“Encierro”, la tradizione mortale di una terra caliente.

Anche quest’anno, l’encierro ha mietuto vittime e feriti tra i corridori delle strade spagnole di Coria. Uomini e donne che sfidano la sorte con la paura disegnata sul volto. Una paura celata da sorrisi sprezzanti, sfoggiati in occasione di quella lotteria del coraggio giocata contro il destino, i cui giudici sono possenti animali, colpevoli però d’esser nati con le corna.

Ma cos’è questo spettacolo folkloristico che prende il nome di “Encierro”?
E’ l’operazione che anticipa la “Corrida”, durante il quale, i tori, vengono trasferiti dal recinto dove sono stati nutriti, fino all’interno del “Corral”, il recinto dell’arena in cui verranno rinchiusi (da qui il nome dell’evento) fino all’inizio dello spettacolo. In molte località spagnole questa pratica ha preso la forma di un vero e proprio spettacolo popolare, attirando migliaia di appassionati che sfidano i tori in una corsa all’ultimo respiro, attraverso un percorso cittadino ricavato tra le vie strette e scivolose, lungo circa 850 metri.

Come si svolge l’evento.
E’ mattino, il tracciato è definito e obbligato, e il pubblico scende in strada numeroso, per quella che potrebbe considerarsi una prova di coraggio. Il branco di animali è costretto a percorrere le strade cittadine, che di solito conducono alla plaza de toros, dove in seguito si suole lasciar liberi i tori di inseguire la gente, che si diverte nel tentativo di evitarli, per circa mezz’ora.
Nel pomeriggio dello stesso giorno si svolgerà la corrida, che vedrà protagonisti gli stessi animali che hanno corso l’encierro.
La corsa è riservata ai maggiorenni, ma in alcuni casi si permette la partecipazione a chi ha già compiuto i 16 anni.
In linea generale, i corridori più esperti cercano di avvicinarsi il più possibile agli animali in corsa senza toccarli, mentre, il più delle volte, i corridori inesperti sono quelli che danno origine a inciampi ed intasamenti che possono provocare vere e proprie tragedie.

Infatti, questa è una tradizione che ogni anno porta con se feriti e morti, ma questo non sembra riuscire a fermare la festa folkloristica della terra caliente. Stavolta è toccato ad un uomo di 43 anni, morto dopo essere stato incornato durante l’encierro di Coria, ma se pensate che la festa sia stata interrotta o che il prossimo anno non verrà celebrata, state certamente sbagliando di grosso. Non importa quanti ne cadranno. Non importa se quei poveri animali siano costretti a prestarsi a questa sorta di giostra che anticipa l’agonia di una lenta morte. Una morte tra l’altro senza onore, che giunge al termine di quell’orrenda tortura chiamata corrida, uno spettacolo tanto crudele quanto amato dal pubblico spagnolo, che metterà fine alle sofferenze e alle paure di un animale che stremato e dissanguato rimarrà immobile in attesa del colpo ferale. Mi chiedo se non sia giunto il momento di fermare questa folle festa macchiata di sangue.

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7 pensieri su ““Encierro”, la tradizione mortale di una terra caliente.

  1. Ciò che mi fa disprezzare la Spagna e gli spagnoli 😦
    Scusate! Ma divento polemica: con l’ultimo tecnologicissimo smartphone in tasca ad ammazzare poveri innocui tori in modo efferato e crudele per omaggiare la più bieca tradizione (prei)storica!
    Okkei, okkei: da noi succede di peggio, ma è ora di finirla 👿
    Ciao
    Sid

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    • Non devi scusarti affatto! Hai il diritto sacrosanto di esprimere il tuo parere e come tale va rispettato. Questo gioco di morte ha fatto il suo tempo, ma la cosa che rode di più, è che gli animalisti sanno fare la voce grossa solo quando vogliono loro e su terreni facili da calpestare, e che i tanti buonisti della rete, restino in un silenzio imbarazzante. L’incoerenza dell’uomo non conosce confini.

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