Ditemi pure che sono uno sfegatato nazionalista, ma datemi una ragione del perché non dovrei esserlo.

Ci siamo così disabituati a parlare la nostra lingua, che ormai utilizziamo termini che ci facciano stare meglio, che ci addolciscano la pillola e ci facciano sentire più al sicuro, anche se non ne comprendiamo il significato. Non capirò mai perchè non dobbiamo chiamare le cose con il loro nome, anziché utilizzare termini che non ci appartengono e che non ci danno la reale percezione della situazione. Mercalli è ormai dimenticato, surclassato, forse perché dire: “È stato un terremoto tra il 10° e 11° grado Mercalli”, su una scala da 1 a 12, fa paura, molta più paura che dire “Sisma del 6.0 Richter”. Che poi in realtà era di molto superiore, scemata attimo dopo attimo per ragioni sconosciute ai tanti, ma tanti altri sanno che un solo punto in più può portare gli stati a dover risarcire la popolazione, e uno in meno a poter snobbare i propri doveri. E qui bisogna chiedersi se sarà per questo motivo che si utilizza la scala Richter, visto che la sua gradazione avanza di 0.5 gradi per volta da 0 a 10. Ogni cosa è stata modificata per tenere a bada i cittadini, che non devono mai accorgersi della gravità delle situazioni, anche se gli occhi non mentono, e non hanno bisogno di suggerimenti per capire che ciò che si vede è diverso da ciò che ci si sente dire.
Il terremoto che ha colpito il nostro paese è stato molto forte, e ha quasi raggiunto il massimo grado della scala Mercalli, nonostante ci si ostini a utilizzare le parole “Magnitudo Richter” e rassicurarci che poteva andare anche peggio. Ma per essere peggiore si sarebbe dovuta aprire la terra, e probabilmente non ci sarebbero stati superstiti, cosa che ci sarebbe apparsa subito chiara, anche se non sappiamo ancora cosa ci sia sotto quelle macerie, oltre i corpi dei nostri fratelli. Abbiamo bisogno di tornare alle chiare parole nostrane, di ritrovare il senso in tutte quelle cose semplici, ma geniali, che hanno reso grande questo nostro paese, e dare onore alle persone che non ci sono più, che sono state inghiottite da questa generale indifferenza, dall’insensata ostinazione del celare la realtà dietro paroloni senza senso, ma che ci fanno credere di essere una razza evoluta. Ditemi pure che sono uno sfegatato nazionalista, ma datemi una ragione del perché non dovrei esserlo.

Cosa hanno visto gli altri

Cosa abbiamo visto noi

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Mercalli – Richter

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4 pensieri su “Ditemi pure che sono uno sfegatato nazionalista, ma datemi una ragione del perché non dovrei esserlo.

  1. Come ti capisco! Io vengo anche insultata per il mio nazionalismo sfegatato! Ovvio che nel caso del terremoto si preferisca far credere che sia stato di proporzioni minori così il governo, grazie alla legge Monti, non risarcirà i cittadini! Noi siamo nazionalisti, il governo abusivo è anti italiani

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  2. Non mi addentrerò in questioni patriottiche, ma mi limito a far notare che la differenza tra scala Richter e Mercalli non è una semplice differenza proporzionale, ovvero non può esistere un fattore di conversione da una scala all’altra. E quindi usare l’una o l’altra non è come usare i gradi Celsius o i Fahrenheit in cui cambia il numero, ma quello che misuro è lo stesso. In questo caso si misurano due cose diverse. E nel resto del mondo hanno adottato la scala Richter non perché siano più bravi di noi, ma perché permette di confrontare la potenza distruttiva di un terremoto con quella di un altro. Cosa che non ha invece senso con la scala Mercalli, che è sostanzialmente qualitativa e che serve solamente a ritroso per etichettare un terremoto in base ai danni che ha causato. Ma quelli dipendono moltissimo dalla qualità antisismica degli edifici. Pertanto, se lo stesso identico terremoto fosse avvenuto a Tokyo, dove gli edifici sono (devono per forza, altrimenti dovrebbero ricostruire tutti gli anni) fatti bene, probabilmente sarebbe caduto solo l’intonaco. Se l’obiettivo è fare prevenzione, forse è meglio la scala Richter, mentre se l’obiettivo è solo il risarcimento, è meglio la Mercalli, che si basa sui danni. Con la Mercalli, di prevenzione non se ne fa proprio, perché non ci sono numeri su cui poter ragionare in anticipo, sui cui studiare ed adeguare il sistema (ammesso di volerlo fare).

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    • Come avrai potuto notare, l’articolo è corredato da alcune immagini che spiegano le differenze tra le due tipologie di misurazione, quello che (ahimé) poco si nota è la chiave provocatoria verso il sistema Italia. È chiaro che la misurazione dell’intensità energetica del movimento tellurico (Richter) sia il metodo migliore per valutare, studiare e approntare le giuste difese per evitare che certe cose accadano, ma è anche vero che non dia la giusta percezione di cosa realmente significhi in termini di danni, e la gente tende spesso a sottovalutare il significato di certi numeri sparati a ribasso per motivi di stato, poiché la memoria visiva è cosa ben diversa (noi siciliani ne sappiamo qualcosa) e consente di avere un quadro chiaro di ciò che i media ci raccontano. Per lo Stato dire 6.0 è più conveniente di dire 6.4, e di questo spero che me ne darai atto, ma la cosa cambia aspetto se dichiari la reale devastazione da parte di un sisma che ha sfiorato il massimo grado della Mercalli, specialmente per il cittadino comune, soprattutto per chi è avanti con l’età o ha vissuto sulla propria pelle certi eventi drammatici, perdendo tutto ciò che possedeva, e che purtroppo dovrà fare i conti con la furbizia di chi cerca di tranquillizzarlo con paroloni di circostanza, per dirgli che nulla gli è dovuto per colpa di quello 0.4 sottratto. In ogni caso, non c’è dubbio che la maggior parte del danno è stato fatto dall’imperizia dell’uomo in un territorio ad alto rischio sismico, e non c’è dubbio che dovremo fare ancora molta strada sul sentiero della prevenzione (sempre che qualcuno la trovi conveniente). Saluti e grazie per la visita.

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