Aloe Vera – parte I – coltivazione e cura.

La natura ci ha sempre offerto gratuitamente i suoi frutti prodigiosi, per porre rimedio ai più svariati problemi che possano attanagliare l’essere umano, tuttavia, parlando proprio dell’essere umano, questo si rende conto della preziosità di ciò che lo circonda, interessandosene soltanto quando c’è da poter sfruttare la situazione per guadagnare un po’ di denaro, mai per aiutare il prossimo. L’Aloe Vera è una pianta che ha destato proprio questi interessi, diventando molto discussa negli ultimi tempi per le sue strepitose proprietà curative.

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Conosciuta per le sue proprietà terapeutiche già nell’antichità (di cui parleremo in seguito), l’aloe vera è una pianta che non tollera bene la siccità, anche se è adatta alla coltivazione su terreni esposti a sud o aridi, e difficilmente resiste alle basse temperature. Gradisce prevalentemente terreni sabbiosi , misti a normale terriccio e materiale drenante, e temperature ambientali che oscillano tra i 20 e i 24 gradi. Non gradisce, invece, i ristagni d’acqua che possono essere favoriti da eventuali sottovasi.

Aumenta di dimensioni con il tempo, ma non si sviluppa mai verso l’alto (in quel caso sarebbe la varietà Arborescens). Le foglie tendono ad ingrandirsi, senza sollevarsi troppo dal terreno, e frequente è la produzione di polloni laterali che possono essere recisi e trapiantati (coltivazione per talea). Il suo fusto è in genere molto corto e col tempo può piegarsi sotto il peso della pianta che si presenta con le foglie esterne tendenti ad assumere una postura orizzontale, mentre quelle interne rimarranno erette.
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La moltiplicazione avviene solitamente per talea, ma può essere effettuata anche tramite seme.
Talea: Durante l’ estate si recidono i polloni (germogli laterali) lasciandoli asciugare per due o tre giorni, mettendoli se si vuole al buio, per far perdere il lattice alle piantine, e poi rinvasati in contenitori con composto per talee. Per il terriccio fai da te, indicazioni generali: 40% sabbia sterile di fiume 40 % torba 20 terriccio professionale

Seme: A marzo si mettono in vasi o cassoni con terriccio per piante grasse, ad una temperatura ambientale non superiore ai 21 gradi, altrimenti i semi non germineranno. Le piante coltivate al chiuso degli appartamenti necessitano di ambienti luminosi e temperature costanti. E’ necessario bagnarle molto in estate e primavera (da marzo a novembre una volta alla settimana, da novembre a marzo una volta al mese).

L’Aloe Vera andrebbe rinvasata ogni anno, durante la primavera, aumentando via via le dimensioni del vaso in larghezza più che in profondità e prediligendo vasi con adeguati fori per il drenaggio. E’ necessario stare molto attenti alle malattie, quali il “mal bianco”: una patina bianca sulle foglie che bisogna eliminare con zolfo ramato. Se le foglie diventano verdi, perdendo le sceziature (puntini bianchi), bisogna spostare la pianta in zone più luminose. Se, invece, le foglie ingialliscono o diventano marroni, potrebbe trattarsi di un attacco di acari, oppure il ricorrente problema dovuto alla troppa umidità.

Fertilizzanti e concimazione
Mai utilizzare fertilizzanti, pesticidi o diserbanti chimici. Si concima una volta al mese a partire dalla primavera e per tutta l’estate utilizzando dei fertilizzanti liquidi, diluiti nell’acqua di annaffiatura, che contengano: fosforo, azoto, potassio, ferro, manganese, rame, zinco.
defogliazione
Potatura
La pianta non va potata ma defogliata. L’unica operazione concessa è quella di eliminare le foglie che stanno alla base, e che si seccano nel tempo, utilizzando una lama ben pulita per non infettare la pianta. Non eccedere con la defogliazione, ma limitarsi ad un massimo di 12 foglie per pianta, da prelevare nell’arco della stagione in un massimo di 4 prelievi (3 foglie per volta).

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6 pensieri su “Aloe Vera – parte I – coltivazione e cura.

    • Ogni fiore, o pianta, ha necessità di cure adatte alla sua specie. L’orchidea è un fiore tropicale delicato e bisogna prestare attenzione al luogo scelto per farla crescere. Necessità di umidità e molti dicono che i luoghi migliori siano il bagno e la cucina. Importante è anche il metodo dell’innaffiatura. Ti consiglio di cercare un canale tematico che potrà darti più informazioni. 🙂

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