La verità sull’Olio di Palma: affamano interi popoli per produrre biocarburanti.

Quando ti imbatti in articoli come quello del Fatto quotidiano, del quale riporto alcuni stralci, non puoi fare a meno di chiederti quale sia la verità dietro certi proclami. Ci hanno fatto intendere che l’olio di palma fosse un prodotto nocivo per la salute dell’uomo, cosa che potrebbe anche essere vera, ma quando ti rendi conto che quello stesso prodotto è ambito dalle lobby per scopi ben diversi dalla produzione alimentare, in quel preciso momento la pulce comincia a fare il suo bel lavoretto nella cavità uditiva e ti rendi conto che affamano interi popoli per produrre biocarburanti. Hai capito bene, ci stanno affamando per riempirsi le tasche! E sì, amici, poiché una gran parte dei prodotti della natura, quegli stessi prodotti che un tempo i contadini coltivavano per sostenere la vita umana, oggi devono muovere le macchine e le industrie, e chissenè se qualcuno ci lascerà le penne. Intere foreste rase al suolo, popolazioni ridotte alla fame, false guerre idealiste per indurre i popoli all’abbandono del territorio… questo è quello che si cela dietro certi proclami, ma a parte alcune perle rare dell’editoria moderna, la maggior parte dei comunicatori radiotelevisivi tiene la bocca cucita, appecorandosi alla lobby padrona di un futuro sempre più incerto, sempre più tossico, sempre più sfollato.

Per conoscere la mano che sta decimando il genere umano, non è necessario guardare troppo lontano, perché anche la nostra bella Europa dalle due facce, ne è sia artefice che indignata. Non possiamo continuare a far finta che tutto ciò non stia accadendo, e non possiamo nasconderci dietro l’idea che certe notizie siano tutto frutto di complottisti. Le lobby stanno cambiando l’intero ecosistema, sostituendo le abitudini alimentari naturali di uomini e animali, modificando il clima per favorire i loro scopi, e tanto altro che è sotto i vostri stessi occhi, ma anche se continuate a far finta di non vedere, tutto questo sta accadendo ciononostante, e ben presto dovrete rinunciare al vostro alimento preferito, per poter fare il pieno alla vostra auto. Spero almeno che quel giorno potremo ritenerci soddisfatti… morti di stenti, ma con i serbatoi colmi.

Dal Fatto quotidiano:
Il “costo” della domanda mondiale crescente di olio di palma – Si tratta di una delle principali materie prime utilizzate nella produzione di biocarburanti. Un settore in cui l’Unione europea è tra i tre primi importatori a livello internazionale. Poiché la terra disponibile nel sud-est asiatico diminuisce, l’industria dei biocarburanti sta cercando aggressivamente di espandersi dall’Indonesia e dalla Malesia in nuove aree come la regione amazzonica, diventata la nuova frontiera per la produzione di olio di palma. “Se l’Ue non si doterà di criteri minimi per la sostenibilità sociale dei biocarburanti, impedendo ai produttori europei di approvvigionarsi di olio di palma dalle terre dove i diritti umani e il diritto alla terra delle comunità locali sono stati violati, sarà di fatto complice di un sistema profondamente ingiusto”, conclude Bacciotti.

La produzione di biocarburanti da coltivazioni ad uso alimentare inquina il 50% in più dell’energia prodotta da combustibili fossili – Così facendo, avverte Oxfam, l’Unione europea sta rischiando di venire meno ai propri impegni internazionali per lo sviluppo sostenibile e di mettere a repentaglio gli impegni assunti per contrastare il cambiamento climatico. In media, la produzione di biocarburanti da coltivazioni ad uso alimentare porta al 50% in più di emissioni di gas serra rispetto alla produzione energetica da combustibili fossili. Una politica che ha un impatto ben oltre i confini europei soprattutto per il consumo di terra. Solo nel 2012, oltre il 40% della terra necessaria per la produzione europea di biocarburanti era infatti situata in paesi extraeuropei. Un fattore che non ha fatto che accrescere la dipendenza dell’Unione europea dalle importazioni di biocarburanti.

La crescente richiesta di biocarburanti in Europa priva intere comunità del diritto alla terra – Lo studio di Oxfam riporta casi emblematici di intere comunità private dei propri diritti e rimaste vittime dell’esproprio di terre abitate per generazioni in Tanzania, Perù e Indonesia. Una conseguenza della crescente domanda di materie prime agricole per produrre bioenergia in Europa. Per questo motivo, Oxfam lancia un appello urgente affinché l’Unione europea presenti entro un mese un piano di riforma della legislazione che consente l’utilizzo di biocarburanti ottenuti da colture alimentari e energetiche, sottratte alla produzione di cibo nei paesi poveri. “Le decisioni volte a diversificare le fonti energetiche e a tagliare i combustibili fossili, sono spesso prese dai paesi dell’Unione europea senza attente valutazioni sulla sostenibilità sociale e ambientale delle fonti alternative utilizzate. In tal modo l’Ue si fa responsabile – direttamente o indirettamente – di espropri di terre determinando povertà e fame nei paesi più vulnerabili; oltre che di un aumento delle emissioni di CO2 in atmosfera“, dichiara Elisa Bacciotti, direttrice delle campagne di Oxfam Italia. “Così facendo l’Unione europea lascia campo libero a forze di mercato che ignorano totalmente la sostenibilità dell’intero pianeta”.

“Ci sono prove evidenti dei danni che l’attuale politica europea ha arrecato alle persone nei Paesi in via di sviluppo e al clima, in pieno contrasto con l’Accordo di Parigi sul clima”. Con il report “Terra che brucia, clima che cambia” l’organizzazione rivela come la potente lobby dei grandi produttori stia fortemente influenzando la riforma della legislazione europea.

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2 pensieri su “La verità sull’Olio di Palma: affamano interi popoli per produrre biocarburanti.

  1. L’uomo ha la mente inquinata da soldi e potere e se ne frega se uccide e distrugge. É l’unico animale che distrugge il suo habitat ed è autolesionista con la propria specie. Direi che è l’unico animale sbagliato che esista,un errore genetico nei primati

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