Artemisia Annua: l’antitumore naturale.

L’Artemisia è una pianta usata anticamente dalla medicina cinese per la cura di numerose malattie, tra cui le dermatiti, e poi utilizzata dal 1970 nella cura della malaria, grazie al suo principio attivo, l’artemisinina. Tale principio attivo è attualmente in fase di ricerca, sottoforma di derivato sintetico, per un potenziale utilizzo come antitumorale.
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Proprietà mediche riconosciute all’Artemisia:
– antibatterica (blocca la generazione dei batteri);
– antisettica (proprietà di impedire o rallentare lo sviluppo dei microbi);
– carminativa (favorisce la fuoriuscita dei gas intestinali);
– digestiva;
– febbrifuga (abbassa la temperatura corporea).

Secondo gli studi fatti dai bioingegneri dell’Università di Washington, Henry Lai e da Narendra P. Singh, l’artemisinina è in grado di uccidere le cellule tumorali, agendo in modo selettivo e lasciando illese quelle sane, addirittura nel giro di poche ore (ovviamente a seconda della gravità). In ogni caso, la ricerca pubblicata anche su Life Science, ha aperto una nuova porta di speranza sulla guerra contro il cancro.
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Come agisce?
Quando l’artesiminina entra in contatto con il ferro, produce una reazione chimica che dà origine ai radicali liberi i quali, formandosi all’interno delle cellule, attaccano la membrana cellulare e le altre strutture, rendendo il ferro tossico e uccidendo le cellule cancerose che se ne nutrono. La selezione delle cellule cancerose avviene proprio perché, queste, hanno un elevato contenuto di ferro rispetto alle cellule sane.

Alcuni studi precedenti, avevano suggerito che l’artemisinina fosse selettivamente tossica per le cellule cancerose ed efficace se presa oralmente. I risultati della nostra ricerca confermano che si tratta di un eccellente candidato per la prevenzione del cancro”, spiegano gli autori su News Mediacal.

Lo studio è stato fatto inizialmente su alcuni topi, ai quali erano già state somministrate sostanze cancerogene (una singola dose orale di dimetilbenz(a)antracene – nota per indurre multipli tumori del seno). Metà dei topi sono stati nutriti con cibo normale, l’altra metà con un’aggiunta dello 0,02% di artemisinina. Nel corso delle quaranta settimane di test, il 96% dei topi nutriti normalmente hanno sviluppato tumori, contro il 57% di quelli nutriti con l’artemisina che, tra l’altro, evidenziavano una riduzione significativa delle dimensioni delle cellule cancerose.
Un risultato che lascia ben sperare in una soluzione definitiva contro il male del secolo.
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(Questa è la testimonianza diretta di Amedeo Gioia, docente romano, apparsa su Rete News 24)
“Io sono la prova vivente che la cura con l’artemisia annua funziona. Operato due volte di cancro alla vescica esame istiologico G3 e TNM: pT2, invitato a fare delle infiltrazioni di chemio l’oncologo le ha ritenute inutili in quanto i carcinomi avevano colpito anche la prostata e l’ilio (intestino). Ricoverato in urologia al San Filippo Neri per l’asportazione di vescica, prostata ed un tratto dell’intestino, avrei continuato a vivere con le sacchette per l’orina e feci. Ho rifiutato la chemioterapia e mi hanno dimesso dandomi una settimana, massimo due mesi di vita.

Soluzione Idroalcolica Artemisia Annua a

Soluzione Idroalcolica Artemisia Annua a

Mio figlio ha scoperto che esisteva questa pianta, che distrugge le cellule cancerogene, ed è riuscito a trovarla in soluzione alcolica (tipo fernet) e ho incominciato ad assumerla, Una correzione nel caffè la mattina, un bicchierino dopo pasto ed uno dopo cena. Dopo 48 ore non avevo più dolori e dopo sei giorni orinavo quasi normale (prima ogni 1/2 ora e con dolore). Per controllo ho fatto un’ecografia, esame del sangue per le marche tumorali ed una TAC. Risultato non ho più nulla”.

Fonte Web

E’ chiaro che di questi tempi si è portati ad una necessaria cautela, specialmente quando si parla di certi argomenti, poiché troppo spesso si sente gridare al Miracolo, quando, in realtà, si tratta di semplici burle o, ancora peggio, di una truffa mediatica ben congegnata ai danni dei creduloni. In ragione per cui, onde evitare inutili malumori, posto di seguito, e in versione integrale, il punto di vista dell’Istituto Nazionale dei Tumori (Fondazione IRCCS) per un serio confronto di pareri.
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“Alcuni siti Internet stanno diffondendo la notizia che l’Artemisia Annua può essere utilizzata efficacemente nella cura contro il cancro. Stiamo parlando di una piccola pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Asteraceae, originaria della provincia di Hunan in Cina. Com’è noto, la Rete contiene una grande mole di informazioni mediche, non sempre affidabili sia dal punto di vista della correttezza clinico-scientifica sia da quello dell’indipendenza delle fonti. Gli articoli online sull’Artemisia Annua hanno suscitato in molti pazienti oncologici nuove speranze di guarigione, tanto che alcuni di loro si sono rivolti ai medici dell’Istituto per avere informazioni aggiornate sulle proprietà terapeutiche di questa erba, frettolosamente e incautamente presentata come “magica”. Facciamo un po’ di chiarezza su questo argomento.

In merito all’utilizzo dell’Artemisia Annua come farmaco antitumorale, si può dire con certezza che, in esperimenti in vitro, uno dei suoi principi attivi, l’artemisinina e i suoi derivati, hanno dimostrato un effetto tossico sulle cellule tumorali e che questa classe di farmaci è utilizzata come trattamento della malaria con un profilo di tossicità estremamente favorevole. Alcuni ricercatori dell’Istituto Nazionale dei Tumori sono direttamente coinvolti nella valutazione di un altro principio attivo dell’Artemisia Annua, la diidroartemisinina, e del suo ruolo antineoplastico valutato per ora sempre su modelli preclinici: i risultati sono convincenti ed è in corso di preparazione una pubblicazione scientifica.
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In merito all’uso clinico i dati disponibili in letteratura sono limitati a un solo studio cinese in pazienti affetti da tumore del polmone “non a piccole cellule” che ha confrontato l’utilizzo di chemioterapia (cisplatino e vinorelbina) in combinazione o meno con artesunato (un derivato semisintetico dell’artemisinina) e qualche “case report” con diversi preparati e vari dosaggi, in combinazione con differenti trattamenti chemioterapici in neoplasie con varia eziologia. Lo studio cinese, purtroppo, non ha dimostrato che l’aggiunta di artesunato modifichi la durata della sopravvivenza dei malati e i “case report” sono molto difficili da interpretare e hanno scarso valore per la generalizzazione di una cura. In pratica, a oggi non esistono studi clinici che possano darci informazioni di quello che l’Artemisia Annua e i suoi derivati producono nell’uomo, sia come tossicità sia come efficacia antineoplastica.

In sintesi, per informare correttamente i cittadini e i pazienti, al momento attuale possiamo dire che:
1) i modelli preclinici ci fanno considerare artemisinina una molecola promettente in patologie selezionate;
2) l’emivita di questi farmaci (ovvero la “sopravvivenza” del principio attivo all’interno dell’organismo) è molto breve, al punto che come farmaco antimalarico è necessario somministrarlo in combinazione a un altro trattamento perché sia effettivamente efficace;
3) la dose utile come farmaco antineoplastico nei modelli in vitro è molto superiore a quella utilizzata nei preparati antimalarici;
4) i diversi preparati di Artemisia Annua hanno diverse emivite e diversi profili di distribuzione e tossicità;
non sappiamo quale sia la vera percentuale del principio attivo presente nelle differenti formulazioni di Artemisia Annua disponibili online o nelle erboristerie;
5) non esistono studi clinici validi che dimostrino l’efficacia e la sicurezza di questi preparati nell’essere umano.

Detto in parole semplici, non conosciamo ancora che tipo di prodotto scegliere, quale dose abbia una risposta antitumorale nell’uomo e con quali effetti collaterali, dunque siamo ancora lontani dal poter affermare con certezza che l’artemisinina e i suoi derivati siano utilizzabili con sicurezza nell’uomo e veramente utili nel trattamento dei tumori.
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Queste sono le ragioni per cui nessun medico oncologo e ricercatore può consigliare una dose, un preparato specifico e una schedula di somministrazione dell’Artemisia Annua che possa essere, su solide basi scientifiche, efficace e sicuro. Inoltre, le interazioni con alcuni farmaci biologici o chemioterapici non sono completamente note quindi si sconsiglia vivamente, ai pazienti che fossero in trattamento con terapie standard, l’assunzione di parafarmaci o prodotti erboristici a base di Artemisia Annua senza informare i medici curanti. Esistono invece molte opzioni di cura nell’ambito di sperimentazioni cliniche già in corso presso l’Istituto Nazionale dei Tumori con farmaci promettenti, ma anche in questi casi bisogna essere coscienti che il concetto di sperimentazione, se da una parte rappresenta una speranza, dall’altra implica un’incertezza e non una sicurezza”.
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Adesso sta a voi decidere sulla veridicità degli studi e della notizia, di valutare cosa significhi una notizia del genere per l’essere umano e cosa, invece, per le aziende farmaceutiche; ma non dimenticate che la natura ci ha sempre fornito tutto quello di cui abbiamo avuto di bisogno, fin da quando l’uomo esiste in questo Mondo.

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4 pensieri su “Artemisia Annua: l’antitumore naturale.

  1. io credo molto nella naturopatia… certo non bisogna mai esagerare ed essere “fissati“ ma come prevenzione credo che sia la soluzione migliore. Nel mio viaggio in Cina mi sono meravigliata della forza e della longevità dei cinesi quindi un po di ragione ce l’avranno…

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    • I cinesi la sanno molto lunga 😉 La natura ci ha messo a disposizione tutto quello che ci occorre. Come operatore olistico per il benessere sono a contatto con molti prodotti naturali e posso garantire che sono un vero toccasana per il nostro organismo. Tuttavia non bisogna mai esagerare con i dosaggi, perché quello che a dosi piccole fa bene, può risultare novico e, nell’eccesso, letale. Grazie per il tuo commento. 🙂

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