Thanksgiving Day

Il Giorno del ringraziamento (Thanksgiving Day), è una festa di origine cristiana, osservata negli Stati Uniti d’America il quarto giovedì di novembre, in segno di gratitudine verso Dio per il raccolto e per quanto ricevuto durante l’anno trascorso. Una tradizione ormai considerata secolare e risalente al 1621.

« Tutti voi Pellegrini, con le vostre mogli e i vostri piccoli, radunatevi alla Casa delle Assemblee, sulla collina… per ascoltare lì il pastore e rendere Grazie a Dio Onnipotente per tutte le sue benedizioni. ».

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-La storia-
Perseguitati in patria per le loro idee religiose piuttosto integraliste, all’inizio del diciassettesimo secolo i Padri Pellegrini decisero di abbandonare l’Inghilterra e volgere lo sguardo verso il Nuovo Mondo. Così 102 pionieri (52 uomini, 18 donne e 32 bambini) imbarcati a bordo della Mayflower, arrivarono sulle coste americane nel 1621, dopo un duro viaggio attraverso l’Oceano Atlantico che costò la vita di alcuni di loro.

L’inverno era ormai alle porte e i pionieri appena sbarcati si trovarono di fronte ad un territorio selvatico, inospitale e abitato solo dai nativi americani. Seminarono nella terra tutti i semi che avevano portato con loro dall’Inghilterra, ma la natura del terreno ed il clima ostile non resero possibile produrre quanto era necessario al sostentamento della popolazione; circa la metà di questi non sopravvisse al rigido inverno. Fu grazie all’aiuto dei nativi americani, i quali indicarono ai nuovi arrivati quali prodotti coltivare e quali animali allevare (granturco e tacchini), se l’anno successivo non si ripeté lo stesso tragico scenario.

In segno di ringraziamento a Dio per l’abbondanza ricevuta, i coloni indirono una festa alla quale invitarono anche i nativi, grazie ai quali poterono superare le iniziali difficoltà di adattamento nel nuovo territorio. Nacque così il tadizionale menù del Ringraziamento americano, a base di tacchino, zucca, carni bianche, carne di cervo, ostriche, molluschi, pesci, torte di cereali, frutta secca e noccioline.

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La festa primordiale subì una prima e triste trasformazione di significato il 29 giugno 1676, quando Edward Rawson redasse un proclama ufficiale di Thanksgiving per conto del governatore della contea di Charleston, in Massachusetts, che aveva deciso di indire un giorno di ringraziamento per la buona sorte di cui godeva la comunità e per celebrare la vittoria contro gli “indigeni pagani”, cioè gli stessi nativi americani che avevano accolto e condiviso il territorio con Bradford e gli altri fondatori della colonia di Plymouth.

In seguito, il Thanksgiving si estese a tutto il Paese, ma le tredici colonie (i primi stati americani) non lo celebrarono contemporaneamente fino all’ottobre del 1777, quando ne fu indetto uno per festeggiare la vittoria contro gli inglesi a Saratoga nella guerra per l’indipendenza. Fu il primo presidente degli Stati Uniti d’America, George Washington, a dichiarare la giornata di festa nazionale per tutti gli stati nel 1789. Molti risero dell’idea, a cominciare da Thomas Jefferson, che da presidente non vi diede alcun seguito. Nonostante questo, a metà del XIX secolo, il Thanksgiving si era diffuso nella maggior parte del territorio americano e osservato da tutti gli strati sociali, dai ricchi ai meno abbienti.

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-La grazia presidenziale-

Alcuni giorni prima del Giorno del ringraziamento alla Casa Bianca si svolge la tradizionale cerimonia della grazia presidenziale a due tacchini, nota come National Thanksgiving Turkey Presentation. Risale al 1963 e ne fu artefice John Fitzgerald Kennedy che scelse di non cucinare il tradizionale tacchino donato al Presidente dalla National Turkey Federation fin dal 1947.

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Dal 1989 uno dei tacchini graziati apre la parata sulla Main Street di Disneyland, poi entrambi vengono trasferiti nel ranch di Frontierland, nel parco stesso. Nonostante alla parata partecipi solo uno, ne vengono graziati due nell’eventualità che uno dei due non riesca ad arrivare vivo alla parata. A partire dal 2005 il trasferimento da Washington a Los Angeles avviene con un volo di prima classe della United Airlines.

A partire dal 2003 i cittadini americani sono invitati a scegliere il nome dei tacchini votando sul sito della Casa Bianca: dopo il primo sondaggio furono battezzati Stars e Stripes (Stelle e Strisce, nome che indica la bandiera statunitense), negli anni successivi Biscuit e Gravy (2004), Marshmallow e Yam (2005), Flyer e Fryer (2006), May e Flower (2007), Pumpkin e Pecan (2008), Courage (2009), Apple e Cider (2010), Cobbler e Gobbler (2012).

-Il pranzo-
In molte tavole americane, il tacchino ripieno è ancora l’eccellenza del pasto per il Ringraziamento. Una pietanza che viene offerta anche ai vicini di casa e alle persone meno fortunate. Negli Stati Uniti, vengono consumati più di 40 milioni di tacchini nel solo weekend della festa. Solitamente accompagnati da un condimento a base di sughi e ripieni che variano di stato in stato, osservando il principio del “Ciò che si ha, si usa”.

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Nella costa est il ripieno tradizionale è costituito da ostriche.
Nel sud si trova con ripieno di focaccia al granturco.
Nel nord puoi trovarlo con il Wild Rice (spezia nordamericana).
La salsa di mirtillo (ossicocco) fa parte della tradizione ed è fatta con bacche fresche o congelate.

Altro condimento molto gradito, sono le patate dolci unite allo zucchero, spezie e burro. Il tutto seguito dai piatti dolci, come la tradizionale torta di zucca e panna montata, e tanto altro.

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2 pensieri su “Thanksgiving Day

    • Non possiamo realmente sapere come andarono le cose, dato che è sempre l’uomo a tramandare i propri ricordi (come meglio crede). Possiamo solo immaginare e provare a comprendere, a meno di non aver vissuto in prima persona quegli eventi. E’ vero comunque che i tacchini non venivano allevati, almeno inizialmente, poiché vivevano allo stato selvatico. Poi l’uomo ha cambiato anche quello per sostentarsi. Che ci vuoi fare? 🙂

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