Il ritorno della “Peste”?

In questi giorni bui cerchiamo di non farci mancare nulla e se, per puro caso, dovessimo scordarci eventuali metodi di distruzione di massa, ecco che in nostro aiuto arrivano subito gli States. Una ricerca apparsa sul “Journal of Medical Entomology” a cura dell’entmologo Newyorkese Matthew Frye, ci svela una scoperta interessante: I ratti sono portatori delle pulci della peste! La cosa che più stupisce non è la riscoperta di uno studio già portato avanti nel 1920, ma il fatto che qualcuno si stia dando da fare per capire quale sia l’agente patogeno mancante per la trasmissione nell’uomo.
Lo studio è stato effettuato su oltre 6.500 esemplari di cinque specie conosciute di pulci, pidocchi e dagli acari prelevati da 133 ratti (come riporta Adkronos). Ci tengono a precisare che nei ratti orientali sono presenti oltre cinquecento pulci note per quella che veniva chiamata “La morte nera”, ovvero la peste bubbonica.

Il gruppo di ricerca congiunto della Cornell e della Columbia University, si rammarica “aggettivo sarcastico personale” nello scoprire che manca l’agente patogeno per dare vita al ciclo di trasmissione nell’uomo, ma ci tengono a precisare che la peste è già presente sul suolo americano e viaggia comodamente addosso a scoiattoli, cani della prateria e altri animaletti simpatici, e che attualmente sono soltanto 10 le persone decedute ogni anno a causa del contagio, contro dati più rilevanti provenienti da altre parti del mondo. I sanitari americani sono stati invitati a monitorare meglio i ratti delle proprie città e non farsi sfuggire le eventuali pulci ingrate.

Tutto questo può sembrare risibile o poco credibile ma, personalmente, tendo sempre a guardare le cose con occhio attento e cercando di capire cosa si cela dietro a certi studi che sembrano di normale routine. Non è una novità che si cerchi costantemente di decimare la popolazione mondiale e molta gente avanti con l’età potrà ricordare i racconti legati a ciò che può causare un epidemia pestilenziale. Oggi i ratti non arrivano nei vari porti con vecchie navi da carico fatte in legno, non è più necessario! Le epidemie vengono sparse nell’aria, nelle acque potabili, nei terreni ed anche sugli animali apparentemente innocui e basta una piccola percentuale di agente patogeno per sterminare intere città grazie ad un semplice bicchier d’acqua o ad un colpo di tosse. Nel novembre 2014 il Madagascar è stato colpito da un’epidemia endemica di peste bubbonica contagiando un centinaio di persone e uccidendone 47.
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Prestiamo attenzione a quello che fanno i nostri “Amici” d’oltre oceano e drizziamo le orecchie per captare ogni sussurro che può apparirci strano e fuori tempo.

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