Un centesimo… diabolico!

Chiunque sia entrato almeno una volta, in un negozio o in un supermarket di questi tempi, non potrà non aver notato l’usanza dei commercianti di proporre articoli ad un prezzo che non raggiungono la cifra tonda per un solo centesimo. L’usanza oggi è molto diffusa (anche più di ieri) e possiamo notarla nella gran parte dei prodotti posti in vendita con la dicitura “Sottocosto”. Che siano articoli elettronici o semplici prodotti gastronomici, non cambia il fatto che gli addetti marketing contino su quel centesimo per abbattere la diffidenza dell’acquirente e spingerli all’acquisto smodato, nella certezza di stare a risparmiare cifre da capogiro “Guarda, è in offerta! Approfittiamone!”.

Un solo centesimo (stiamo parlando di una miseria) può far aprire la strada all’affluenza di fiumi di denaro e nascondere truffette che vanno di molto oltre il suo reale valore. E’ chiaro che si tratta in primis di una guerra psicologica, poiché il solo vedere 299,99 al posto di 300,00 sembra essere la chiave di tutti i mali. In secondo piano, quel centesimo diabolico, che difficilmente ti vedrai consegnare dalla cassiera, fa parte di un introito che non verrà dichiarato, quindi sarà privo di ogni tassazione e rappresenterà per il negoziante un guadagno mica da ridere.

centesimo

Certamente! Parlare di un centesimo di resto non consegnato potrebbe far sorridere la massa e taggarmi come spilorcio, ma vi invito a sommare tutti quei centesimi orfani raccattati nei 365 giorni e vedrete che il sorriso sparirà magicamente dalle vostre bocche e la vostra mente comincerà a chiedersi se, in fondo, non abbia ragione a pensare, che quel centesimo rappresenti il nulla per la massa, ma la ricchezza per gli scaltri.

E’ chiaro che questo mezzuccio è valido solo per gli acquisti in contanti, poiché con il mezzo elettronico verrà defalcato l’importo esatto al centesimo (senza considerare l’eventuale costo per l’operazione), ma oggi non siamo ancora del tutto bancomatizzati (spero che mai lo saremo, anche se la speranza è ormai vana) e chi può approfittare dell’indifferenza dell’acquirente comune, nell’elargire un centesimo senza dargli troppo peso, considerando anche il fatto che per molti si tratta di un fastidioso peso senza valore da portare in tasca, non si sta facendo scappare l’occasione di raccogliere monetine a piene mani.

99cent

Ovviamente, anche se dovessero fabbricare la monetina da 0,99 centesimi, i negozianti se ne inventerebbero di nuove ma, in ogni caso, mi chiedo spesso come possa, un solo centesimo di sconto, far aprire il portafoglio con il sorriso sulle labbra? Cosa porta l’essere umano a credere che stia risparmiando e che non deve farsi scappare l’occasione?

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10 pensieri su “Un centesimo… diabolico!

  1. É quello che mi chiedo anch’io! Infatti quando leggo tipo 9,50 oppure 99 o peggio 99,9 per me é sempre 10! Per qualche ingenuo,invece,é 9…..Purtroppo ci sono tanti ingenui in giro! Per questo chi deruba i cittadini e i correntisti fa il premier e non il carcerato come dovrebbe!

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  2. La celebre soglia psicologica. La nostra mente si sofferma sulle cifre intere e mai sui centesimi. Dunque se vedessimo due prodotti sullo scaffale con due prezzi differenti di un solo centesimo(9.99 e 10 euro)saremo più propensi a comprare il primo piuttosto che il secondo pur sapendo che spesso quel centesimo non ti cambia la vita e in alcuni supermercati(almeno nel sud Italia)non te lo restituiscono nemmeno. Sono trabocchetti per incrementare in modo esponenziale le vendite. Hai centrato l’obiettivo con quest’articolo.

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  3. Non credo sia una questione di quel centesimo. È l’impulso a comprare che ci frega. Qualcuno più di altri. Ci sono persone a cui basta dire che una cosa è in offerta (anche se non è vero), perché si fiondino a comperarne un carrello intero. Non importa che ne abbiano già a casa una quantità sufficiente fino al 2050. Per me è ovviamente incomprensibile, ma lo è altrettanto il comportamento di chi, invece, deve comprare sempre la cosa più costosa, anche senza apparenti ragioni (di cui sia consapevole).
    E comunque, al nord, il centesimo di resto arriva sempre.

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    • Concordo sul fatto che molti siano affetti da una forma di compulsività che li spinge ad acquistare tutto ciò che la mente indica come affare, anche se si tratta di superfluo. Qui fanno i furbetti ed hanno sempre una scusa per non darteli. 😉
      Grazie per il passaggio.

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