LinkedIn: la rete professionale più grande al mondo… ma serve davvero?

In altri tempi, per trovare lavoro non dovevi far altro che portarti in un ufficio di collocamento, sorbirti molte ore di fila, richiedere il tesserino rosa con relativo libretto, e attendere paziente che qualcuno ti chiamasse perché era giunta la tua ora: il tuo nome era finalmente il primo della graduatoria. Una prassi spesso fastidiosa, eppure ha dato modo a tanta gente di trovare un lavoro che li ha accompagnati fino alla pensione.

Oggi le cose sono cambiate radicalmente! Gli uffici di collocamento sono stati rivoluzionati e hanno preso il generico nomignolo di Centro per l’impiego, rendendo il tutto più complicato e dispersivo. È vero che i tempi sono diventati difficili, e che sono aumentate anche le pretese sotto l’aspetto dell’istruzione, visto che qualunque lavoro, anche il più semplice, richiede una laurea ed un master solo per poter essere presi in considerazione, ma sono stati resi ancora più difficili dal fatto che non esiste più una graduatoria che ti dia quella speranza di essere selezionato.

Al comune candidato non rimane altro da fare che rivolgersi al porta a porta, a visionare decine di riviste dedicate agli annunci di lavoro (prevalentemente di rappresentanza), o rivolgersi al solito Zio Tanuzzo… quello che risolve tutto con una bella raccomandazione, quello che non tiene conto delle qualifiche, quello che per un tozzo di pane (si fa per dire) ti darà la possibilità di campare la famiglia per alcuni mesi… e poi provvederà Iddio, oppure potrà cimentarsi nello sconfinato spargimento di cv nell’immensità del web, affidando le proprie speranze a uno dei tanti social network pro-working, uno dei quali (e senza dubbio il più quotato) è LinkedIn: La rete professionale più grande al mondo.

Ma cos’è LinkedIn? E, soprattutto, serve davvero?

Inizialmente popolato solamente da professionisti e da responsabili delle risorse umane, oggi si dice che ospiti circa un terzo della popolazione attiva, anche se in tanti non hanno ancora ben capito il funzionamento di questo strumento sociale paragonabile a Facebook, Google+, e Twitter. Fondamentalmente si tratta del regno delle relazioni interpersonali, attraverso le quali si dovrebbe poter ambire ad una posizione lavorativa certa e di successo, ma di certo c’è soltanto il massacrante lavoro dietro al quale ogni internauta dovrà cimentarsi per farsi conoscere dagli altri ospiti, districandosi in una ragnatela fitta di impegni e adattamenti di curriculum vitae h24. Costruire il proprio branding è fondamentale, ma non basterà creare il proprio profilo, ricordandosi sempre di fare attenzione affinché sia coerente al cv, bisognerà essere molto presenti, creare la propria rete di conoscenze, partecipare attivamente ai molti incontri “aperitivi” che verranno creati, creare e postare contenuti interessanti, e potenziare le proprie capacità di comunicazione, in modo tale da poter auspicare a più occasioni professionali, incluse le opportunità di collaborazione. Ovviamente, se avete fatto tutto per bene e avete impiegato almeno un’ora al giorno a farvi conoscere, potreste raggiungere la meta agognata, sempre che non abbiate fatto passi falsi e non vi abbiano scoperti a mentire sulle vostre qualità, magari perché vi siete fatti prendere la mano e avete modificato più volte il cv per renderlo idoneo alle varie richieste. Certo, sono cose che succedono, ma chi gestisce le risorse umane non è uno sprovveduto, e controllerà capillarmente ogni vostra informazione, incrociando il profilo con il cv, quindi calma e correttezza. Come si può leggere nei vari articoli disseminati sul web, basterà avere circa 500 collegamenti, qualche raccomandazione, e le strade lavorative si apriranno ai vostri occhi. Difficile?
Qualcuno dichiara di aver ricevuto offerte di lavoro subito dopo aver aggiornato il proprio profilo, ma tanti altri non hanno ancora capito come funzioni il sistema, e forse non lo capiranno mai, ma a tutto c’è rimedio! Questo è quanto dice Viveka Von Rosen, una delle massime esperte di Linkedin Marketing e autrice del libro Linkedin Marketing: An Hour a Day. Ma tra il dire e il fare c’è sempre lo spammare, rompere le palle a persone sconosciute, e farsi un mazzo come non avete mai fatto prima d’ora, nemmeno sui vostri amati social network, soprattutto per la grande difficoltà di non poter postare nemmeno una piccola foto del gatto del vicino, per cercare di farsi qualche amichetto, attirare le attenzioni, e tombolare dietro una scrivania dorata.

“Emergere” rimane la parola d’ordine!
“Nessuno ti regalerà nulla” è una certezza!
“Sii onesto sulle tue qualità” è assolutamente necessario!
“Forse non mi è utile” è una domanda da porsi!

Beh, forse è utile e forse no (personalmente ho appena cancellato l’account), ma non disperate, poiché potreste sempre incontrare qualcuno che vi dica apertamente che la colpa è vostra, che vi dica che non avete saputo utilizzare questo strumento sociale come si deve, e che immancabilmente vi consiglierà di seguire il loro corso “vincente”, ovviamente a pagamento.

Articolo di riferimento: http://webballs.it/a-cosa-serve-linkedin/

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9 pensieri su “LinkedIn: la rete professionale più grande al mondo… ma serve davvero?

  1. Linkedin non è la miniera d’oro che molti descrivono ma nemmeno un social inutile come Google+. Le richieste di collaborazione sono minime ma esistono davvero(te lo dico per esperienza personale)ma logicamente come per il mondo del lavoro,le richieste dipenderanno dalla tua professione e soprattutto dal tuo prestigio.

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    • Certo Angelo, questo non lo metto in dubbio. Tuttavia mi è risultato particolarmente inutile e venivo contattato solamente da gente sconosciuta che cercava di allargare la propria rete di conoscenze, mai da parte di qualcuno che volesse propormi anche una misera collaborazione. Tra l’altro mi risultava impegnativo in termini di tempo e non potevo gestirlo come avrei voluto. Più di dichiarare le mie competenze, che non sono poche (ma ovviamente non perfettamente in tema con i tempi) e cercare di collegarmi ad altre persone, non sapevo cos’altro fare. 🙂

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    • Credo che non ci restino più molte opzioni, specialmente per chi, come me, ha già passato la quarantina. Non faccio altro che pensare di fare fagotto e lasciare questa terra priva di futuro. Mi basterebbe trovare un paese dove potermi sentire utile, un piccolo pezzetto di terra da coltivare, e ritrovare finalmente il sorriso. Ciao Indiana.

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  2. Io mi sono iscritta da 2000 anni e non lo uso praticamente mai ma una volta è successo che una cacciatrice di teste ha provato a contattarmi e non ricevendo risposta mi ha cercato presso l’azienda dove lavoro. Secondo me ha provato a caso l’indirizzo e-mail che è abbastanza scontato ma non è pubblico. Comunque quando finalmente ho risposto ero in ritardo per partecipare alle selezioni ma mi ha fatto comunque un colloquio telefonico. Comunque ancora oggi ho dei dubbi sull’utilità di questo strumento e continuo a non usarlo. D’altronde i cacciatori di teste, se vogliono, ti trovano lo stesso come mi è capitato prima di questo prodigioso strumento. Laura

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