Nessun supermercato, Biagio Conte ha vinto: “Alla missione il terreno conteso”.

1.jpg

Con questo post intendo ringraziare personalmente tutti quelli che hanno partecipato all’iniziativa a favore di Fratel Biagio Conte e della “Missione di Speranza e Carità” di Palermo. Seppure non sia stata raggiunta la soglia per consegnare la petizione tra le mani del Comune e della Regione siciliana, il tanto rumore ha comunque permesso di portare a casa un ottimo risultato e di continuare ad offrire un tetto ed un pasto caldo a chi ne ha davvero bisogno.

screenshot-www palermotoday it 2016-02-03 13-30-39.jpg

Meno parole e mettiamoci la faccia!

Inutile dire che, nell’era della partecipazione virtuale, dove tutti sono sempre pronti a cambiare il proprio profilo (bandiere incluse) alla bisogna e vantare diritti a destra e a manca, mi aspettavo più partecipazione attiva, data l’importanza della questione e, soprattutto, il fine. Capisco che in tanti non conoscono o fanno finta di non conoscere la realtà e/o l’importanza della “Missione”, ma quando si è chiamati in causa per lottare contro le ingiustizie, il minimo che si può fare è informarsi e poi decidere se partecipare o meno alle iniziative benefiche. Fortunatamente, il tarlo della giustizia ha fatto il suo lavoro sulla coscienza del Dio denaro e questo ha mollato la presa, facendo nuovo spazio e assicurando nuovi posti per chi necessita assistenza e accoglienza, senza guardare al sesso, razza o religione.

“Ad oggi, la quota di firme per rendere valida la petizione, non è stata raggiunta!”

screenshot-www sicilia renurban com 2016-02-03 13-37-58

Ma chi è Biagio Conte e cosa è riuscito ad ottenere con le sue lotte?

Biagio Conte, nato a Palermo il 16 settembre 1963, è un missionario italiano (laico) ed è colui che ha dato vita alla “Missione di Speranza e Carità”, per cercare di rispondere alle drammatiche situazioni di povertà ed emarginazione della sua città natale.

Inizia precocemente a lavorare nell’impresa edile della sua famiglia, ma a causa di una profonda crisi spirituale decide di allontanarsi nel maggio 1990 dalla famiglia vivendo come eremita, ritirandosi nelle montagne dell’entroterra siciliano e successivamente facendo un viaggio interamente a piedi verso la città di Assisi. Il viaggio è stato reso noto alle cronache per gli appelli della famiglia d’origine alla trasmissione Rai “Chi l’ha visto?, dove Biagio ha risposto in diretta informando del suo cammino verso Assisi, dove arriverà il 7 giugno 1991. Torna quindi a Palermo per salutare i familiari, con l’intenzione di trasferirsi in Africa come missionario, ma lo stato di miseria in cui ritrova la sua città lo porta a cambiare idea.

  • In un primo momento è attivo nel portare conforto ai senzatetto della Stazione Centrale, per i quali si batte attraverso diverse proteste ed un digiuno, grazie al quale ottiene l’utilizzo di alcuni locali in via Archirafi, all’interno dei quali fonda nel 1993 la “Missione di Speranza e Carità”, che oggi accoglie più di 200 persone.
  • Nel dicembre 1998 viene aperta, presso l’ex convento di S. Caterina, l’accoglienza femminile destinata a circa 120 tra donne singole e mamme con bambini.
  • Nel 2002, a seguito dell’emergenza profughi, viene aperta la terza comunità della Missione “La cittadella del povero e della speranza” presso l’ex caserma dell’Aeronautica di via Decollati che accoglie circa 550 extracomunitari, di passaggio e non, da Palermo.
  • Nel 2015 partecipa alla parata del Palermo pride, l’annuale manifestazione cittadina in favore del diritti LGBT per portare ai partecipanti un messaggio di pace e fratellanza.

La missione

La Missione è un luogo di sostegno in cui è possibile dormire, mangiare e contribuire concretamente, offrendo la propria disponibilità lavorativa al servizio della comunità; ogni comunità è dotata di cucina e mensa autonome dove vengono distribuiti tre pasti al giorno, è attivo inoltre un forno che garantisce il pane per il fabbisogno delle tre comunità. È dotata, inoltre, di ambulatori medici con medici volontari che garantiscono le prestazioni mediche di base (convenzione ASL con ricettario medico) e assistenza farmaceutica. I bisognosi che vengono accolti sono liberi di professare qualunque fede e di pregare secondo i dettami della propria religione. La Missione inoltre fornisce assistenza a tante famiglie indigenti di Palermo con beni di prima necessità e latte pediatrico per i neonati. Contemporaneamente, è attivo un servizio di missione notturna: si tratta di un camper che ogni sera con a bordo 5 volontari della Missione, gira per la città per incontrare le persone emarginate (tossicodipendenti, senzatetto, prostitute) e fornire loro una bevanda calda e assistenza. È previsto un ampliamento dell’attività missionaria a Giacalone, rivolta all’assistenza di donne e bambini maltrattati.

Il miracolo

Il 16 gennaio 2014 è stato reso noto che Biagio Conte, da anni costretto su una sedia a rotelle a causa di vertebre schiacciate a seguito delle spossanti fatiche cui si è sottoposto nella Missione, già dalla scorsa estate aveva ripreso a camminare dopo un’immersione nelle acque di Lourdes. La Curia di Palermo ha ufficialmente dichiarato che ritiene si tratti di miracolo.

Era inchiodato su una sedia a rotelle, su cui trascorreva gran parte del suo tempo. Ora cammina, dopo un viaggio a Lourdes. E si grida al prodigio.

PALERMO – I suoi collaboratori lo ricordano inchiodato per anni sulla sedia a rotelle a causa di un forte dolore alla schiena. Poi dopo un pellegrinaggio dalla Madonna di Lourdes, Biagio Conte, il fondatore della missione Speranza e Carità e di altre due comunità per i poveri è ritornato a camminare. E a Palermo c’è chi grida al miracolo. Di certo c’è che adesso fra’ Biagio, molto conosciuto in città per le sue battaglie in difesa degli indigenti, può proseguire la sua missione senza difficoltà. La vicenda viene ricostruita anche dal sito dell’Arcidiocesi di Palermo, con un’intervista a Conte che è stato in Cattedrale in occasione della celebrazione interculturale “Epifania dei popoli”, presieduta dal cardinale Paolo Romeo per il 30/o anniversario di consacrazione episcopale. Nelle tre strutture gestite dal missionario sono ospitati 900 tra immigrati, poveri, senza casa ed ex tossicodipendenti.

“Per me è stata una grazia inaspettata – racconta – che ho ricevuto dal buon Dio che ha incaricato la sua madre Maria. Io ho sempre avuto a cuore la Vergine, ma non mi ero mai recato nel santuario di Lourdes, un viaggio che è stato possibile grazie all’Unitalsi che mi ha invitato insieme ai malati”.

Conte, inizialmente, non voleva andare in Francia anche per motivi di salute ed arrivato a Lourdes non voleva nemmeno fare il bagno nella vasca.

“Non pretendevo nulla ed anzi ho dato la precedenza agli altri malati – aggiunge il missionario laico – poi mi sono deciso e subito dopo essermi immerso ho avvertito come un fuoco dentro che mi ha permesso di tornare non a camminare, ma a correre verso le tante persone che me lo chiedono”.

biagio-conte

Spiega padre Pino Vitrano, il sacerdote che collabora con Conte nella missione “Speranza e carità”: “Biagio da tempo soffriva a causa di alcune vertebre schiacciate che gli impedivano anche di muoversi e di altri problemi circolatori che gli facevano gonfiare i piedi. Dopo il ritorno dal pellegrinaggio, l’ho visto deambulare in maniera clamorosa, senza nessuna difficoltà. Anche i medici da noi interpellati non sanno fornire una spiegazione scientifica plausibile”.

“Dopo il bagno in piscina non ho sentito più il bisogno della sedia a rotelle e del bastone che però non lascio perché mi ricorda il viaggio fatto nel ’90 da Palermo ad Assisi, infatti da allora lo porto sempre con me e adesso mi fa riassaporare i momenti in cui correvo da una parte all’altra della città”.

Il mio personale “Grazie” a tutti quelli che hanno fatto sentire la propria voce.

Link web web2

Annunci

6 pensieri su “Nessun supermercato, Biagio Conte ha vinto: “Alla missione il terreno conteso”.

  1. Ne sono contenta, mi piacerebbe, però, che ci raccontassi con quali fondi sia stato possibile dare vita a queste comunità e come si sostengano. Perdona la mia diffidenza, ma non conoscendo nulla di questa storia, vorrei farmene un’idea più chiara e trasparente possibile. Non si può costruire nulla, o dar da mangiare a tanta gente senza i soldi, è una realtà cruda, ma è la realtà. Intendimi, Filippo, con questo non voglio assolutamente dire che ci siano cose nascoste o negative, ma per ogni associazione che nasce e agisce nel campo del sociale mi viene sempre da chiedermi: come si mantiene? Per quello che riguarda le sottoscrizioni, devi pensare che la gran parte della persone che trovi on line scrivono sotto uno pseudonimo e difficilmente vogliono rivelarsi, e anche questo può essere un deterrente a firmare, credo che se si fosse potuto fare in maniera anonima le firme sarebbero state molte di più. In ogni caso, sono sinceramente felice della concessione di questi locali, sicuramente ne verrà fatto un uso migliore che non se fossero stati utilizzati per un supermercato, che poi, magari, con la crisi che c’è, avrebbe anche chiuso i battenti in breve tempo … tanta gente non ha nemmeno più i soldi per entrarci al supermercato … 🙂

    Liked by 1 persona

    • Curiosità più che legittima, Marianne. 🙂
      La missione è autogestita e va avanti di appunto carità. Molta gente investe il proprio denaro, ma dona anche abiti, mobilio, pasti ed anche il proprio tempo e lavoro. Poi ci sono le donazioni particolari, come quella dell’Unicredit che ha donato un furgone (visto che il primo l’avevano rubato – pensa come stiamo messi) consentendo ai ragazzi, e allo stesso fratel Biagio, di poter compiere la loro opera in giro per la città. La cosa che lascia l’amaro in bocca è che i locali erano stati dati in uso gratuito, ma l’amministrazione si è rimangiata la parola non appena ha sentito odore di soldini facili. Spero di aver dato una risposta esaustiva, almeno per quanto riguarda quel poco che conosco. 🙂

      Liked by 1 persona

      • A volte sembra quasi un miracolo come la “carità” riesca a fare molto più di quanto le istituzioni dovrebbero fare, l’Italia nel campo del Sociale si regge davvero sulla buona volontà di tanta gente, e meno male!, altrimenti non avremmo nulla. In realtà, siamo un popolo generoso e appassionato, ci facciamo coinvolgere dalle “buone azioni”, la “provvidenza” siamo noi. Spero che questa iniziativa possa proseguire nel tempo con meno difficoltà, è vergognoso il comportamento dell’Ente Locale di fronte al lavoro svolto da questa Comunità … già, i soldi facili sono sempre la motivazione di politiche … diciamo sbagliate … 😦

        Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...