Hotel a capsule: comodità in formato ristretto.

Un hotel a capsule è un sistema di hotel ad alta densità di occupazione. Lo spazio riservato agli ospiti, ricavato in un blocco modulare di vetroresina o plastica, è molto ridotto e si aggira in dimensioni di circa 2 m di lunghezza per 1 m di larghezza e 1,25 m di altezza. In poche parole è garantito lo spazio necessario per dormire e poco più; spesso queste strutture includono un televisore ed altre apparecchiature per l’intrattenimento elettronico, collegamento internet compreso.

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Sviluppato in Giappone, e inaugurato il 1° febbraio 1979, il primo hotel a capsule è stato il Capsule Inn Osaka e il costo iniziale per una stanza era di ¥1,600 (circa € 12,00). Le capsule vengono solitamente raggruppate in pile alte due sole unità. Una volta giunti presso la reception, il bagaglio a mano viene abbandonato e depositato all’interno di un armadio posto in una sala lontana dalla capsula, ma videosorvegliata. All’interno della capsula, la privacy viene assicurata mediante una tendina posta sul lato aperto della stessa ma, diversamente dai modelli di capsula interamente chiudibile, non è garantito l’isolamento acustico dai rumori ambientali.

Privacy sì, ma igiene innanzitutto! Vi sono hotel a capsule, con zone dormitorio separate per i due sessi, dove viene chiesto di cambiare i vestiti con una vestaglia e le scarpe con calzini-scarpa tipo “slippers” (utilizzati spesso in aereo), a volte viene anche fornito un asciugamano, al modico importo di circa 15 – 30 eurozzi per notte (tutto compreso); uno dei motivi per il quale sono molto utilizzati dai pendolari o dai viaggiatori che hanno perso l’ultimo treno per casa. Interessante è il fatto di poter usufruire di vari servizi quali: lavatrici a gettone, servizio bar, ristorante, distributori automatici e strutture per l’intrattenimento in ogni piano.

Gli alberghi giapponesi a capsule variano molto in dimensione e possono contenere dai 50 agli oltre 700 ospiti. Anche se inizialmente venivano utilizzati da un pubblico prettamente maschile, oggi vengono utilizzati anche da parte di molte donne e intere scolaresche. E’ possibile trovarli facilmente negli aeroporti o stazioni ferroviarie, così da permettere al passeggero di poter passare la notte, in attesa della coincidenza, senza sbattersi nella ricerca di una sistemazione con ulteriore esborso di denaro per l’eventuale taxi o altro mezzo di spostamento.

Indubbiamente un buon sistema per ottimizzare gli spazi, andare incontro al portafogli di chi deve viaggiare spesso, e oggi utilizzato anche in tanti altri paesi, Europa compresa.

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10 pensieri su “Hotel a capsule: comodità in formato ristretto.

  1. Accidenti!, mi sembrano i “cassetti” di un obitorio … all’occorrenza tiri fuori il cadavere che ti serve … visione un po’ macabra, ma sono sicura che io non ne uscirei viva, sarà la mia claustrofobia, ma so che morirei soffocata … mi manca l’aria solo a vederlo! Giammai!, meglio una canadese in mezzo al prato! Sempre ammesso che i prati li abbiano ancora … o_O

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  2. Sarà ma a me non ispirano per niente….sono molto claustrofobico effetto cassetto da obitorio.E se uno scoreggia? Meglio una bella stanza comoda,con lettone e bagno privato! O una bella tenda.Anche se il meglio rimane casa propria 😉

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    • Non c’è dubbio che le case siano mooolto più indicate per pisolare in santa pace, eppure è un metodo molto in voga nelle regioni asiatiche, specialmente per i pendolari. Per le flautolenze hanno provveduto con un sistema di aria condizionata (ha ha ha), ma dubito che sia un sistema eccellente, visto che non possiedono la porta 😉

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