I sogni di una vita ridotti ad un respiro, ma solo per pagare le tasse!

I contribuenti senza un reddito effettivo che possiedono un immobile, una macchina o ricevono interessi da depositi bancari, saranno tassati come “liberi professionisti”. Questo è quanto trapelato dai servizi mediatici greci, sull’accordo di bailout sul terzo salvataggio a favore del governo greco. Una normativa fiscale sul reddito presunto che andrebbe a tartassare i disoccupati, specialmente chi ha la sfortuna di possedere ancora una casa o un’automobile, con un tassa anticipata stabilita al 26% e un acconto di imposta, identificandoli come “Free-lancer” in possesso di un “Reddito presunto”, o in base alla “Presunzione del tenore di vita”, secondo i canoni del secondo Protocollo d’Intesa del 2013.

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Per la Grecia non sembra essere ancora finita e le condizioni di questo accordo disumano, fanno realmente credere che non riuscirà mai a recuperare il terreno perso. Una tassazione eccessivamente incredibile, criminale e in violazione dei diritti umani, che interesserà le persone che non hanno un reddito regolare da lavoro, ma che hanno ancora una casa o una macchina.

KeepTalkingGreece: “Non ci sono parole. Mi chiedo se la rana greca sia già bollita. Avanti il prossimo!”.

Le autorità fiscali greche non accettano che qualcuno possa vivere e respirare senza avere un reddito. Così calcolano “un reddito effettivo”, che è in realtà un reddito fittizio, basato sulle spese dei contribuenti, i loro bisogni, i depositi che hanno, i soldi, i loro beni e qualsiasi eventuale reddito da ogni altra fonte possibile.

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Cosa stanno facendo le autorità fiscali greche:
Queste calcolano che una persona possa aver bisogno di circa 3.000 € l’anno, solo per l’alimentazione e le necessità di base. A questi aggiungono il capitale necessario a mantenere la propria casa (a prescindere dalla metratura), pagare i servizi, il riscaldamento, tenendo anche conto del possesso di una macchina intestata, della sua cilindrata e di quanto servirà a mantenerla.
Una tassazione che porterebbe i disoccupati a pagare 300 o 400 euro d’imposta per i redditi presunti che l’ufficio delle imposte ritiene che essi abbiano. Tra l’altro, il sistema fiscale greco non accetta che il contribuente dichiari personalmente quanto realmente versi in costi di riscaldamento, costi di telecomunicazioni e altre bollette, avvalendosi dello studio personale sul “tenore di vita presunto”, e senza nemmeno tener conto che, sempre il contribuente, possa avere debiti con parenti e amici, o possa vivere senza elettricità, telefono e televisione.

Quindi, circa 1.000.000 di contribuenti verranno intrappolati dal nuovo criterio del “reddito presunto” e della “presunzione del tenore di vita” e saranno tassati con aliquota del 26% sin dal primo euro calcolato dalle autorità fiscali. Pagheranno il 75% di acconto d’imposta nel 2015 e il 100% a partire dal 2016 e negli anni successivi, come se avessero un business che fa profitto. Per quanto riguarda l’anno in corso, relativo al periodo d’imposta 2014, gli stessi dovranno già pagare un’aliquota del 45,5% per un reddito inesistente, un reddito che non hanno mai percepito.

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L’intento del governo greco è quello di abrogare la disposizione di legge 4330/2015 approvata a giugno di quest’anno. Una disposizione che tutelava centinaia di migliaia di contribuenti con reddito molto basso, con un reddito annuo inferiore a € 6.000 € e “reddito presunto” non superiore a € 9,545. Una disposizione che garantiva sgravi fiscali a lavoratori occasionali come disoccupati, casalinghe, studenti, partecipanti a programmi di tirocinio lavorativo finanziati dalla UE, ma che oggi il governo ha intenzione di tassare con un’aliquota del 26%, anche se prende parte a un programma finanziato dall’Unione europea per la “crescita e creazione di posti di lavoro”, ha un contratto di formazione e lavoro temporaneo di 5 mesi e guadagna 2.500 € in totale.

Bisogna dire che secondo l’Unione Europea, un reddito annuo di € 6.000 è considerato “soglia di povertà”.

E’ davvero questa l’Europa che vogliamo? E’ davvero questo ciò che vogliamo per i nostri figli? I sogni della nostra vita, si sono davvero ridotti ad un respiro, solo per pagare le tasse?

Fonte articolo vocidallestero

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