Essere frigide, non significa essere incapaci d’innamorarsi…

Oggetto di studio fin dai tempi remoti, il calo della libido è una realtà contro cui tante donne fanno i conti ancora oggi. Nel 1904, si parlava già ufficialmente del problema “frigidità femminile”, attirando l’attenzione sul fatto che ben 8 donne su 10 ne fossero affette, ma anche se per molte culture rappresentasse un disturbo comprensibile e accettabile, oggi, in un tempo dove il senso del pudore si è andato a nascondere nell’angolo più recondito della mente umana, risulta essere un problema che può minare la tranquillità della vita di coppia, oltre che rappresentare un serio ostacolo per l’autostima, con pesanti ripercussioni su ogni tipo di rapporto quotidiano, che sia lavorativo, sentimentale o sessuale.

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La nostra società ci impone lo stile di vita che dovremmo seguire per non essere declassificati, e non tiene conto delle problematiche che grazie proprio a questa sorta di imposizione mentale, ogni singola persona può maturare nel tempo, fino a trasformarle in incubi sociali. Questo è il tempo del godimento senza freni, della sessualità spiattellata in diretta web per un pugno di like, dell’ostentata e  pericolosa convinzione di dover essere desiderati ad ogni costo, dello spalancamento di cosce senza alcun ritegno, dimenticando, però, a tutte le conseguenze sociali e psicologiche a cui si andrà incontro. La ricerca del sesso facile ha surclassato il sentimento, la voglia di scoprire quelle piccole e piacevoli sensazioni scatenate anche da una semplice carezza, da un bacio sul collo, da uno scambio di sguardi, portando la sessualità a un rapido ed effimero scambio di fluidi corporei privi di valore, e ciò che un tempo era visto come il coronamento di lunghi corteggiamenti, oggi è soltanto una tacca da aggiungere sulle mutande, sempre che si indossino ancora. Ma tutto questo “vivre libre” ha anche un lato oscuro, e ha portato molte donne (e non solo loro) a sostenere lunghe sessioni focose sotto le lenzuola, ma senza la gioia di provare alcuna sensazione di piacere o, addirittura, indurle a rifiutare del tutto il rapporto completo, limitando la vita sessuale ai soli preliminari.

frigida

Imbarazzo, timidezza, paura di parlarne con il partner, difficoltà nel sostenere discussioni inerenti al disturbo, sono alcuni dei problemi che colpiscono le donne affette dalla frigidità, che può essere sì temporanea e naturale, ma che se non viene affrontata per tempo può anche trasformarsi in un problema serio e duraturo, sempre che “il piacere” non rappresenti una sensazione della quale fare tranquillamente a meno (risposta opzionale molto utilizzata da coloro che non vogliono ammettere d’avere questo problema). State tranquille, sono cose che succedono!  Ci sono donne che non hanno mai provato alcun piacere, che non hanno mai raggiunto l’orgasmo, ma ce ne sono tante che avevano una vita sessuale regolare, ed improvvisamente hanno perso quella capacità, magari per un problema psicologico, perché legato ad un periodo di tristezza, o per varie situazioni impreviste, ma si può sempre trovare un rimedio, l’importante è il saper riconoscere il problema per tempo e affrontarlo a viso aperto.

“Siete donne indaffarate e sempre in corsa, ma dovete solo riscoprire il vostro fascino, il piacere di sedurre, e ricordarvi che possedete una naturale propensione alla sensualità.”

red hot riding hood

Come vengono classificati i casi di frigidità?
Disturbo da desiderio sessuale ipoattivo: è un disturbo che può essere permanente o acquisito, generalizzato o causato dal tipo di partner, e si manifesta con l’assenza di fantasia sessuale (presente nel 20% delle donne e nel 10% degli uomini). L’infelicità nella relazione, la noia, la ripetitività, l’uso di farmaci antidepressivi o il consumo eccessivo di alcol, fanno parte della “forma acquisita”, e conducono ad una diminuzione dell’interesse verso il sesso, o alla mancata reazione allo stimolo sessuale. Eventi adolescenziali traumatici, famiglie severe che sopprimono le fantasie sessuali, abusi e atti di violenza, mancanza di testosterone, fanno parte della “forma generalizzata”. Fattori che portano ad una forma di frustrazione, insoddisfazione, e addirittura allo sdegno, bloccando lo stimolo sessuale;

Anedonia: incapacità di provare piacere, e/o interesse, in tutte le interazioni sociali (cibarsi, dormire, incontrarsi) e non solo sulle questioni sessuali;

Dispareunia: sensazione dolorosa nell’area della vagina, che si manifesta durante il rapporto sessuale. Il disturbo causa ripercussioni a volte anche gravi sulla qualità della vita, non solo della donna ma anche della coppia. Entrano in gioco fattori fisici e psicologici, ma a volte anche semplici problemi di coppia (conflitti, incompatibilità anatomica, preliminari frettolosi);

Anorgasmia: impossibilità di raggiungere l’orgasmo, durante il rapporto con il partner. Tuttavia non significa che chi ne è affetto non riesca a raggiungere il piacere, poiché spesso viene raggiunto in solitario.  Ci sono casi in cui l’individuo non riesce in nessun caso a raggiungere l’orgasmo, e spesso non lo ha mai raggiunto nella sua vita, ma quest’ultima condizione è più frequente nella donna.

Vaginismo: disturbo sessuale che si manifesta su due livelli; “fisico-psicosomatico” e “psicologico-emotivo”. Consiste in una contrazione involontaria dei muscoli del perineo, della vulva, dell’orifizio vaginale, tale da impedire la penetrazione, ma spesso si manifesta anche durante l’esame ginecologico.

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Bisogna dire, che non tutti i sessuologi sono d’accordo con l’ipotesi che ci possano anche essere problematiche di natura fisiologica, alcuni di questi rifiutano categoricamente il collegamento con l’inibizione sessuale, ma si è abbastanza concordi con la sua natura psicologica, e spesso anche indotta dall’utilizzo di farmaci per il controllo dell’umore, della depressione, dell’insonnia, ecc. Le donne sono sempre più competitive, lo sono sul lavoro, in famiglia, con gli amici, e tutto questo le porta alla stanchezza psicologica, a non riconoscere più la loro vera essenza, ad essere se stesse, nonché alla mancanza della libido. Molte non sanno cosa sia o hanno smesso di praticare la masturbazione, nel senso che la sconoscono del tutto, oppure la evitano come la peste, in quanto viene vista come una pratica sporca o che non porta ad alcun piacere, ma in realtà è solo perché non sanno far uso di immagini mentali positive o erotiche, oppure perché non conoscono il proprio corpo, o non si hanno delle motivazioni/stimoli sufficienti per raggiungere il piacere.

Lasciarsi andare“, è la parola d’ordine per ritrovare il piacere.
Mollare i freni, essere se stesse e smettere di ascoltare la gente, imparare a riconoscere le proprie sensazioni senza provare imbarazzo, smettere di pensare ai difetti del proprio corpo o di sentirsi in colpa per la convinzione di non riuscire a soddisfare il partner, sono i primi passi per tornare a una vita sessuale attiva e gratificante. Bisogna tenere a mente che “il piacere” è una sensazione personalizzata, e non deve essere sempre inteso come attività di gruppo, poiché il problema principale potrebbe anche essere proprio il partner, il suo modo d’agire, il suo modo di parlare, la sua mancanza di gentilezza, quindi un rapporto (purtroppo) può anche fallire per incompatibilità. È chiaro che anche la famiglia ha il suo peso, il modo in cui si è stati cresciuti, le storielle sull’impurità che si è state costrette ad ascoltare, il divieto di esplorare e  scoprire se stesse, curiosare su ciò che circonda il mondo sessuale, e parlo di quella curiosità anatomica-comportamentale di cui oggi non si può fare a meno, e non solo per evitare spiacevoli conseguenze, ma anche per dare modo di crescere nella consapevolezza di se, dei propri limiti, ed evitare sofferenze future.

“Essere frigide, non significa essere incapaci d’innamorarsi, di non desiderare il rapporto sessuale, di non desiderare d’avere figli. Molte donne sono disposte a rinunciare al piacere, ma non alla maternità.”

parlarne con il partner

Parlarne con il partner“, può sicuramente migliorare il rapporto.
Qualora si accusino problematiche relative all’assenza della libido, può certamente essere utile parlarne con il partner, in modo da cercare una soluzione non traumatica, condividere la sensazione di disagio, e riavvicinarsi alla sessualità di coppia per gradi. È chiaro che, qualora non ci siano stati risultati, il protendersi del disturbo vada visto come un peggioramento, e sarebbe opportuno rivolgersi al proprio ginecologo. Ma si può anche volgere lo sguardo verso altre alternative, cercare di ritrovare la serenità di cui si necessita, abbracciando i molti rimedi naturali, e magari ricordare l’importanza e l’utilità del sano petting.

Rilassamento fai da te: un bagno caldo a luce di candela, essenze profumate, musica sensuale, e perché no, la compagnia del partner;
Fitoterapia: ad esempio, l’infuso di Salvia è in grado di riattivare i centri del piacere femminile, mentre il Ginseng, nonché l’Erba di San Giovanni, sono degli ottimi stimolanti, ma potrete cogliere altri consigli dal precedente articolo “oli essenziali afrodisiaci”;
Massaggio olistico-ayurvedico: che sia per mano del partner, o per mano di un professionista dei trattamenti olistici ayurvedici, il massaggio è senza dubbio un buon rimedio per ritrovare la calma interiore, la fiducia in se stesse, e riscoprire la propria sessualità. Questo può essere rilassante, stimolante, energizzante, tantrico, sensuale e/o sessualmente rigenerante, ma tutto dipende dallo scopo del trattamento richiesto, nonché dalla fiducia riposta su chi dovrà praticarlo. È chiaro che il partner potrà, e dovrà, essere lasciato libero di interagire emotivamente e gradualmente, o ogni tentativo sarà stato vano;
Yoga: tecnica di rilassamento molto apprezzata, e non solo per le capacità di indurre alla meditazione, ma anche per la capacità di liberare il corpo dalla fatica accumulata.

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Questo mondo è diventato noioso e ripetitivo, e bisogna riportare un po’ di sano pepe nelle nostre vite, ma è necessario anche tornare a sorridere. In fondo c’è concessa una sola vita, e bisogna ricordarsi di godersela più che si può, vivendo per noi stessi e non per far piacere agli altri, specialmente se si tratta di persone che vivono di falsità, di invidia, di svilimento dell’altrui capacità, che ti osservano e giudicano avidamente, ma poi ti copiano in tutto. Ci sono persone che non sono capaci di comprendere l’amore, ma sono solo capaci di trascinarsi nella loro falsa vita, con il solo misero scopo di “fottere” il prossimo, e nascondere la loro incapacità.

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