E, se fosse…?

Sarà capitato anche a voi, il fatto di non poter fare a meno di provare a dare una giustificazione a tutto quello che accade giornalmente nel mondo. In questi casi, il mio cervello comincia a intrecciare nozioni, letture e notizie accumulate nel corso del tempo, creando una sorta di risposta a tutte quelle domande che mi ronzano nella mente, e spesso finisco con il fantasticare un po’ troppo.
Ultimamente cerco di darmi una risposta, su cosa stiano realmente architettando i Big del pianeta e cosa dovremo aspettarci nel prossimo futuro, basandomi su alcune delle seguenti domande:

-Perché i nostri cieli sono costantemente ricoperti di scie chimiche? (tra l’altro vorrei sapere da dove prendono le risorse per  pagare tutti questi viaggi)
-Perché vogliono privatizzare l’acqua?
-Perché dobbiamo temere di fare la stessa fine di Nikola Tesla e Stanley Meyer (Stan) se cominciamo a parlare di progetti innovativi riguardanti l’utilizzo di nuove risorse energetiche a impatto zero?
-Perché si sta tentando di portare la guerra nelle Nazioni (apparentemente) povere di risorse?

Tanti, forse troppi, i perché senza risposta. Allora in questi casi cerco di fare ordine mentale e comincio a ricostruire il tutto partendo dalle informazioni di base, per riuscire ad avvicinarmi ad una probabile verità, anche se potrà sembrare bislacca.

Punto uno – Progetti innovativi pericolosi

Molti conoscono la storia di Nikola Tesla, ma pochi sono quelli che conoscono la storia di Stanley Meyer.
Stanley Meyer è un genio dimenticato che è stato l’inventore del motore ad acqua e di un’automobile capace di percorrere 184 Km con 4 litri di acqua, e che poi (a detta di molti) è morto avvelenato (per molti si è trattato soltanto di circostanze misteriose) per mano di lobby industriali che volevano acquistare ed eliminare quel suo progetto tanto innovativo, quanto pericoloso per il potere economico di chi gestisce tutt’ora l’oro nero.

La macchina ad acqua inventata da Stan Meyer utilizzava un processo denominato “Elettrolisi”.
L’elettrolisi dell’acqua è un processo nel quale il passaggio di corrente elettrica causa la scomposizione in ossigeno e idrogeno in forma gassosa.
Come si può notare dall’immagine del Voltametro di Hoffman, la corrente generata dall’alimentatore, riesce a fluire nei due cilindri grazie alla soluzione elettrolitica creando una sorta di effervescenza, causata da bolle di gas che risalgono verso l’alto grazie alla loro leggerezza, e risultando infiammabili quel tanto da mettere in funzione un motore e creare una sorta di moto perpetuo.
Voltametro di HoffmanIn conseguenza alla sua invenzione, Stan Meyer (considerato il secondo miglior inventore del secolo, dopo Nikola Tesla) venne più volte minacciato e ricevette molte richieste di acquisto da parte dell’Arab Oil Corps, (per circa 1 milione di dollari) che egli rifiutò. Anche i militari erano molto interessati a quell’invenzione e volevano usarla per i loro mezzi, ma anche questa volta rifiutò di vendere quell’idea, consapevole del fatto che sarebbe stata cestinata per proteggere altri interessi.
Era pronto per produrre quel sogno ed aveva già in mano i brevetti per farlo. Gli bastavano 1.500 dollari per trasformare il sogno in una water car funzionante e al servizio del pubblico. Una tecnologia che, se applicata, potrebbe risolvere molti problemi a livello Mondiale.
Ma nel marzo del 1998 fu ritrovato morto (avvelenato) nel parcheggio di un ristorante di Grove City – Ohio, e gli strumenti, l’auto e tutto quello che riguardava gli studi di quell’invenzione, vennero sequestrati nell’assoluto silenzio dei media, soltanto per aver pestato i piedi a qualche soggetto legato al petrolio.

Come lui anche altri inventori hanno proposto il loro modello di motore a idrogeno, ma i tempi sono un po’ cambiati. I Big sembrano essere interessati a questa tecnologia ancor più di ieri, ma la velocità della rete e lo scambio di informazioni, riescono a tenere al sicuro i progettisti. (o almeno questo è quel che sembra)

Punto due – Privatizzazione dell’acqua
privatizzazione-acquaGli Stati più forti stanno cercando di trasformare questa risorsa naturale in un bene commerciabile, usufruibile da pochi.
Come noto, grazie alla crescita demografica e all’inquinamento, le risorse idriche mondiali si sono ridotte del 40 per cento, e le soluzioni per far fronte a tale problema, mirano ad aumentare l’offerta, piuttosto che di contenere la domanda, rivelandosi però inefficaci e costose, sia in termini ambientali (dighe – desalinizzatori) che umane. Di fronte al fallimento della tecnica, aumentano le previsioni su una probabile battaglia per avere accesso all'”oro blu” del XXI secolo.
La scarsa qualità dei servizi legati alla distribusione dell’acqua e la grande preoccupazione dei consumatori per la cattiva qualità dell’acqua che esce dai rubinetti di casa, ha fatto lievitare le vendite dell’acqua in bottiglia di multinazionali come Danone e Nestlé.
Continuando a disinteressarci del problema, ben presto l’accesso alle risorse idriche potrebbe diventare una fonte di disuguaglianza e tensione tra i popoli. Non per colpa di fattori naturali, climatici o di scarsezza di risorse, bensì per mere scelte politiche ed economiche. (vedi Medio Oriente)
Una politica basata sul ricatto idrico di quegli stati con difficoltà di approvvigionamento, e che hanno reso l’acqua del tutto simile al petrolio e dal quale prende vita l’idea di “Idropolitica” come strumento strategico per assicurarsi il potere e la supremazia economica in una determinata regione.

Punto tre – Haarp e scie chimiche
HAARP1Del Progetto Haarp, delle scie chimiche e del potere dato in mano all’uomo per sovvertire le leggi della natura, ne ho già parlato nei post precedenti e per questo mi limiterò a fare delle considerazioni del tutto personali, in quella che potrà sembrare un’esagerazione fantasiosa della realtà che chiamerò: “Punto di Riflessione”.

Poniamo il caso che la risorsa principale dell’industria attuale (il petrolio) stia veramente riducendosi drasticamente e che i Big abbiano già pensato a come ovviare a questo problema attraverso l’uso dei sopracitati motori ad idrogeno. Cosa dovrebbero fare per mantenere il loro predominio economico? Semplicemente diventare padroni dell’acqua, sia questa dolce o salata, di sorgente oppure piovana, non cambierà nulla, e dovranno fare in modo che l’uomo comune non possa mettergli le mani gratuitamente. Se consideriamo l’idea fattibile, potremmo cominciare a capire il perché si tenti costantemente di privatizzare l’acqua pubblica (bene naturale e indispensabile) e perché tale bene viene considerato “Oro Blu”.

Ma come possono mettere il mondo sotto scacco e diventare padroni assoluti di tale bene?

I più fantasiosi, come lo scrivente, avranno già pensato che potrebbero farlo attraverso le scie chimiche e al progetto Haarp.
Infatti, il progetto Haarp consente ai suoi manovratori di poter disporre liberamente del controllo climatico del cielo e dei fenomeni poco naturali della terra. Gli basterà decidere quale Nazione rendere arida come il deserto, per farle calare le braghe e farle firmare ogni sorta di compromesso (celato dalla solita iniziativa umanitaria) che conceda la totale proprietà della risorsa, oppure, nel caso in cui fosse impossibile raggiungere tale accordo, cliccare su un tasto più dolente e definitivo.

Nello scenario che immagino, le terre potrebbero diventare aride e le poche falde acquifere potrebbero essere inquinate da movimenti tellurici creati ad hoc, che avrebbero anche come altra conseguenza, la tanto agognata riduzione della popolazione mondiale attraverso l’innesco di virus pestilenziali che colpirebbero tutte le persone che vivono al di fuori dei loro arredatissimi e confortevoli bunker sotterranei. E quando tutto si sarà calmato, chi sarà rimasto in vita metterà piede in mondo libero da tante teste ribelli, e non potrà fare altro che ringraziare chi gli avrà concesso la possibilità di continuare il proprio cammino. Si troverà a disposizione molta terra inaridita, ma questa potrà essere irrigata con la sola pressione di un tasto e non dovrà fare altro che prelevare uno dei tanti semi depositati all’interno delle montagne per veder rispuntare piante e fiori. Anche la vita animale tornerà al suo posto grazie alla clonazione e tutti saranno felici di vivere una vita di riverenza e osservazione delle regole dettate dal nuovo creatore, che li amerà e guiderà come fossero dei perfetti automi ai quali poter staccare la spina, nel caso in cui dovessero ricordarsi di essere nati liberi.

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