Mary Quant – “The High Priestess of Sixties fashion”.

Scapestrata, squattrinata, stravagante e amante dei Beatles, ma la sua intraprendenza l’ha trasformata nell’inventrice della minigonna, e ad essere insignita dell’onorificenza di “Cavaliere della Corona Britannica”.

La moda è da sempre la figlia dell’intuito di creatori dalla mente bizarra e fantasiosa, a volte anche fin troppo fantasiosa, ma è proprio grazie a questi estremisti dello stile, se ogni periodo temporale può essere ricordato anche attraverso gli abiti che indossiamo, e di rimando, attraverso essi ci ricordiamo dei loro creatori.

Mary Quant, è una donna che ha sempre cercato di evadere dalla noiosa ripetitività della Londra anni 50, per perseguire la personale ricerca della libertà. Figlia di due professori gallesi della London University, Mary, appena sedicenne, decide che è giunto il momento di affrontare il mondo e seguire i propri istinti. Ben presto fa la conoscenza di Alexander Plunket Greene, un figlio della nobiltà inglese e nipote di Bertrnad Russell, e con lui comincia a viaggiare in lungo e in largo, mangiando solo quando le tasche glielo consentono e abbigliandosi prevalentemente con stivaletti e gonne corte. Nel 1955 arriva la svolta. Grazie alla conoscenza fatta con l’avvocato e fotografo Archie McNair, e ad una ingente somma di denaro ereditata da Alexander, i due giovani comprano la loro prima casa sulla Kings Road di Londra, dal cui scantinato ricavano un piccolo ristorante, mentre, al primo superiore nasce la prima boutique “Bazaar”, un negozio che riesce a calamitare l’attenzione dei giovani del paese più conformista d’Europa. L’aria di cambiamento è forte! La rivoluzione dello stile si muove sulle note della musica dei Beatles, sulle gonne corte delle ragazze ed anche sui capelli lunghi dei ragazzi, e mentre la grigia Londra se la ride di gusto, per Mary arrivano la fama e il denaro. Cinema, teatro, personalità celebri e cultori dell’arte fanno la fila nella boutique dell’icona dello Swinging London, la quale prende la palla al balzo e lancia l’apertura del secondo atelier nell’aristocratica Brompton Road a Knightbridge. Ma la Quant non si ferma, e nel 1963, approfittando del vento favorevole, nonché della sua mente vulcanica, fonda il Ginger Group, con il quale lancia negli USA la sua linea di cosmetici nel 1966, e poi una collezione di calzature nel 1967. Ma è proprio nel 1966 che la regina Elisabetta la onora con il Cavalierato della Corona Britannica, onore dato in precedenza proprio ai suoi idoli sacri, i Beatles. Tanta strada per una ragazza che stringeva al cuore la voglia di libertà, la voglia di essere se stessa in un contesto fin troppo conformista, e che oggi è ricordata come l’alta sacerdotessa della moda anni sessanta, usando le parole dello scrittore Bernard Levin.

Le vere creatrici della mini sono le ragazze, le stesse che si vedono per la strada

Fonte
Wikipedia

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