La Grattatella: Il gelato che deliziava i poveri.

Un tempo, il gelato era un alimento prelibato non proprio accessibile a tutte le tasche, e mentre la nobiltà ne faceva largo consumo, alla gente povera non rimaneva altro che arrangiarsi come poteva per trovare un po’ di refrigerio dalle calde e assolate giornate estive. Si dice che la necessità aguzzi l’ingegno dell’uomo bisognoso e, a volte, lo rende in grado di creare qualcosa di talmente eccezionale, da riuscire a resistere nel corso dei secoli. Questo è il caso della Grattatella.

1418887688_14d1912529_bLa Grattatella Palermitana, conosciuta anche con il nome di Grattachecca (Roma), Rettata (Napoli), Grattamarianna (Bari) e Scilupetta (Calabria), è un alimento rinfrescante preparato con ghiaccio grattato a neve, al quale vengono aggiunti sciroppi (menta, mandorla, tamarindo, amarena, ecc), succhi di frutta, oppure agrumi (limoni, manderini e arance), molto conosciuto nelle fasce di popolazione a reddito medio-basso.

A quei tempi non esistevano ancora i frigoriferi da abitazione, quindi, veniva utilizzato un unico blocco di ghiaccio che doveva essere grattato a neve, tramite un apposito strumento detto tritaghiaccio manuale.

Infatti, al differenza della granita: prodotta da una mistura di acqua e sciroppi messa a congelare, la grattatella è composta dal ghiaccio grattato da un singolo blocco di grandi dimensioni, anche fino a un metro di lunghezza, con un apposito raschietto provvisto di una camera vuota che consente di accumulare il ghiaccio grattato. La camera contiene il quantitativo esatto di neve per poter riempire un ampio bicchiere, al quale vanno poi aggiunti i vari succhi di frutta o i vari sciroppi a gusto personale.

Anche se oggi non è affatto facile riuscire a trovare un venditore ambulante di Grattatelle, qualora ne aveste l’occasione, non esitate a gustare questa rinfrescante prelibatezza dal sapore antico.

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