Tecnomoria: le tentazioni del diavolo.

Prima di passare all’articolo vero e proprio, voglio portare alla vostra attenzione una novità tecnologica del settore agrario, le cui funzioni sottoriportate provengono da una pagina del vanilla magazine.

 

funzioni

Il drone che combatte gli insetti e tanto altro

L’oggetto in questione, mi ha spinto a fare una riflessione sul fatto che “i terrestri” siano una specie che è stata capace di barattare la propria esistenza felice, con l’illusione di abbracciare una tecnologia che è simbolo di un falso benessere. Loro (chi regge le fila) lo sanno bene, dai all’uomo un nuovo giocattolo e questo si struggerà, si indebiterà e farà carte false pur di averlo, nonostante non ne avesse alcun bisogno. Come ho già detto più volte, la tecnologia avrebbe dovuto sollevare l’uomo dalle fatiche, non soppiantarlo. Eppure, non passa giorno senza che questa non venga utilizzata come un ariete nella mente di chi crede fermamente che non ci possa essere un futuro senza la tecnologia, ma dovremmo ormai essere in grado di capire che in realtà si tratta di una tecnomoria e che tutto sia studiato per metterci in ginocchio e piegarci al loro volere.

“Togli all’uomo la forza di ribellarsi al sistema e questo trionferà.”

Ti cercano come farebbe il migliore degli amici.
Ti illudono che esista un mondo tutto nuovo.
Ti invogliano a cambiare il tuo modo di pensare, di guardare al futuro.
Ti mostrano cosa potresti avere e cosa potresti fare, se solo li seguissi.
Ti fidi del loro consiglio e accetti il patto, indebitandoti oltre ogni misura.
Ti abbandonano nel momento del maggior bisogno.
Game Over.

Uno stratagemma che va avanti da anni e anni, senza che l’uomo ne sospettasse la trama, ma sarebbe più facile poter dire che “forse” non ha voluto aprire gli occhi per paura di perdere quel poco che possedeva, oppure è stato “costretto” ad accettare una realtà che non pensava potesse materializzarsi sul suo cammino. Per esprimere il concetto della trama, prenderò come esempio i contadini, ma voi adattate lo stratagemma al nostro tempo e ad ogni situazione lavorativa che vi viene in mente.

Uomini e donne che lavoravano la terra con la sola forza delle proprie braccia, ciò nonostante riuscivano a sfamare intere comunità, oltre che a garantire il loro fabbisogno. Non erano necessario nient’altro che passione, rispetto, amore per quel lavoro a contatto con la natura, e un paio di buoi robusti. Un giorno giunse un banchiere vestito da “amico del progresso” con le sue chiacchiere futuristiche, le sue tasse, le sue regole, le sue banche. Fece credere al contadino che avrebbe potuto faticare di meno e produrre di più, se solo avesse accettato il patto col diavolo, legandosi amichevolmente a lui per molto tempo. Gli fece vedere il futuro, abbindolandolo, spingendolo a sostituire i suoi buoi con un paio di ruote a motore, e questo accettò di buon grado, firmando il patto col diavolo bancario, spinto più dalla voglia di possedere quel giocattolo che dalla necessità di cambiare il suo modo di vivere. Il poveraccio si mise al lavoro tutto contento e con la sicurezza che avrebbe prodotto almeno il doppio del solito, così da potersi permettere di ripagare il giocattolo e darsi ai bagordi, ma scoprì presto che le rate bancarie non si fermano durante le siccità, gli alluvioni, le infestazioni. Le rate vanno pagate e poco importa se non hai di che sfamarti. Ma il banchiere non lo lascia solo, non è ancora il momento. Al contadino viene data la falsa speranza di salvarsi, offrendogli la possibilità di contrarre un nuovo prestito, magari dilazionato, che gli consentirà di riseminare il terreno e tenersi a galla fino al prossimo raccolto, ma tutto questo ha un prezzo! Egli dovrà garantire il prestito con tutto ciò che potrà porre sull’altro piatto della bilancia, ogni oggetto di valore, primo fra tutti la stessa fattoria. A questo punto il circolo vizioso ha avuto inizio.

Spinto dalla necessità di produrre sempre di più, il contadino continuerà ad indebitarsi con tutti, conscio del fatto di non potercela fare da solo, e cercherà di mettere le mani su mezzi sempre più performanti che possano farlo risalire dalla voragine finanziaria in cui si è cacciato. Stretto nella morsa dei debiti, dalla fame, dalle leggi create ad arte per non dargli modo di salvarsi, il poveraccio scopre di essere stato truffato dall’idea di un progresso che tale non è. Quando arriva il giorno infausto, che prende la forma di un avviso d’insolvenza, il banchiere mostra i suoi artigli affilati smettendo di essere quell’amico disponibile e pretende che venga onorato il patto. A quel punto, per il contadino è giunto il game over. Non ha perso soltanto quel giocattolo fonte di guai, ma ha perso anche la fattoria, la famiglia, la dignità, la voglia di vivere. Guarda il banchiere sorridere gioioso per aver aggiunto un’altra tacca alla sua mannaia, poi guarda le sue stesse mani e si chiede che cosa ci fosse stato in loro di così sbagliato, per aver cercato di sostituirle con un costosissimo giocattolo, e si rammarica per la certezza di non poter tornare più indietro.

land-grabbing-terra-agricoltura-agribusiness

Ora volgete lo sguardo verso le città e vedrete la stessa situazione amplificata. L’uomo sta continuando a cadere nelle trame del diavolo tentatore, contraendo debiti su debiti, pur di apparire al passo coi tempi. Lo stuzzica ogni giorno con congegni sempre più avanzati, con l’illusione di facili guadagni, l’illusione di una fama fugace che ha reso tutti narcisisti oltre ogni senso. Lo spinge a dimenticare le sue capacità naturali, illudendolo che questo sia il sistema migliore di condurre la propria esistenza ma, nel frattempo, gli toglie la volontà, i valori, la forza di ribellarsi, ridendo alle sue spalle mentre questo si scava la fossa con le proprie mani. Molti dicono che sia troppo tardi per tornare indietro, ma forse è solo una scusa per nascondere la paura di tornare a vivere nella semplicità dell’uso delle nude mani e perdere così ogni giocattolo.

 

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