25 aprile 1945 – Non c’è futuro senza memoria

« Cittadini, lavoratori! Sciopero generale contro l’occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine. Come a Genova e a Torino, ponete i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire. »
Questo è il messaggio radio diffuso alle 8 del mattino del 25 aprile 1945, da parte del Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia, con il quale proclamava l’insurrezione in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti.

sandro pertini

Sandro Pertini

Attraverso tale messaggio e, soprattutto la parola d’ordine «Arrendersi o perire!», vennero invitate tutte le forze partigiane attive nel Nord Italia, facenti parte del Corpo Volontari per la Libertà, di attaccare i presidi fascisti – tedeschi imponendogli la resa. Contemporaneamente, il CLNAI emanò dei decreti legislativi, assumendo il potere «in nome del popolo italiano e quale delegato del Governo Italiano», stabilendo la condanna a morte per tutti i gerarchi fascisti.

La mattina del 29 aprile, i cadaveri di Mussolini, della Petacci e di altri esponenti della Repubblica di Salò, vennero appesi a testa in giù a Piazzale Loreto.

La mattina del 29 aprile, i cadaveri di Mussolini, della Petacci e di altri esponenti della Repubblica di Salò, vennero appesi a testa in giù a Piazzale Loreto.

L’Anniversario della liberazione d’Italia, viene festeggiato in Italia il 25 aprile di ogni anno. È un giorno fondamentale per la storia del paese che assume un significato politico e militare, in qualità di simbolo della vittoriosa lotta di resistenza militare e politica, attuata dalle forze partigiane contro il governo fascista della Repubblica Sociale Italiana e l’occupazione nazista. La popolazione era stata fortemente provata dalla guerra: la morte, il terrore dei bombardamenti, le sirene d’allarme e la lunga attesa dentro i rifugi, la fame, la mancanza di medicine. Furono tutti fattori unificanti che fecero sollevare il grido di libertà. Alla fine del conflitto il Paese era in ginocchio, ma compatto nel rifiutare ogni forma di guerra.

Fu su proposta del Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi, e dell’allora Luogotenente del Regno d’Italia, il Principe Umberto, che venne istituita la festa del 25 aprile 1946: «A celebrazione della totale liberazione del territorio italiano, il 25 aprile 1946 è dichiarato festa nazionale». Ancora oggi, a distanza di settant’anni, la Liberazione dall’occupazione nazi-fascista, è una festa che consolida il senso di appartenenza ad uno Stato che è sempre stato afflitto dai problemi legati all’unità.

Onore, dunque, ai partigiani e al loro spirito di sacrificio, grazie ai quali è cominciato il processo di liberazione nazionale, che ancora oggi viene ricordato in tutta Italia.

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