensazione che certe lotte siano inutili è molto forte, ma ciò non vuol dire che ci sia la propensione all’arresa, anzi, ma resta l’amaro in bocca al pensiero che potremmo cambiare le cose e tornare indietro con uno schiocco delle dita, ma l’indifferenza continua a fare da padrona, così come la furbizia di certi produttori e commercianti.

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7 pensieri su “Agricoltura biologica: ma finora cosa abbiamo mangiato?

  1. Hai già risposto tu in 2^ riga alla domanda del titolo. E’ un discorso molto interessante, il tuo, che io condivido in gran parte. Ma è ben vero che spesso quando si fa la spesa si guarda l’offerta perché ormai si fatica a tirare a fine mese. I prodotti cosiddetti “biologici” , ammesso che lo siano veramente, hanno un costo notevolmente superiore e non tutti se li possono permettere. Dovremmo coltivarci tutti il nostro “orticello” e mi sa tanto che, ancora, non avremmo certezze. Dalle mie parti c’è qualche coltivatore armato di buona volontà e coraggio che ci sta provando, ma è davvero molto dura quando c’è da scontrarsi, come dici giustamente tu, con la furbizia di certi produttori e commercianti … Buon pomeriggio, Filippo, e un buon week end. 🙂

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  2. Mi hai troppo letto nel pensiero! Ogni giorno vedo gente spendere soldi in frivolezze e comprare del cibo scadente. L’importante per loro è che costi il meno possibile. Ti guardano storto e ti giudicano snob quando compri prodotti che per loro sono solo prese in giro. Che tristezza! Laura

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    • Quelli ti guarderebbero male anche se acquistassi un pacco di zucchero che non sia il loro preferito 😛
      Bisogna comunque dire che molta gente è costretta a stringere la cinghia, motivo per cui, non potendo puntare sulla qualità (sempre che ci sia ancora questo parametro) si trova a dover abbassare le proprie pretese e acquistare in base al prezzo…. purtroppo!
      Una buona serata 🙂

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  3. Pingback: Allerta! Allerta! Continuiamo a mangiare merda! (ma lo sapevamo già) | Liberi di Essere

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