Il loto d’oro, una pratica brutale.

L’essere umano ha sempre venerato la bellezza, l’eleganza e la perfezione, dandogli spesso un’importanza sociale, ma causando non pochi dolori a chi avrebbe dovuto portarne il peso. Una delle pratiche più brutali, sopportate dalle donne, è senza dubbio il “loto d’oro”, una modifica corporale che oggi si è fortunatamente estinta, ma che è stata portata avanti con convinzione e sofferenze fino agli anni 50.

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Il Loto d’oro (o giglio d’oro) era un’antica usanza cinese, che consisteva nell’avvolgere i piedi delle bambine con delle strettissime fasce, adatte a deformarli, spingendo e obbligando le dita (eccetto l’alluce) a trovare posto sotto la pianta del piede e mantenerli piccoli quanti un pacchetto di sigarette (tra i 7 e i 12 cm). Le ossa delle bambine (tra i 4 e i 5 anni d’età) venivano spesso fratturate per consentirgli di assumere la forma desiderata (ci volevano dai 3 ai 10 anni di tempo) e poter indossare delle piccole scarpette ricamate che conferivano alla donna una notevole importanza sociale. Lo status della donna veniva evidenziato dai suoi piedini e più questi erano piccoli, e più la donna veniva considerata perfetta e benestante. Infatti, la bendatura era in voga soltanto tra le donne della casta, tutte le altre dovevano lavorare e non avrebbero potuto farlo con i piedi legati.

Ma la bendatura degli arti (leggasi menomazione) non serviva soltanto come distinzione sociale, questa era spesso obbligata per rendere impossibile l’accesso alle donne negli ambienti pubblici, lasciandone l’esclusiva frequentazione al genere maschile. Le evidenti difficoltà locomotorie avrebbero segregato le donne nei loro ambienti privati e sarebbe stato difficile vederle girare tra la gente. Stanamente, non tutte le donne ne erano contrarie, poiché in molte la consideravano una pratica più che accettabile per distinguersi dalla massa e ne sopportavano volentieri le atrocità e i dolori.

Cominciata tra il quarto e il settimo secolo, e diffusasi maggiormente tra il decimo e l’undicesimo secolo, la pratica venne prima discussa nella seconda metà dell’ottocento e poi bandita nel 1911 diventando illegale, ma solo perché le donne dovevano andare tutte a lavorare. Ancora oggi, molte delle donne che hanno subito il loto d’oro sono in vita, ma queste sono ormai impossibilitate alla mobilità, poiché i loro piccoli piedi non riescono a sorreggere il peso dei loro corpi e dell’età avanzata. C’è da dire che il loto d’oro ha “probabilmente” ispirato una delle favole per bambini più famose e taroccate dell’emisfero disneyano, ma toccherà al lettore comprendere quale sia, noi ne riparleremo in seguito.

Attenzione, le seguenti immagini potrebbero turbare le persone più sensibili.

Alcune immagini sono prese dal web, altre sono parte del progetto Bound Feet Women of China della fotografa Joe Farrell.

joe

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17 pensieri su “Il loto d’oro, una pratica brutale.

  1. E’ famosa questa pratica ora estinta, ma mai mi era capitato di vedere immagini così orribili a riguardo. Già l’alluce valgo deforma abbastanza i piedi, ma questa è ancora peggio a deformità. Grazie Fabio. Isabella

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    • Non è soltanto la pratica che andrebbe discussa, se questa fosse ancora in atto (anche se sembra che alcune donne delle zone rurali, continuino ad osservare la tradizione) ma anche il fatto che sia utilizzata come subdolo stratagemma per tenere le donne lontane dalla vita mondana. Paese che vai, tradizioni assurde che trovi.
      Buona serata Dora.
      Fabio

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  2. Mi ricordano i bustini per assottigliare la vita, che, peraltro qualcuna usa ancora!!!! La donna ha sempre menomato il proprio corpo, pur di essere accettata, ritagliarsi un posto di privilegio. Si potrebbe aprire un luuuungo dibattito in merito. La cosa strana è che al mondo d’oggi, invece di superare queste convinzioni, sembra quasi che vengano abbracciate anche dagli uomini!!!! Vedi anoressia… Buona serata.

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