Mr. Holmes – recensione

3

1947 – Sherlock Holmes è un anziano 93enne che ha abbandonato la professione investigativa per ritirarsi nella sua casa di campagna nel Sussex. Non ha più al suo fianco il fidato Watson, amico e scrittore dei tanti libri che narrano delle sue vicende, che lo lascia alla sua vita solitaria convolando a nozze, ma al suo posto trova la compagnia di una governante e del di lei figlio Roger, nonché delle sue amate api.
Non porta il berretto da caccia, nè fuma la pipa, alla quale preferisce il sigaro, e non sopporta le tante raffigurazioni di se stesso nelle pellicole cinematografiche che riempiono i cinema e teatri londinesi, poiché le ritiene essere zeppe di bugie. Soffre di una repentina perdita di memoria, segno della sua veneranda età e delle varie difficoltà di una vita che si avvia al termine del cammino. Nonostante tutto, Sherlock cerca di porre rimedio alle sue sofferenze attraverso l’uso di pratiche palliative, importate da un suo viaggio in Giappone, per cercare di ritrovare la memoria che gli è necessaria per scrivere di suo pugno la spiacevole verità, celata dall’amico Watson, che riguarda il suo ultimo caso. Il motivo del suo ritiro. Un lungo percorso intrecciato di flashback, stimolati dalla spinta del ragazzo e dal ritrovamento di oggetti legati alle vicende del passato, che gli daranno modo di riportare alla luce quelle scomode verità, ma che leniranno il suo dolore, liberandolo dal pesante fardello delle bugie e della solitudine.

Mr. Holmes, questo è il titolo originale dell’opera di Bill Condon, non ha nulla a che vedere con le rappresentazioni viste ultimamente sui grandi schermi. Non è un film rapido e intriso di colpi di scena. Non è un classico giallo, ma è un film struggente, tenero, ricco di flashback che accompagneranno lo spettatore nella vita di un personaggio giunto al declino della propria vita; nel momento in cui decide di dare un cambio netto alla propria mitica esistenza e denudarsi di ogni bugia. Bill Condon ci condurrà per mano nello scoprire la realtà che si cela dietro quel nome tanto conosciuto e discusso per mano e penna dell’amico Watson, attraverso un percorso interiore, onesto. Il regista ci porterà a spasso tra ricordi piacevoli e drammatici che hanno caratterizzato il periodo più buio del personaggio Holmes, l’investigatore più famoso d’Inghilterra, distruggendo il mitico intuito del grande detective e riponendolo agli occhi dello spettatore come un semplice uomo. Un uomo che può fallire.

Superbo Sir Ian McKellen nel vestire i panni dello Sherlock anziano. Boccheggia, guarda nel vuoto, mostra momenti di totale assenza, ma riesce anche a mostrare momenti di grande forza fisica. Ian mette in campo tutta la sua esperienza ed il suo stile elegante da vero Sir inglese. Fa sempre piacere assistere alle sue performance.
Apprezzabile la riproduzione dettagliata degli abiti dell’epoca e della scelta delle locations.

Film lento, ma da vedere!

Annunci

10 pensieri su “Mr. Holmes – recensione

  1. Mi fa piacere leggere una recensione che abbia colto la stessa bellezza che ho scorto io: bellezza non già proposta nella narrazione, nella trama o nel ritmo, bensì celata tra le rughe di un personaggio (che io adoro) finalmente trattato col rispetto e la devozione che il Canone di Doyle merita (ogni riferimento all’Holmes di Robert Downey Jr. è chiaramente voluto).

    Ne ho scritto anche io una recensione: te la linko nella speranza che la gradirai 🙂

    https://lapinsu.wordpress.com/2015/11/25/mr-holmes/

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...