Urban Ecopool: piscine urbane a contatto con la natura.

Un giorno come tanti, qualcuno si è guardato intorno e si è chiesto “Perché non sfruttare fiumi e canali per creare delle piscine eco-compatibili totalmente all’aperto?”. A cavalcare quest’idea rivoluzionaria sono, attualmente, soltanto tre città al mondo: New York, Berlino e Londra.
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Utilizzare l’acqua dei fiumi per trovare refrigerio, era una consuetudine dei bei tempi andati pre-industrializzati. Quando le famiglie accusavano il malessere dovuta alla canicola estiva, un tuffo nel primo specchio d’acqua disponibile e tutto passava. Oggi le cose sono cambiate e trovare un corso d’acqua cristallino e privo di inquinamento è una vera impresa. Tuttavia, questo non ha fermato le città sopracitate che si sono impegnate a bonificare fiumi e canali per approntare le prime Urban Pool del mondo.
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A New York sono i designer Jeffrey Franklin e Archie Coates, a lavorare sul progetto insieme all’architetto Dong-Ping Wongil che dovrebbe vedere il sole questa estate. Si tratta di una piscina sospesa sulle acque dell’East River, opportunamente filtrate e poi rilasciate nel fiume.
Acque già note per l’elevata tossicità, che verranno trattate e decontaminate da tutte le sostanze inquinanti, circa 1.900.000 litri di acqua immessa ogni giorno nel canale, che verrà purificata dalla piscina attraverso un fitto sistema di filtraggio.
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Stessa cosa accadrà a Berlino, dove gli architetti della Realities United sono già al lavoro per trasformare lo Sprea in una mega-piscina immersa nella natura (la piscina più lunga del mondo), che d’inverno si trasformerà in una pista da pattinaggio sul ghiaccio. Il filtro sarà composta da ghiaia e piante mentre, la struttura (circa 760 metri di lunghezza), potrebbe anche ospitare un vero e proprio parco con tanto di passeggiata pedonale.
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A Londra invece, la piscina autopulente ha visto luce il 1°aprile con il progetto artistico Of Soil and Water, sviluppato dalla slovena Marjetica Potrc e dagli architetti olandesi Eva Pfannes e Sylvain Hartenber dello studio Ooze.
A fare da filtro saranno sclusivamente le piante come le ninfee mentre, i microorganismi, procederanno all’eliminazione dei batteri e delle alghe. Lo scopo del progetto è quello di far interagife le persone con l’ambiente circostante, immergendole nella natura e coinvolgendole nei vari processi naturali della biopiscina.
Costruita dietro la stazione di King’s Cross, la piscina resterà aperta solo per due anni ad accesso limitato; poi verrà affiancata da un nuovo parco urbano, il Lewis Cubitt Park.

Fonte Web

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